Rendimento dividendi: i titoli ‘noiosi e prevedibili’ tornano allettanti

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Per rispondere alla volatilità dei mercati può essere premiante tornare a interessarsi ai dividendi. Capital Group spiega come il nuovo contesto porta i dividendi a diventare contributori significativi al rendimento complessivo

Negli ultimi dieci anni l’interesse per i dividendi era progressivamente diminuito con gli investitori ammaliati dai corposi rialzi dei titoli growth. Oggi la volatilità dei mercati e le difficoltà di settori come il tech invitano a riconsiderare l’opportunità di dare più spazio a società ad alto dividendo.

Se negli anni ’30 il 60% circa dei rendimenti totali del mercato dipendevano proprio da questo comparto, ora la situazione è completamente diversa: nell’ultima decade meno del 25% dei rendimenti delle società quotate presenti nell’indice S&P 500 dipendeva dai dividendi, secondo il report di the London Company. La realtà è che molti settori si sono espansi, catalizzando l’attenzione, e tra questi spicca sicuramente quello della tecnologia che ha reso le imprese che pagano i dividendi quasi noiose agli occhi degli investitori. Caroline Randall, portfolio manager di Capital Group, ricorda però “che in una situazione di mercato volatile – come quella in cui ci troviamo ora – essere noiosi e prevedibili diventa di colpo più allettante”. E questo è più vero che mai in tutti quei mercati che si trovano al di fuori dei confini statunitensi. Infatti è proprio lì che, storicamente, i dividendi hanno giocato le loro partite più importanti, occupando una posizione di rilievo nel panorama di investimento. Questo è chiaro anche dall’entità dei dividendi che le imprese stesse propongono. Se negli Stati Uniti sono solo 121 quelle che offrono rendimenti da dividendi tra il 3% e il 6%, nel resto del mondo i numeri sono ben diversi: nei mercati emergenti le imprese con questa offerta raddoppiano, arrivando a 295, numero che tiene in considerazione anche due tra le banche più importanti, ovvero la China Merchant’s Bank e la Saudi National Bank; il numero è ancora più cospicuo (304) se si guarda ai mercati internazionali sviluppati esclusi gli USA, dove Shell, Novartis e TotalEnergies la fanno da padrone.

La forte volatilità che sta attraversando i mercati sta lasciando degli strascichi non indifferenti. La crescita rallenta, il costo del capitale si alza e anche gli eroi del passato ciclo, ovvero le società tecnologiche, stanno perdendo terreno, offrendo ritorni meno redditizi. È proprio in questa situazione “che ci possiamo aspettare che i dividendi torneranno alla ribalta, diventando contributori significativi al rendimento complessivo”, asserisce la Randall. Ma non solo. Il loro potenziale è molto alto anche perché, grazie alla loro stabilità, possono rappresentare una fonte di protezione da tutti quei rischi correlati all’aumento della volatilità.

Il consiglio che Capital Group offre agli investitori, per affrontare anche i venti contrari che stanno attraversando l’economia, è quello di differenziare, non concentrandosi solo su un settore o unicamente su una zona geografica. In generale è saggio guardare fuori dai confini statunitensi e questo è ancora più vero se si parla di dividendi. Sono molte le aziende non americane che presentano dividendi superiori alla media. E questo è valido non solo per un ambito specifico, ma in diversi settori: dalla finanza ai beni di prima necessità, dal settore sanitario a quello dei materiali. E questo panorama porta con sé grandi nomi, come Zurich Insurance, British American Tobacco, Novartis e Rio Tinto.

di Matilde Sperlinga

Giornalista, in We Wealth si occupa di mercati, con un focus su geopolitica e venture capital. Laureata in Scienze Politiche e Filosofia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Domande frequenti su Rendimento dividendi: i titoli ‘noiosi e prevedibili’ tornano allettanti

Perché l'interesse per i dividendi è diminuito negli ultimi dieci anni?

L'interesse per i dividendi è diminuito negli ultimi dieci anni perché gli investitori erano attratti dai significativi rialzi dei titoli growth. Questi titoli offrivano potenziali guadagni di capitale più elevati rispetto ai dividendi.

Cosa sta spingendo gli investitori a riconsiderare le società ad alto dividendo?

La crescente volatilità dei mercati e le difficoltà riscontrate in settori come quello tecnologico stanno spingendo gli investitori a riconsiderare l'opportunità di investire in società che offrono dividendi elevati. Questi titoli sono percepiti come più stabili in contesti incerti.

Qual era l'importanza dei dividendi nei rendimenti totali del mercato negli anni '30?

Negli anni '30, i dividendi rappresentavano una quota considerevole dei rendimenti totali del mercato, contribuendo per circa il 60%. Questo indica un'epoca in cui i dividendi erano una componente fondamentale della performance degli investimenti.

Come si confronta il contributo dei dividendi ai rendimenti totali del mercato nell'ultima decade rispetto agli anni '30?

Nell'ultima decade, il contributo dei dividendi ai rendimenti totali del mercato è sceso significativamente, rappresentando meno del 25%. Questo contrasta nettamente con la situazione degli anni '30, dove costituivano circa il 60%.

Quali caratteristiche rendono i titoli 'noiosi e prevedibili' nuovamente allettanti per gli investitori?

I titoli 'noiosi e prevedibili' tornano allettanti grazie alla loro stabilità e alla capacità di generare flussi di reddito costanti attraverso i dividendi. In un contesto di mercato volatile, queste caratteristiche offrono una maggiore sicurezza rispetto ai titoli più speculativi.

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