L’intrigo del lago – Un importante caso di traffico illecito di beni culturali.
Un noto milionario tedesco deceduto in Italia con un ingente patrimonio. La sua lussuosa villa sulle rive del Lago Maggiore. Una segnalazione sul traffico illecito di beni culturali. Le indagini internazionali, il recupero delle opere e la restituzione. La vicenda che si è conclusa a Torino il 3 luglio 2025 sembra uscita dalla penna di un giallista di mercato dell’arte. Ma è tutto vero. I carabinieri del TPC hanno ricomposto il puzzle e rivelato che sotto uno scenario di apparentemente coerenza in realtà si celava una storia di “collezionismo estremo” e di plurime violazioni delle norme sulla circolazione delle opere d’arte.
Tra queste, l’illecita importazione in Italia di opere d’arte, dal 2022, reato. Gunter Hans Ludwig Kiss (1942-2023), imprenditore tedesco naturalizzato svizzero e noto collezionista di opere d’arte, è stato tra il 1991 e il 2007 detentore dei brevetti della tecnologia per l’incenerimento ad alta temperatura dei rifiuti e per la loro trasformazione in energia che ha dato fama al marchio Thermoselect.
Il caso dell’imprenditore svizzero-tedesco e del suo traffico illecito di beni culturali
Dopo aver collaborato per anni con l’impresa Gunter Kiss si ritira nella sua villa a Lesa in Piemonte sulle rive del Lago Maggiore. Lì vive fino al decesso (febbraio 2023), di poco successivo a quello della moglie. La coppia, senza figli, lascia l’eredità a una fondazione del Lichtenstein. Poco prima della scomparsa della coppia, si erano aperti contenziosi con alcuni creditori, tutt’ora pendenti. All’indomani della morte del collezionista, una segnalazione alla Soprintendenza di Novara indica come illecita la provenienza di alcune delle opere presenti nella sua villa: scattano le indagini internazionali, che ne ricostruiscono la provenienza. I coniugi le detenevano legittimamente in Spagna a Marbella, prima di trasferirle in Italia – pur senza la necessaria autorizzazione delle autorità spagnole, dato il vincolo di interesse culturale gravante su di esse. Parte furono collocate nella villa, altre vendute in asta.
Quella della dimora lacustre era una vera pinacoteca privata, con opere attribuite a Picasso, Modigliani, Bruegel il Giovane, con anche una preziosa scultura in legno policromo intagliato, con scene della Passione di Cristo (XVI secolo, valore stimato 350mila euro). L’indagine ha visto la cooperazione delle autorità italiane, spagnole e europee (Eurojust). Sono state ritrovate gran parte delle opere presenti in Italia e individuati passaggi di mano tra il collezionista, le case d’asta e gli ignari acquirenti. Di una parte minore delle opere si sono invece perse le tracce.
Carabinieri TPC: “Una delle prime applicazioni in Italia del reato di illecita importazione di opere d’arte”
Secondo quanto indicano i carabinieri del TPC, il caso rappresenta una delle prime applicazioni in Italia del reato di illecita importazione di opere d’arte entrato in vigore nel 2022. “L’introduzione di questo reato nel nostro ordinamento e la sua applicazione è stata essenziale in questa vicenda”, afferma il maggiore Ferdinando Angeletti, comandante della sezione di Torino dei carabinieri del TPC. “Prima della riforma del 2022 il reato non esisteva quindi gli strumenti a nostra disposizione richiedevano la contestazione di altri reati (come la ricettazione) di non facile applicazione per la necessità di un reato presupposto di difficile identificazione”, prosegue il maggiore Angeletti.
Poi aggiunge: “oggi l’ipotesi dell’illecita importazione ci consente di procedere subito al sequestro delle opere d’arte e poi, laddove la normativa estera, come in questo caso lo preveda, alla confisca. Infatti, nella vicenda delle opere ritrovate nella villa sul lago, dopo la segnalazione ricevuta, abbiamo svolto le indagini e effettuato sin da subito il sequestro probatorio delle opere in parte d’iniziativa e in parte in esecuzione dell’ordine di indagine europeo che gravava sul retablo e sulle altre opere provenienti da Marbella. Poi una volta ricevuto dalle autorità spagnole l’elenco delle opere illecitamente esportate lo abbiamo confrontato con quello delle opere ritrovate nella villa di Lesa. Confermata la corrispondenza abbiamo effettuato su richiesta spagnola la confisca e la restituzione”.
Traffico illecito di beni culturali: un reato punito con la reclusione
Il reato di illecita importazione di beni culturali si configura per le opere provenienti da un altro Stato in violazione delle norme a tutela del patrimonio culturale ed è punito con la reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da 258 a 5.165 euro (art. 518-decies c.p.).
“Ora con il decesso avvenuto nel 2023 del collezionista il reato, per quanto effettivamente commesso, si è estinto con la conseguenza che non è contestabile in sede processuale”, precisa il maggiore Angeletti. “Nel caso specifico, l’ipotesi del reato di illecita importazione è stata essenziale nelle fasi iniziali delle indagini in cui grazie al sequestro probatorio abbiamo potuto mettere al sicuro le opere d’arte e coinvolgere le autorità internazionali nella ricostruzione della provenienza dei beni. Il fatto che la Spagna abbia un sistema normativo per i beni culturali simile al nostro che prevede la confisca per i beni culturali esportati senza le necessarie autorizzazioni (articolo 2.2a legge organica n. 12 del 1995)”, conclude il maggiore Angeletti, “ha agevolato la risoluzione di questo complesso caso internazionale e la restituzione dei beni al Paese di provenienza”.

