Inflazione, che fare? Come difendersi con i real asset

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I portafogli bilanciati solo tra bond e azioni non offrono una copertura soddisfacente in questo periodo di incertezza che sembra destinato a durare. Gli esperti di Lazard Asset Management spiegano come diversificare al meglio puntando su materie prime, infrastrutture e immobili

Bisogna fare i conti con l’inflazione e gestire l’incertezza derivante da un fenomeno con cui si dovrà convivere per qualche tempo. I numeri parlano chiaro: nel mese di settembre 2022 il tasso annuale di inflazione è salito al 9,9% nell’area euro contro il 9,1% di agosto e il 3,6% di un anno prima, ha rilevato Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea. In materia di investimenti la risposta è sempre una: diversificare. Ma come? I portafogli bilanciati in maniera tradizionale tra azioni e obbligazioni non sembrano essere la soluzione adatta a ogni stagione. I bond, infatti, non sono stati in grado di svolgere il ruolo difensivo che viene loro richiesto in tempi di incertezza e anche le azioni, che hanno ottenuto buoni risultati in altri tempi, devono trovare nuovi criteri di selezione. Quindi? Un’asset class che offre un baluardo a questi tempi incerti sono gli asset reali, vale a dire materie prime, infrastrutture e immobili sostengono gli esperti di Lazard Asset Management che hanno fatto il punto su questa strategia di diversificazione, analizzando gli elementi macro da tenere in considerazione: dalla pandemia alla guerra in Ucraina, dal cambiamento climatico alle risposte delle banche centrali.

Il peso della pandemia, della guerra in Ucraina e del cambiamento climatico

I focolai di COVID-19 degli ultimi due anni hanno bloccato la produzione e il flusso di merci. Con la graduale riapertura dell’economia globale le persone hanno ripreso a viaggiare, a mangiare fuori e a cercare intrattenimento, esercitando una pressione crescente sui servizi che avevano sofferto durante la pandemia.

Negli Stati Uniti, la domanda di lavoro ha superato l’offerta, premendo al rialzo sui salari, in particolare nei settori in via di riapertura. La pandemia continua a minacciare interruzioni della produzione e delle catene di approvvigionamento, in particolare in Cina, dove le autorità continuano a impegnarsi per una politica “COVID zero” nonostante l’emergere di nuove varianti.

Inoltre il conflitto russo-ucraino rischia di limitare l’approvvigionamento globale di una serie di importanti materie prime, tra cui grano, gas naturale e petrolio. Anche il cambiamento climatico potrebbe esercitare una pressione al rialzo sull’inflazione e sui tassi d’interesse, perché nei prossimi anni richiederà investimenti massicci per ridurre le emissioni di gas serra, per costruire una maggiore resilienza ai suoi numerosi impatti e per rispondere ai disastri climatici che stanno aumentando in gravità e frequenza.

La risposta delle banche centrali

In questo scenario le banche centrali hanno aumentato i tassi d’interesse e inasprito le condizioni finanziarie per contrastare l’aumento dell’inflazione derivante dalla forza della ripresa economica. Tuttavia i prezzi elevati delle materie prime e altre pressioni legate alla pandemia potrebbero essere più difficili da domare, generando il timore che le banche centrali possano provocare una recessione, di proposito o per errore, e che le aspettative di un’inflazione futura più elevata possano radicarsi, portando a un contesto di crescita lenta e inflazione elevata difficile da smuovere.

Una recente indagine del Fondo monetario internazionale ha evidenziato che l’Europa deve fronteggiare un mix tossico di riduzione della crescita economica ed elevata inflazione. E che quasi la metà dell’aumento dell’inflazione non è facilmente spiegabile.

Perché puntare sui real asset

In questo scenario dominato da inflazione elevata, aumento dei tassi d’interesse e calo delle aspettative di crescita, le azioni e le obbligazioni hanno avuto difficoltà (hanno archiviato il terzo trimestre negativo di seguito, un evento che non succedeva dalla crisi finanziaria del 2008), mentre i real asset hanno sovraperformato. In particolare, il Bloomberg Commodity Index, rappresentativo delle materie prime, evidenzia da inizio anno circa un +16%. 

Naturalmente i real asset non sono tutti uguali. Ad esempio, le materie prime potrebbero essere più interessanti in un contesto di accelerazione della crescita economica e di aumento della domanda di produzione e di investimenti, mentre le infrastrutture tendono ad avere flussi di reddito più stabili che potrebbero essere più difensivi in un contesto di rallentamento della crescita. Il settore immobiliare poi potrebbe essere più interessante in un contesto di crescita più stabile, in cui i valori degli immobili sono in aumento ma non i tassi di interesse.

Come investire sui real asset?

In particolare, è possibile investire in materie prime direttamente, attraverso il mercato dei futures o tramite azioni ad esse legate; allo stesso modo, è possibile investire direttamente in immobili o infrastrutture, oppure puntare su società che raccolgono i flussi di reddito da queste attività sottostanti, come i REIT o i servizi di pubblica utilità.

In conclusione, secondo gli analisti del Lazard Real Assets Team, è possibile che le banche centrali riusciranno a contenere l’inflazione senza innescare una recessione: un raro “atterraggio morbido”. Tuttavia, dopo i tanti sviluppi inattesi degli ultimi due anni e le tante sfide che si prospettano per l’economia globale, vi sono validi motivi per considerare i real asset come una componente di diversificazione di un portafoglio ben bilanciato e una salvaguardia contro gli imprevisti.

Questo articolo è fornito dalla filiale italiana di Lazard Asset Management (Deutschland) GmbH (“LAM”). Si tratta di un documento pubblicitario a solo scopo informativo e non costituisce una consulenza d’investimento.

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