- Secondo l’ultima indagine sulla clientela private in Italia di Aipb, risalente al 2022, la quota di patrimonio immobiliare è pari al 36% del totale
- Ameli: “Liquidare un immobile per reinvestire in modo più efficiente in altri asset finanziari può essere una decisione sensata, ma richiede una valutazione attenta e basata sui dati”
In Italia il mattone viene visto come un simbolo di stabilità e sicurezza, convinzione incentivata anche da politiche fiscali favorevoli e da un mercato immobiliare storicamente in crescita. Secondo un recente rapporto condotto da Istat e Bankitalia, il valore di abitazioni e immobili non residenziali – rispettivamente 46,3% e 5,6% – ricopre gran parte della ricchezza netta detenuta dalle famiglie italiane, che a fine 2022 ammontava a circa 10.400 miliardi di dollari. Un’analisi di Aipb mostra come la quota di patrimonio immobiliare delle famiglie private, in particolare, è pari al 36% del totale. Una percentuale ideale? Dipende.
Immobiliare: quanto averne in portafoglio?
“La quantità ottimale di investimento immobiliare nel portafoglio chiaramente dipende da vari fattori, tra cui gli obiettivi finanziari individuali, il profilo di rischio, la situazione economica personale e il contesto di mercato”, spiega a We Wealth Maria Ameli, head of equity private market e head of non financial services di Banca Generali. “Gli esperti spesso consigliano di non avere più del 30-40% del proprio patrimonio netto investito in immobili, consentendo così di mantenere una buona esposizione ad altri asset, finanziari e non. È importante considerare anche i rischi associati agli immobili, per antonomasia meno liquidi rispetto ad altri investimenti, con andamenti che dipendono anche da fattori esogeni come la regolamentazione e la politica monetaria”.
Perché liquidare un immobile per reinvestire
Liquidare un immobile oggi per reinvestire in modo più efficiente in altri asset finanziari può essere una decisione sensata, continua Ameli, ma richiede una valutazione attenta e basata sui dati. In primo luogo, è fondamentale considerare lo stato attuale del mercato immobiliare, i tassi di interesse vigenti, la domanda e l’offerta nella zona in cui si trova l’immobile, nonché lo stato stesso dell’immobile in questione. È importante, inoltre, valutare il rendimento attuale derivante da eventuali canoni di affitto e tenere conto del crescente peso della classe energetica nella valutazione degli investimenti immobiliari. “Bisogna quindi esaminare il potenziale rendimento degli altri asset finanziari in cui si intende investire, valutando i rischi e le prospettive di crescita a lungo termine. Questo permette di confrontare in modo accurato i benefici attesi della liquidazione dell’immobile con le opportunità offerte dagli asset finanziari disponibili sul mercato con il fine ultimo di massimizzare i rendimenti e ottimizzare la gestione del proprio patrimonio”, suggerisce Ameli.
Fatte queste premesse, secondo l’esperta – nell’attuale contesto di mercato – il real estate si trova a confrontarsi con molteplici sfide che potrebbero trasformare l’intero settore o alcuni ambiti specifici. “Il settore immobiliare globale si trova di fronte all’opportunità di stabilire fondamenta più solide per il futuro in un contesto caratterizzato da segnali contrastanti: i principali player del settore dovranno individuare le migliori strategie per plasmare la prossima fase degli investimenti nel real estate anticipando l’andamento del mercato immobiliare e tenendo conto dei trend che ne stanno caratterizzando il settore: sostenibilità e digitalizzazione, con un focus particolare sull’intelligenza artificiale”, suggerisce Ameli. “L’adeguamento degli immobili alle direttive europee sull’edilizia sostenibile è una tematica cruciale, che spinge verso l’adozione di pratiche e tecnologie green”. In più, dice Ameli, occorre considerare il trend relativo all’innovazione e digitalizzazione del settore che sta dando vita a nuove opportunità di investimento e gestione, offrendo analisi predittive avanzate, l’ottimizzazione dei processi decisionali e la personalizzazione dei servizi per gli investitori e i gestori immobiliari. “Noi come Banca Generali assistiamo i nostri clienti per aiutarli nella valorizzazione e nell’efficientamento del patrimonio immobiliare, con un occhio attento ai trend in atto (Proptech e Esg)”, conclude Ameli.
Articolo tratto dal n° di luglio/agosto di We Wealth.
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