Fischietti (Borsa Italiana): gli Etf cambiano portafogli e consulenza

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Luisa Fischietti, responsabile Etf di Borsa Italiana, Gruppo Euronext

Luisa Fischietti (Borsa Italiana) spiega a We Wealth perché gli Etf stanno cambiando portafogli e consulenza, tra crescita degli Etf attivi e falsi miti sulla liquidità

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Ci sono innovazioni che crescono. E poi ce ne sono altre che finiscono per cambiare le regole del gioco. È il caso degli Etf, che stanno trasformando il modo di costruire i portafogli e di fare consulenza.

Lo ha spiegato Luisa Fischietti, head of Etf primary markets & distribution – Southern Europe di Borsa Italiana (Euronext Group), in occasione del II Forum di We Wealth dedicato al mondo degli Etf.

Secondo Fischietti, questi strumenti hanno ormai raggiunto una fase di maturità che va oltre la semplice crescita delle masse: sono diventati un tassello sempre più centrale nella consulenza e nella costruzione dei portafogli. Sempre più spesso vengono utilizzati, infatti, come strumenti strategici, capaci di accompagnare la costruzione dell’asset allocation sia nelle fasi di mercato ordinarie sia nei momenti di maggiore volatilità.

Il mercato europeo degli Etf continua a crescere

L’evoluzione emerge chiaramente anche osservando il mercato europeo. Dopo l’ingresso nel 2021 di Borsa Italiana nel gruppo Euronext, lo scorso anno è stato lanciato il progetto Euronext Etf Europe, che consente di accedere ai mercati di Milano, Parigi e Amsterdam attraverso un’unica piattaforma tecnologica.

“Oggi il gruppo Euronext conta 65 emittenti, 172 intermediari, di cui 82 broker, e dall’inizio dell’anno abbiamo avuto 9 nuovi emittenti e 24 market maker”, ha spiegato Fischietti, illustrando come, nel mercato Etf, stia proseguendo il trend positivo, con una raccolta che a fine maggio 2026 ha superato i 200 miliardi (204 miliardi, precisamente).

“A fine maggio il mercato primario contava più di 4.000 Etf quotati, per un totale di oltre 2.000 miliardi di euro di asset under management, in aumento del 16% rispetto al 2025. Sul mercato secondario, invece, il volume medio giornaliero dall’inizio dell’anno è stato pari a 1,5 miliardi di euro, con una crescita del 44% rispetto all’anno precedente”, ha evidenziato.

A sostenere questa espansione ha contribuito anche la crescente partecipazione degli investitori retail, “che oggi rappresentano mediamente tra il 20 e il 25% degli scambi a livello aggregato”, oltre all’incremento del numero di emittenti e di nuovi strumenti disponibili.

Gli Etf attivi accelerano la crescita del settore

Tra le tendenze più interessanti emerge poi quella degli Etf attivi, segmento ancora giovane ma in forte accelerazione. “Fino a maggio 2026, sono già stati registrati 328 nuovi listing, circa il 50% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Oggi gli Etf attivi rappresentano circa l’8% della raccolta, in aumento rispetto al 6% dello scorso anno ed è probabile che il loro percorso di diffusione segua quello già visto per gli Etf passivi: prima gli investitori istituzionali, poi i professionali e infine il mercato retail”, ha commentato Fischietti.

La crescita degli Etf attivi non sostituisce però quella dei prodotti passivi, ma amplia le possibilità a disposizione dei consulenti, che possono scegliere strumenti differenti in funzione degli obiettivi di portafoglio e delle condizioni di mercato.

Perché la liquidità degli Etf non dipende dai volumi scambiati

Un luogo comune che, secondo Fischietti, merita di essere sfatato riguarda la liquidità di questi strumenti. Ancora oggi molti investitori tendono ad associare bassi volumi di scambio a una minore liquidità dello strumento, ma la realtà è diversa. “La liquidità di un Etf non ha nulla a che vedere con i volumi scambiati, ma è data principalmente dagli strumenti sottostanti e dall’attività svolta dai liquidity provider o market maker”, ha precisato. La dimostrazione è arrivata nei momenti di maggiore tensione dei mercati, dalla pandemia alle crisi geopolitiche più recenti, dove gli Etf hanno continuato a garantire liquidità.

“Per questo bisogna distinguere sempre tra liquidità e liquidabilità, che sono due caratteristiche degli Etf. In particolare, quest’ultima è la capacità di smobilizzare rapidamente il proprio investimento. Il volume negoziato è piuttosto un indicatore dell’interesse del mercato e delle condizioni di negoziazione, ma non rappresenta una misura della liquidità dello strumento”, ha poi concluso l’esperta.

di Stefania Pescarmona

Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Giornalista professionista, è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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