Negli ultimi anni c’è uno strumento che sta diventando sempre più centrale per il Terzo Settore e sempre più comune nelle strategie di pianificazione successoria: il testamento solidale.
Secondo una recente ricerca condotta dal Testamento Solidale, il primo grande Comitato che riunisce le principali realtà non-profit che operano in Italia (tra cui anche Fondazione l’Albero della Vita), in collaborazione con Walden Lab ed Eumetra, la percentuale delle organizzazioni non profit che hanno ricevuto almeno un lascito tra il 2020 e il 2024 è cresciuta del 16%. Un dato positivo che si contrappone alla lieve flessione nella percentuale degli italiani propensi a fare testamento (passata dal 18 al 15%) a causa dell’incertezza legata al momento storico che tutti stiamo vivendo.
L’importanza di questi strumenti per il Terzo Settore si lega alla preziosa opportunità di dare continuità ai propri progetti o dar vita a nuove iniziative. Avvicinarsi al mondo della filantropia oggi può fare davvero la differenza, ma è importante capire come farlo, conoscere le ragioni che guidano le iniziative delle organizzazioni non profit (ONP) e comprendere che valore può avere la propria mano tesa verso il prossimo.
Ragioni che aveva compreso molto bene Maria, donatrice di Fondazione L’Albero della Vita, che ha poi scelto di destinare una parte del proprio patrimonio alla Fondazione. La sua storia è l’esempio più significativo di un’eredità che, grazie al testamento, è diventata una risorsa in un progetto più ampio: costruire un mondo migliore per famiglie e bambini.
Da donatrice a testatrice: il percorso accanto alla Fondazione
Una vita “come tante”: un lavoro stabile, un lungo matrimonio, due figli e tre adorati nipoti. Ma anche il volontariato in parrocchia e una partecipazione attiva nelle attività organizzate dal comitato di quartiere. Quella di Maria era una vita che molti definirebbero normale, e ha continuato ad esserlo anche quando, in occasione della Festa della Donna – un po’ di anni fa – sceglie di avvicinarsi alla Fondazione l’Albero della Vita. E in particolare, di sostenere il progetto “La Rondine” nato per accogliere mamme in difficoltà o in situazioni di degrado e violenza, insieme ai loro piccoli, con l’obiettivo di farli vivere in un luogo protetto, per “rinascere” in qualche modo. E (ri)costruire la propria vita in un luogo più adatto.
L’incontro con questo progetto è stato solo una goccia in un mare già colmo di altruismo e solidarietà. Con il tempo Maria è entrata sempre più a fondo nelle dinamiche della Fondazione, ha conosciuto volontari, ospiti, responsabili, ha avviato una raccolta fondi coinvolgendo amici e colleghi e ha scoperto che, tra le diverse modalità di sostegno, esisteva anche il lascito testamentario.
Così, ha scelto di destinare una parte del proprio patrimonio alla Fondazione. Una decisione di cui l’organizzazione è venuta a conoscenza solo successivamente alla sua scomparsa. Un ultimo gesto d’amore e di solidarietà verso le mamme e i bambini de “La Rondine”.
Oggi uno degli alloggi utilizzati per il progetto porta proprio il suo nome, in segno di rispetto e riconoscenza per tutto il bene che ha scelto di generare mentre era in vita e che continua indirettamente a generare ancora oggi.
Perché sempre più persone scelgono il testamento solidale
Le motivazioni che spingono ogni anno aziende o individui a scegliere di sostenere una fondazione o un’associazione benefica sono diverse e spesso profonde. A volte si legano a ragioni più intime e personali, altre volte alla voglia di lasciare un segno, concreto e indelebile, con quello che apparentemente è un “piccolo” gesto.
Storie come quella di Maria devono essere narrate per comprendere quanto questi gesti possano fare la differenza, ancor di più in un futuro che che ci si augura possa essere sempre più solidale.
Uno dei vantaggi del testamento, tra gli altri, è quello di non escludere la famiglia, perché si innesta nel quadro delle tutele previste dalla legge per gli eredi e riguarda la parte di patrimonio di cui si può disporre liberamente (quota disponibile), permettendo di affiancare ai propri cari anche una causa che sta a cuore.
La scelta di Maria di far entrare la filantropia in pianificazione successoria tramite un testamento è stata lungimirante ed è un trend che sembra destinato a crescere.
Oggi più di mezzo milione di persone (over 50) nel nostro Paese ha già previsto un lascito nel proprio testamento e poco più di 5 milioni si dichiarano propensi a considerarlo in ottica di pianificazione successoria (fonte: Comitato Testamento Solidale).
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