Proteine alternative e alimentazione vegetale, come investirvi?

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
23.7.2021
Tempo di lettura: 3'
L’opinione pubblica è sempre più attenta ai legami tra cibo, salute, sicurezza e sostenibilità alimentare. L’industria alimentare si trasforma di conseguenza, spinta dalla domanda di proteine alternative e di prodotti a base vegetale
L'industria alimentare sta assistendo a una trasformazione: la crescita del settore delle proteine alternative e dei prodotti vegetali. Secondo il World Economic Forum, entro il 2040 il 60% di tutta la carne consumata nel mondo deriverà non da animali, ma da fonti alternative. Il valore del mercato globale degli alimenti e delle bevande vegetali, invece, potrebbe aumentare di oltre il 1000%, fino a superare i 100 miliardi di sterline entro la fine di questo decennio, evidenzia una ricerca di Barclays.

L'industria alimentare si trasforma


“La pandemia ha sensibilizzato l'opinione pubblica in merito ai legami tra cibo, salute, sicurezza e sostenibilità alimentare, determinando un'impennata della domanda di proteine alternative e di prodotti a base vegetale”, spiegano da BNP Paribas Asset Management. La rinnovata attenzione alla propria salute (e l'evidenza di alcuni vantaggi, tra cui la diminuzione del colesterolo LDL e la ridotta probabilità di cardiopatie coronariche) sta infatti spingendo un numero sempre maggiore di persone ad adottare un regime alimentare a prevalenza vegetale. A contribuire, anche la consapevolezza che il sistema alimentare è il principale responsabile di perdita di biodiversità e contribuisce al 20-30% delle emissioni di gas serra, secondo quanto riportato dall'ultimo Food System Impacts on Biodiversity Loss del Royal Institute of International Affairs. Senza contare che “durante la pandemia si sono accesi i riflettori sulle condizioni e le pratiche utilizzate negli impianti per la lavorazione della carne, che hanno fatto attraversare una fase difficile all'industria tradizionale della carne”, affermano dalla società.

Proteine alternative e alimenti vegetali in crescita


Così carne e pesce coltivato, alghe e proteine ricavate dalla macinazione di insetti o dalla fermentazione delle spore dei funghi, insieme a sempre più prodotti di origine vegetale, potranno rivoluzionare l'industria alimentare così come la conosciamo oggi. Secondo AgFunder, società californiana di venture capital specializzata nel settore, la crescita del mercato delle proteine alternative ha superato l'incremento degli investimenti nel settore più ampio delle tecnologie agricole e alimentari e si stima abbia raggiunto 30 miliardi di dollari nel 2020, in rialzo del 35% rispetto al 2019. E gli ultimi studi di Boston Consulting Group sottolineano che i prodotti a base di proteine alternative entro il 2035 conteranno per l'11% dell'industria globale di proteine, in confronto al 2% della quota attuale.

Perché investire?


In questo contesto, le aziende in prima linea nel settore potranno beneficiare di tale rivoluzione, favorite da innovazioni tecnologiche e dall'interesse delle grandi aziende desiderose di sviluppare ulteriori segmenti di mercato e catturare l'attenzione di nuove fasce di consumatori. Spesso, ad esempio, “tali società beneficiano del potere della proprietà intellettuale e della forza dirompente offerta oggi dalla tecnologia alimentare. Le società emergenti del settore delle proteine alternative, inoltre, offrono valutazioni sempre più attraenti rispetto alle aziende incumbent di produzione della carne, grazie all'aumento dei finanziamenti tramite capitale di rischio. Queste imprese rappresentano un target anche per le aziende tradizionali che puntano a riposizionarsi, ad esempio acquistando brand di prodotti sostitutivi della carne”.
“Gli alimenti vegetali e le proteine alternative hanno il potenziale di trasformare l'industria alimentare. Il settore è destinato a crescere e ha la possibilità di attrarre valutazioni superiori e più finanziamenti, sullo sfondo della graduale approvazione globale delle nuove tecnologie e della transizione dei consumatori verso una dieta contenente più proteine alternative e alimenti vegetali”, concludono dalla società.

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