India: non più un mercato emergente qualsiasi

Il proseguire della crescita registrata in India nel 2021 potrebbe proiettare il mercato azionario del paese nei primi posti della classifica globale. Ne parliamo con UTI International

Quello indiano potrebbe diventare il quinto mercato azionario al mondo per capitalizzazione. “I mercati azionari indiani hanno prodotto rendimenti stellari nel 2021, classificandosi come i migliori in Asia e al secondo posto a livello mondiale”, afferma Praveen Jagwani, CFA, Ceo di UTI International. E le prospettive dei prossimi anni sembrano remare in questa direzione.

India, il mercato azionario

Secondo quanto riportato dall’Hindustan Times, nel 2021 il mercato azionario indiano si è classificato come il migliore in Asia e il secondo a livello globale. Per il 2021, Morningstar riporta una crescita della capitalizzazione del mercato indiano pari al 36%, attestatasi a circa 3,5 mila miliardi di dollari. “Potrebbe superare i 5 mila miliardi di dollari entro il 2024” sottolinea Praveen, “diventando così il quinto mercato azionario più grande per capitalizzazione”.
Secondo i dati riportati da UTI International, nel 2020 gli investitori stranieri hanno investito 24 miliardi di dollari in azioni indiane, ma solo circa 3,8 miliardi di dollari nel 2021, a causa degli effetti legati alla pandemia. L’interruzione si è rivelata di breve durata e la straordinaria rinascita delle azioni indiane è stata apprezzata principalmente dagli investitori nazionali (gli investitori al dettaglio indiani hanno stanziato quasi 15 miliardi di dollari nel 2021).
Un ulteriore sentore di mercato in crescita lo si è avuto dal numero di offerte pubbliche iniziali: il 2021 ha visto 121 offerte pubbliche iniziali (Ipo) raccogliere un record di 16 miliardi di dollari, superando di gran lunga il precedente record di 9 miliardi di dollari stabilito nel 2017. “Con oltre 18.000 miliardi di dollari di debito globale in territorio negativo in termini di rendimento, riteniamo che le azioni siano ancora la soluzione che offre i migliori rendimenti corretti per l’inflazione” aggiunge Praveen. “Al momento, le azioni indiane sembrano quotate al 100%, ma nei prossimi anni sono ancora probabili rendimenti del 12%-15% annuo”.

India, tra digitale e manifattura

Diversi sono i fattori che alimentano l’ottimismo degli investitori riguardo il 2022 indiano: tra gli altri, i progressi nella digitalizzazione, gli elevati tassi di vaccinazione, l’esplosione della domanda repressa della classe media e l’aumento degli investimenti nei settori manifatturieri. “L’India ha assistito a un elevato ritmo di digitalizzazione” che si è sostanziato nella combinazione di identità biometrica, elevata penetrazione degli smartphone e un forte supporto politico, sottolineano da UTI International.
Secondo i più recenti dati rilasciati dal Fondo monetario internazionale (Fmi), il Pil indiano è cresciuto del 9,5% nel 2021. Per il 2022, le prospettive si attestano all’8,5%, mentre la World Bank si aspetta una crescita dell’8,3%. Fitch Ratings cita anche la resilienza dell’economia indiana e valuta le prospettive di crescita medio termine come solide; l’agenzia prevede che il disavanzo delle amministrazioni pubbliche si ridurrà al 10,6% del Pil nell’anno fiscale 2022 (fy22) rispetto al 13,6% del fy21. Il governo ha inoltre stabilito un piano di risanamento graduale di bilancio con l’obiettivo di raggiungere un disavanzo centrale pari al 4,5% del Pil entro il fy26.
“La resilienza dell’economia indiana che emerge dalla pandemia la distingue dagli altri mercati emergenti, in particolare nel contesto di una Cina in rallentamento. L’anno 2021 sarà riconosciuto come l’anno spartiacque in cui l’India ha dato al mondo un assaggio del suo potenziale di crescita”, conclude Praveen.

Il test politico per Modi

A giocare un ruolo chiave nel 2022 sarà anche la politica. Il primo ministro Narendra Modi affronterà il suo primo test dall’inizio della pandemia: 7 stati si apprestano infatti a votare per le nuove Assemblee generali, tra cui anche l’Uttar Pradesh, lo stato più popoloso del paese. Le elezioni ufficiali si terranno tra due anni, ma queste votazioni saranno importanti per comprendere come gli elettori hanno valutato, tra le altre, l’introduzione (e la successiva abrogazione a seguito di proteste di massa) delle controverse leggi sull’agricoltura. Voterà anche il Punjab, che con l’Uttar Pradesh rappresentano i due stati agricoli più importanti e grandi in India.

 

 

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