Step Italy: longevity e trust al centro del wealth planning

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Foto di Loconte e Cerrato alla Step Italy Conference 2026.

Longevity, trust internazionali, antiriciclaggio e governance fiduciaria tra i temi al centro della seconda giornata della Step Italy Conference 2026 dedicata alle sfide del wealth planning contemporaneo

Indice

Longevità, pianificazione patrimoniale, trust internazionali, antiriciclaggio, governance fiduciaria e rendicontazione dei patrimoni segregati. Sono stati questi alcuni dei grandi temi al centro della seconda giornata della conferenza Step Italy Conference 2026Wealth in transition: managing complexity in a changing world”, appuntamento che ha riunito professionisti, fiscalisti, avvocati, trustee e operatori del wealth management per riflettere sulle trasformazioni che stanno ridefinendo il passaggio generazionale e la gestione della ricchezza.

Ad aprire i lavori sono stati Stefano Loconte (presidente di Step Italy e fondatore e managing partner di Loconte&Partners) e Marco Cerrato (presidente del Comitato regionale Step Europa). Loconte ha richiamato i temi centrali della giornata — longevity, antiriciclaggio, trust internazionali e rendicontazione fiduciaria — mentre Cerrato ha sottolineato come la dimensione internazionale rappresenti uno dei principali valori aggiunti di Step, offrendo una panoramica sulle attività dell’associazione a livello europeo e soffermandosi sull’impegno di Step nelle iniziative internazionali dedicate alla pianificazione patrimoniale e fiduciaria.

Nel corso della mattinata è intervenuto anche il vicepresidente della Corte costituzionale Luca Antonini, che ha sintetizzato la portata della sentenza n. 50 del 2026, che è intervenuta sul rapporto tra giustizia penale e tributaria, superando la rigidità del cosiddetto “doppio binario” e rafforzando “coerenza e certezza del diritto” per cittadini e imprese.

La giornata è quindi proseguita con quattro tavole rotonde dedicate ai principali temi della pianificazione patrimoniale contemporanea.

Ripensare la ricchezza nell’era della longevità

Ampio spazio è stato poi riservato al panel “Ripensare la ricchezza nell’era della longevità”, moderato da Francesco Rubino (Tep, Step Italy Council – Head of UniCredit Wealth Management), che ha affrontato uno dei grandi temi destinati a incidere sulla pianificazione patrimoniale dei prossimi decenni: vivere più a lungo non significa necessariamente mantenere intatte capacità decisionali, autonomia e lucidità nella gestione della ricchezza.

Rubino ha evidenziato come l’aumento dell’aspettativa di vita imponga di ripensare strumenti e modelli tradizionali del wealth planning. Se negli anni Sessanta la vita media si fermava intorno ai 65 anni, oggi in Italia supera gli 85, ma senza che vi sia un parallelismo automatico con il mantenimento della piena capacità naturale della persona.

Secondo Valentina Beccaria (Tep, Partner Loconte&Partners), la longevity impatta soprattutto sulla capacità di agire degli individui. L’allungamento della vita amplia infatti il periodo in cui una persona può rimanere formalmente capace ma vedere progressivamente compromessa la propria capacità naturale di intendere e volere. Da qui il rischio di atti giuridici validi sul piano formale ma influenzati da vulnerabilità, manipolazioni o fenomeni di captazione, con effetti potenzialmente destabilizzanti per intere pianificazioni patrimoniali e familiari.
Beccaria ha sottolineato come il sistema italiano continui a fondarsi prevalentemente su strumenti “reattivi”, mentre nei sistemi di common law esistono da tempo modelli preventivi e flessibili basati sulla rappresentanza anticipata.

Sul piano fiscale, Marco Allena (Tep, Professore ordinario di diritto tributario – Università Cattolica del Sacro Cuore) ha posto al centro il tema della certezza del diritto in orizzonti temporali sempre più lunghi. La pianificazione patrimoniale richiede infatti stabilità normativa e prevedibilità fiscale. Allena ha richiamato il recente intervento normativo sul trust, che ha chiarito il momento della tassazione indiretta, ma anche le incertezze emerse negli ultimi mesi sul fronte della fiscalità di dividendi e plusvalenze, evidenziando come il sistema tributario italiano non sia ancora pienamente strutturato per affrontare le conseguenze della longevity.

Una prospettiva internazionale è arrivata da Nicola Alvaro (Tep, Head of Wealth Services and Distribution Allianz Life Luxembourg), che ha descritto la longevità come un cambiamento strutturale globale. Entro il 2040 gli over 65 rappresenteranno circa un terzo della popolazione italiana, imponendo nuovi modelli di previdenza, long term care e gestione del rischio. Alvaro ha illustrato le soluzioni adottate in Paesi come Germania, Francia, Paesi Bassi e Giappone, soffermandosi anche sull’evoluzione degli strumenti assicurativi e fiduciari utilizzati nella pianificazione intergenerazionale.

Dal punto di vista degli investimenti, Matteo Lenardon (Global Investment Product Specialist UniCredit) ha spiegato come la longevity stia ridefinendo interi settori economici, dalla salute alla tecnologia, fino ai servizi finanziari. Secondo Lenardon, il vero rischio non è vivere troppo a lungo, ma pianificare troppo poco e sopravvivere al proprio capitale. Per questo la domanda centrale non è più quanto patrimonio possieda il cliente, ma quale reddito sostenibile sia possibile generare nel tempo.

Trust e antiriciclaggio: oltre le regole. Un’analisi delle questioni chiave attraverso la prassi e la giurisprudenza.

La seconda tavola rotonda della giornata è stata dedicata al rapporto tra trust e antiriciclaggio, con il panel “Trust e antiriciclaggio: oltre le regole. Un’analisi delle questioni chiave attraverso la prassi e la giurisprudenza”, moderato da Paola Bergamin (Tep, Segretario del Consiglio di Step Italia – Partner, Belluzzo International Partners).

Al confronto hanno partecipato Valerio Vallefuoco (Partner Studio Legale Vallefuoco & Associati), Annalisa De Vivo (Dottore commercialista, specialista in conformità Aml -Antiriciclaggio) e Catello Criscuolo (Capo della Divisione Operazioni Sospette III – Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (Uif), Banca d’Italia ), con un focus sulle principali criticità interpretative e operative legate all’utilizzo dei trust nei sistemi di controllo antiriciclaggio e nei rapporti con le autorità di vigilanza.

Nel corso del dibattito, Criscuolo ha sottolineato come il trust non debba essere considerato automaticamente uno strumento sospetto, richiamando invece la necessità di un approccio sostanziale nella valutazione del rischio. L’attenzione, ha spiegato, deve concentrarsi non sul semplice utilizzo del trust, ma sulla combinazione tra elementi soggettivi e operatività concreta: opacità nella comunicazione delle informazioni rilevanti, strutture eccessivamente complesse, interposizioni soggettive o incoerenze tra attività svolta e finalità dichiarate possono rappresentare campanelli d’allarme da valutare caso per caso.

De Vivo si è invece soffermata sul tema dell’identificazione del titolare effettivo nei trust, evidenziando come le categorie tradizionali previste dalla normativa antiriciclaggio per le società non possano essere applicate automaticamente a queste strutture. Centrale, secondo De Vivo, resta il principio della prevalenza della sostanza sulla forma: il professionista è chiamato a individuare chi esercita concretamente il controllo o può influenzare le decisioni del trust, adottando un approccio dinamico e basato sul rischio anche nei casi di trust discrezionali e beneficiari individuati per categorie.

Vallefuoco ha infine affrontato il tema delle sanzioni e del contenzioso in materia di antiriciclaggio, richiamando alcune recenti pronunce giurisprudenziali. Tra i punti evidenziati, l’importanza per i professionisti di documentare nel fascicolo le valutazioni svolte in merito all’eventuale invio o meno di una segnalazione di operazione sospetta, così da dimostrare il percorso logico seguito e ridurre il rischio di contestazioni. Nel suo intervento ha inoltre ricordato come la giurisprudenza più recente stia rafforzando l’idea che le sanzioni non possano fondarsi su automatismi o meri sospetti formali, ma richiedano elementi concreti e specifici.

Amministratori fiduciari e beneficiari: fiducia o scontro?

Nel panel “Trustee e beneficiari: fiducia o conflitto?”, il rapporto tra chi amministra il trust e chi ne beneficia è stato letto non come una semplice questione tecnica, ma come il cuore stesso della governance fiduciaria. A confrontarsi, sotto la guida di Giovanni Cristofaro (Tep, Step Italy Council-Deputy Chair e partner di Chiomenti), sono stati Jonathan Speck (partner di Mourant), Philippe Pulfer (Tep, partner di Walder Wyss), ed Elizabeth Kubanik (partner di Sullivan & Cromwell).

Dai silent trust statunitensi ai revocable trust, dalle firewall provisions di Jersey al ruolo della Svizzera come hub per l’amministrazione di trust regolati da leggi straniere, il dibattito ha mostrato quanto il trust internazionale viva oggi su un equilibrio sottile: proteggere il patrimonio, senza trasformare la riservatezza in opacità. Al centro, il diritto dei beneficiari a essere informati, la responsabilità dei trustee, i poteri del protector e la distinzione, decisiva anche sul piano fiscale, tra poteri personali e fiduciari.

Progetto sulle attività dei fiduciari – Bilanci e linee guida contabili del trust

L’ultimo confronto del convegno ha riguardato gli aspetti legati ai rendiconti finanziari del trust e delle linee guida contabili. Filippo Molinari (Tep, partner di Withers), Massimo Caldara (Tep, partner di Caldara & Associati), Biagio Izzo (Tep, head of tax di Algebris Investments) e Nunzio Dario Latrofa (Tep, partner di Latrofa Studio Legale Tributario) hanno affrontato uno dei temi più concreti nella vita di un trust: come raccontare, documentare e tracciare la gestione del patrimonio.

Il rendiconto non è stato presentato come un mero documento contabile, ma come la memoria del trust: lo strumento attraverso cui il trustee dimostra l’esercizio corretto dei propri poteri, tutela l’equilibrio tra beneficiari del reddito e beneficiari finali e rende leggibile la distinzione tra capitale e reddito. Una distinzione solo apparentemente semplice, ma decisiva anche sul piano fiscale, soprattutto alla luce del principio di alternatività tra imposte dirette e imposta di successione e donazione. Da qui l’importanza di un sistema contabile adeguato, capace di seguire la storia degli asset, i diversi valori rilevanti e le attribuzioni ai beneficiari.

Conclusioni della 2a giornata di Step Italy Conference 2026

Dalla longevity ai trust internazionali, dalla governance fiduciaria alla fiscalità, la seconda giornata della conferenza Step Italy ha così restituito l’immagine di un settore chiamato a confrontarsi con patrimoni sempre più complessi, famiglie sempre più articolate e orizzonti temporali sempre più lunghi.

(Per vedere i temi affrontati nella prima giornata di Step Italy Conference 2026 cliccare qui)

Domande frequenti su Step Italy: longevity e trust al centro del wealth planning

Quali sono i temi principali discussi alla Step Italy Conference 2026?

La Step Italy Conference 2026 ha affrontato temi come la longevità e il suo impatto sulla pianificazione patrimoniale, l'utilizzo dei trust internazionali, le normative antiriciclaggio, la governance fiduciaria e la rendicontazione dei patrimoni segregati. L'evento ha mirato a riflettere sulle trasformazioni che stanno ridefinendo il wealth management.

Qual è il focus della conferenza Step Italy in relazione alla ricchezza?

La conferenza, intitolata 'Wealth in transition: managing complexity in a changing world', si concentra sulla gestione della complessità nel mondo del wealth management in continua evoluzione. L'attenzione è rivolta alle trasformazioni che ridefiniscono il concetto di ricchezza e la sua gestione.

Chi ha partecipato alla Step Italy Conference 2026?

L'evento ha riunito professionisti del settore, fiscalisti, avvocati, trustee e operatori del wealth management. L'obiettivo era quello di favorire una riflessione congiunta sulle sfide e le opportunità nel campo della pianificazione patrimoniale.

Quali aspetti legali sono stati trattati durante la conferenza?

La conferenza ha analizzato le questioni chiave relative ai trust e all'antiriciclaggio, esaminando la prassi e la giurisprudenza in materia. Si è discusso anche del rapporto tra amministratori fiduciari e beneficiari.

Quali aspetti contabili relativi ai trust sono stati presi in considerazione?

Durante la conferenza è stato presentato un progetto sulle attività dei fiduciari, con particolare attenzione ai bilanci e alle linee guida contabili specifiche per i trust. Questo aspetto mira a fornire maggiore chiarezza e trasparenza nella gestione dei patrimoni segregati.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Stefania Pescarmona

Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Giornalista professionista, è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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