Nella selezione dei titoli non guardare più ai multipli: ecco cosa fare

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In un contesto particolarmente sfidante, diventa fondamentale saper guardarsi intorno per scovare le opportunità. Ma come? Capital Group suggerisce di dare meno importanza al metodo dei multipli e osservare invece la crescita degli utili

In un periodo come quello attuale di incertezza e debolezza dei mercati finanziari, ci si può far prendere dallo sconforto e non sapere più che pesci pigliare. Ovvero su quali storie è meglio puntare per limitare i ribassi o cogliere nuove opportunità. Secondo gli esperti di Capital Group, la selezione dei titoli d’ora in avanti deve cambiare e passare dall’analisi dei multipli a quella degli utili.“Quando i tassi erano vicini allo zero, il mercato poteva sostenere multipli più elevati”, ricorda Jody Jonsson, equity portfolio manager di Capital Group, ma ora la situazione è completamente diversa: “Quei giorni sono ormai finiti”.

Il metodo dei multipli è indubbiamente una delle tecniche più utilizzate per selezionare i titoli da mettere in portafoglio, perché i multipli sono indicatori che permettono di cogliere al volo il potenziale di una società in un determinato momento, mettendo in rapporto alcune variabili di un’azienda, come la quotazione e i suoi utili. Negli ultimi cinque-dieci anni, gli investitori si sono abituati a quotazioni molto elevate ed è naturale immaginare che la situazione torni uguale nella prossima fase rialzista. Ma per Capital Group non sarà così e per questa ragione occorre rivedere e rivalutare il metodo di selezione dei titoli.

Secondo la casa di gestione americana, un esercizio efficace per valutare il proprio portafoglio è domandarsi cosa succederebbe se i titoli non tornassero ad avere quotazioni 25 volte gli utili entro il 2027? E se invece venissero scambiati solamente a un rapporto di 15? Ebbene, “se posso fare in modo che un titolo sia a questo livello, allora posso probabilmente limitare i ribassi”, sostiene Jonsson.

Questa visione permette di scovare quelle storie emergenti e fortemente orientate alla crescita, che oggi non sono ancora considerate come tali. “Se l’espansione dei multipli sarà limitata nel prossimo mercato rialzista, i rendimenti azionari dovranno essere alimentati dalla crescita degli utili”. Ecco perché bisognerebbe essere più intransigenti nei confronti delle aziende che non si dimostreranno redditizie in un breve tempo. Senza dubbio non si tratta di una prospettiva semplice, perché il futuro del mercato non è prevedibile. Tuttavia, questo è l’unico modo per mettere realmente alla prova il proprio portafoglio, secondo l’esperto di Capital Group.

Insomma, gli ultimi dieci anni sono stati caratterizzati da un’estate continua, con una combinazione di tassi bassi e mercati in crescita. Sembra che quella stagione si sia conclusa e che il mercato sia stato catapultato in inverno. Certo la prospettiva di trovarsi davanti temperature rigide e venti forti per ancora qualche mese sembra negativa, tuttavia bisogna ricordarsi che in economia le mezze stagioni esistono. Sarà quindi necessario coprirsi e tenere al caldo il proprio portafoglio, con la consapevolezza che si sta già preparando una nuova primavera florida di opportunità.

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