Sono 12,4 milioni gli italiani che investono nei fondi comuni di investimento, cifra che rende il nostro mercato il secondo d’Europa dopo la Germania e davanti alla Francia. È il dato di sintesi dell’aggiornamento annuale – il trentesimo quest’anno – dell’ufficio studi di Assogestioni. Rappresenta un aumento del 7% rispetto all’Osservatorio precedente, per un tasso di partecipazione salito in un anno dal 19,7% al 21%.
Italia secondo mercato per i fondi comuni di investimento, sempre più donne investitrici
Una platea quasi equamente distribuita tra uomini (53%) e donne (47%), con un divario di soli 6 punti percentuali che continua a stringersi. Nel 2005 le donne investitrici in fondi erano il 42% e nel 1996 il 34%. Il valore totale investito dalle famiglie italiane ha raggiunto quota 679 mld euro dai 608 mld del 2024, con un investimento medio di 55.000 euro. Un importo che tuttavia varia in base alla tipologia di prodotto: più basso per i sottoscrittori di fondi italiani (37.000 euro), più alto per i sottoscrittori di fondi esteri. La media per i fondi cross-border è di 59.000 euro.
Uno strumento democratico
Riccardo Morassut, analista di ricerca senior (foto apertura) ha precisato: «I dati confermano anche quest’anno che l’investimento mediano si posiziona in un intervallo compreso tra i 16.000 e i 20.000 euro. Osserviamo sempre un’elevata concentrazione dello stock nelle fasce più abbienti, ma è anche vero che esattamente metà degli investitori italiani investe cifre contenute, fino a 20.000 euro, a conferma di come i fondi comuni siano uno strumento democratico e accessibile anche a chi ha disponibilità più ridotte».
Gli investitori over 65 sono il 40% del totale. Tuttavia…
Tra le novità introdotte quest’anno, un’analisi ancora più dettagliata sui sottoscrittori per generazioni e fasce d’età. L’età media del sottoscrittore italiano è di 61 anni, con le generazioni di boomer, silent e greatest generation che rappresentano il 52% del totale. Segue la generazione X con il 30%, un dato che conferma una sovra-rappresentazione rispetto al totale dei residenti della stessa età.
Tuttavia, spiega Morassut: «Il dato positivo arriva da generazione Z e millennial, che oggi rappresentano il 18% dei sottoscrittori dei fondi comuni di investimento in Italia, con un incremento del 3% rispetto alla rilevazione precedente. La sottorappresentazione dei più giovani si sta attenuando». Dall’analisi per fasce d’età emerge che la distribuzione dei sottoscrittori è invecchiata nel tempo: nel 1996 l’età media era di 50 anni, ma soprattutto all’epoca gli investitori over 65 erano il 17% del totale, mentre oggi sono il 40%. Negli anni si è verificata una progressiva concentrazione degli investitori nelle classi di età più elevate.
Anche la distribuzione del totale delle attività finanziarie per età nel periodo 1995-2022 evidenzia un forte spostamento verso le fasce più anziane, con la quota in mano agli over 65 passata dal 22% al 48%.
«Negli ultimi 30 anni è invecchiata la popolazione, ma anche la ricchezza finanziaria», ha sottolineato il senior research analyst di Assogestioni. E poi, sul futuro passaggio generazionale: «Circa la metà del patrimonio dei fondi è in mano ai Boomers e un altro 18% è detenuto dagli ultra-ottantenni. Anche l’investimento medio varia molto a seconda delle generazioni e spazia dai 67.000 euro dei boomer ai 77.000 euro di silent e greatest generation ai 15.000 euro della gen Z. Il ricambio generazionale è in corso, ma sarà un trend di lungo periodo».
Ma i nuovi sottoscrittori di fondi in Italia sono sempre più giovani
Ad ogni modo, i nuovi sottoscrittori, infatti, sono sempre più giovani: l’analisi sui nuovi ingressi mostra che ben 1,5 milioni di italiani hanno sottoscritto un fondo comune di investimento per la prima volta nel corso del 2025. Tra questi, un terzo (32%) ha meno di 45 anni, a conferma di quanto le nuove generazioni si stiano avvicinando a questo strumento.
«Il dato è migliorativo rispetto all’anno scorso, quando gli under 45 erano il 23% dei nuovi ingressi, e riflette anche il crescente accesso e utilizzo delle nuove piattaforme digitali di investimento», osserva Morassut.
Italia secondo mercato nella sottoscrizione di fondi di investimento, due volte quello francese
Il patrimonio totale in fondi, inclusi Etf e fondi detenuti tramite gestioni patrimoniali, delle famiglie dell’Eurozona calcolato dalla Bce è pari a 4.199 miliardi di euro, di cui 902 miliardi euro localizzati in Italia.
In particolare: «Nell’Area Euro l’investimento in fondi rappresenta il 13% delle attività finanziarie delle famiglie. Il dato italiano è pari invece al 17%, al di sopra della media europea. (…) l’Italia rappresenta il 21% del mercato europeo retail dei fondi, pesando più di un quinto del totale. Il nostro Paese è secondo solo alla Germania, che conta anche su una popolazione più numerosa. In termini di patrimonio, il mercato italiano è superiore di oltre due volte a quello francese, che presenta un maggiore ricorso a prodotti assicurativi». In generale in Europa l’investimento medio in aziende quotate è dell’11%; il confronto è ancora impari con gli Stati Uniti, dove l’incidenza è del 45%. Il dato italiano mostra che, dei 535 mld euro investiti in equity (direttamente e tramite fondi), il 21% è destinato alle azioni domestiche. Un dato significativo considerando che la Borsa italiana pesa solo per lo 0,8% dell’indice mondiale.

