Cyclone V Twin, la meteora gialla che sfidò i giganti

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Una moto Cyclone gialla d'epoca con sella in pelle marrone e parti del motore esposte, con pneumatici sottili e parafanghi minimi, esposta su un cavalletto su sfondo bianco.

Negli anni Dieci del Novecento, quando le motociclette erano ancora un territorio inesplorato e pericoloso, una moto gialla ebbe l’ardore di sfidare i giganti. Il suo nome: Cyclone V Twin

Indice

Cyclone V Twin, l’inizio di una leggenda fragile.

A St Paul, Minnesota, a inizio Novecento si suonava il Jazz, ma non solo: alle prime note di quel nuovo ritmo si accompagnavano le prime note di un’altra nuova invenzione del tempo: le motociclette. Di quelle parti era infatti originaria la Joerns Motor Manufacturing Company, ditta nata per costruire biciclette ma che ben presto si trovò ad assemblare, sempre biciclette, ma con la peculiarità di essere dotate di ali. O perlomeno così avrebbero detto i cronisti del tempo. Certamente lo dissero quando videro una moto gialla, aggressiva e rapidissima fare la propria comparsa sulle strade polverose d’America. Un fulmine, la cui storia – proprio come un fulmine – fu breve ma folgorante.

L’America dei motori

Premessa: agli albori del Novecento le motociclette erano ancora cosa nuova e le invenzioni si facevano allora ancora nel Vecchio Mondo, in particolare sotto la supervisione di Sua Maestà la Regina d’Inghilterra, che da Buckingham Palace impartiva ordini ai manovali della seconda rivoluzione industriale.  Nel 1901 arrivò la Royal Enfield, un anno dopo la Triumph. Oltreoceano erano invece due i nomi destinati a diventare leggenda: Harley-Davidson e Indian. Cosa ricercavano allora i costruttori? Essenzialmente velocità. In un periodo storico-culturale dove le cose che succedevano in anni ora succedevano in giorni, non poteva che essere altrimenti. Vennero costruiti quindi i motodromi giganteschi ovali in legno dove si correva a oltre 150 km/h senza freni e senza protezioni. Nacquero così le prime competizioni.

Una moto targata Andrew Strand

Nel Minnesota, nella piccola cittadina di St Paul, la Joerns Motor Manufacturing Company non voleva essere da meno, anzi. L’obiettivo dichiarato era proprio quello di creare la moto più veloce del mondo. Per riuscirci si affidò all’ingegnere Andrew Strand, uomo geniale e visionario. Strand progettò un motore V-Twin da 61 pollici cubi (circa 1000 cc), ma con una caratteristica rivoluzionaria: la distribuzione ad albero a camme in testa (OHC), quando quasi tutti i concorrenti usavano ancora valvole laterali. Le testate dei cilindri avevano camere di combustione emisferiche per una maggiore efficienza e il controllo delle valvole era preciso proprio grazie all’albero verticale e agli ingranaggi conici. Il risultato era un propulsore capace di oltre 45 cavalli e velocità vicine ai 160 km/h, prestazioni impressionanti per il tempo.

La Cyclone V Twin: un fascino pari alla sua fragilità

La Cyclone V-Twin, con il suo telaio leggero e la livrea gialla che la rese iconica, debuttò sulle piste dei board track. Piloti coraggiosi come Otto Walker la portarono a duelli epici contro Harley e Indian. Quando funzionava, la Cyclone era imbattibile: veloce, nervosa, quasi indomabile. Ma la sua potenza si accompagnava a una scarsa affidabilità e a costi di gestione elevatissimi. Il fascino della Cyclone fu pari alla sua fragilità. La Joerns Motor Company non aveva la forza industriale per competere con i giganti del settore, né per rendere il progetto sostenibile. Nel 1917, dopo pochi anni di gloria e tragedie sportive, la produzione cessò. La Cyclone scomparve così rapidamente come era apparsa, lasciando però dietro di sé un’aura leggendaria.

Sorpresa Cyclone V Twin: la moto più costosa di sempre

Oggi sopravvivono pochissimi esemplari della Cyclone V-Twin, custoditi in musei o collezioni private. La produzione della Cyclone durò infatti solo tre anni, e solo 14 esemplari sono conosciuti oggi, il che la renda una delle motociclette più rare al mondo. E più ambite. Tant’è che lo scorso febbraio un esemplare, sotto l’attento restauro di Stephen Wright, è diventata la prima motocicletta ad essere battuta per oltre un milione di dollari, raggiungendo la cifra record di 1,32 milioni di dollari. Ad ogni modo il suo valore non è solo economico: la Cyclone è la testimonianza di un’epoca pionieristica, quando l’ingegno e l’audacia contavano più della prudenza. La sua innovativa distribuzione OHC avrebbe anticipato di decenni soluzioni adottate poi nelle moto da corsa moderne.

Domande frequenti su Cyclone V Twin, la meteora gialla che sfidò i giganti

Qual era l'attività principale della Joerns Motor Manufacturing Company prima di dedicarsi alle motociclette?

La Joerns Motor Manufacturing Company inizialmente produceva biciclette. Successivamente, l'azienda si è evoluta assemblando biciclette dotate di motore, anticipando la produzione di motociclette.

In quale contesto geografico e temporale è nata la Cyclone V Twin?

La Cyclone V Twin è nata a St Paul, Minnesota, all'inizio del Novecento. Questo periodo era caratterizzato dall'emergere del Jazz e dalle prime innovazioni nel campo delle motociclette.

Chi era Andrew Strand e quale ruolo ha avuto nella storia della Cyclone V Twin?

Andrew Strand è il personaggio a cui è 'targata' la moto Cyclone V Twin. L'articolo suggerisce che Strand ha avuto un ruolo significativo nella creazione o nello sviluppo della moto.

Quali caratteristiche contraddistinguevano la Cyclone V Twin, oltre al suo design?

La Cyclone V Twin era caratterizzata da un grande fascino, ma anche da una notevole fragilità. Inoltre, l'articolo la definisce 'la moto più costosa di sempre'.

Come viene descritta la Cyclone V Twin nell'articolo?

La Cyclone V Twin viene descritta come una 'meteora gialla' che sfidò i giganti. Viene anche definita l'inizio di una leggenda fragile, suggerendo un impatto significativo ma di breve durata.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Lorenzo Magnani

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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