In Italia, oltre 5 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta, con circa 2,2 milioni di famiglie coinvolte, come confermato dalle stime Istat. Questo scenario di crescente disagio economico e sociale ha un impatto diretto sulle donne, in particolare su quelle che, insieme ai loro figli, affrontano quotidianamente la sfida di costruire un futuro migliore. È in questo contesto che il progetto “La Rondine” di Fondazione l’Albero della Vita si inserisce come un faro di speranza, offrendo supporto concreto a madri e bambini in difficoltà.
Attivo a Milano dal 2006, “La Rondine” si propone di sostenere i nuclei familiari madre-bambino attraverso alloggi a media e bassa protezione sociale, consulenza educativa, supporto psicologico e percorsi di reinserimento socio-economico. L’obiettivo è prevenire la separazione dei minori dalle madri, laddove le donne mostrino risorse adeguate per occuparsi dei loro figli, e favorire il ricongiungimento familiare nei casi in cui sia già intervenuto un distacco.
Nel corso degli anni, questa iniziativa si è rivelata una risposta efficace alle esigenze delle famiglie in difficoltà, come ha raccontato Claudia Angiulli, responsabile del progetto.
Qual è il cuore del progetto “La Rondine”?
“Le mamme, nel loro periodo di permanenza, fanno un percorso di crescita e consapevolezza delle loro risorse e delle loro potenzialità, orientate e supportate dall’équipe educativa.” Prendere parte a questo progetto permette di “fortificare le loro competenze genitoriali, riappropriarsi del loro ruolo di madre e ritrovare una serenità che permetta loro di pensarsi altro oltre che mamme.”
Attraverso percorsi formativi e lavorativi, molte donne sono riuscite a rimettersi in gioco, sperimentando nuove opportunità di crescita personale e professionale. Senza dimenticare il supporto emotivo e psicologico a cui hanno accesso, affinché possano sviluppare una propria resilienza e avere maggiore fiducia in sé stesse: un passaggio cruciale per ricominciare. “Il risultato concreto che il progetto genera è proprio questo: donne consapevoli e posizionate nel loro ruolo nella società che mettono al centro il benessere dei loro bambini”.
Cosa cambia davvero per le mamme coinvolte?
Sostenere “La Rondine”, in molti casi, significa investire nel presente di queste famiglie, ma soprattutto nel loro futuro, per rendere ogni domani un giorno migliore. Nel 2024, tra dimissioni e nuovi arrivi, Fondazione l’Albero della Vita è riuscita ad accogliere 32 nuclei familiari, ovvero a dare sostegno ad altrettante mamme sole e ai loro 48 bambini, accompagnandoli in un vero e proprio percorso di rinascita.
“Generare valore per me significa riconoscere a una donna la piena responsabilità della sua vita,” ha continuato Angiulli, spiegando che questo valore va ben oltre il semplice sostegno economico: è un atto di fiducia nel potenziale umano, un impegno a restituire a ogni madre la possibilità di scegliere per sé e per i propri figli. “Offrire un ambiente sicuro, una casa accogliente permette a madri e bambini di sperimentare che un altro modo di vivere è possibile e che da questo si può ripartire per riappropriarsi della propria vita.”
Affiancare una donna in questo viaggio di riscoperta di sé insegna che lo sviluppo dell’intelligenza emotiva è fondamentale, non solo come individuo ma anche come professionista, per poter essere un modello e facilitatrice di questo processo per le mamme e i bambini con cui si lavora.
Se si potessero utilizzare tre parole per racchiudere l’essenza de “La Rondine” sarebbero “possibilità, fiducia e crescita”, conclude Angiulli. Parole che rispecchiano l’impegno costante di Fondazione l’Albero della Vita nel sostenere madri e bambini e nel fornirgli gli strumenti necessari per riscrivere la propria vita.
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