Arte contraffatta, il report dei Carabinieri sul 2021

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Il report dei Carabinieri della tutela del patrimonio culturale sull’attività operativa del 2021 consente di tracciare una fotografia dei principali reati correlati alla circolazione delle opere d’arte e dei beni cultuali in Italia. In aumento i sequestri di falsi e i furti di beni culturali rispetto al 2020 ma diminuiscono le esportazioni illegali. L’arte contemporanea rimane il bersaglio principale della criminalità

Nel 2021 sono state sequestrate 1.748 opere contraffatte che, qualora immesse sul mercato, avrebbero fruttato alle organizzazioni criminali oltre 429 milioni di euro. È questo il dato più significativo che emerge dal report dei Carabinieri del TPC relativo all’attività operativa del 2021. Dato in crescita rispetto al 2020, anno in cui i falsi d’arte sequestrati erano stati 1.547 per un controvalore di poco più di 415 milioni di euro. Tra i falsi sequestrati nell’ultimo anno, ben 1.293 sono di arte contemporanea (pari al 73,9%); 370 appartengono al settore antiquariale, archivistico e librario, e 85 al settore archeologico/paleontologico. 

Per comprendere in particolare la predominanza dei sequestri di opere d’arte contemporanea, bisogna risalire al mercato e alle sue dinamiche degli ultimi anni. L’attenzione crescente da parte di collezionisti e investitori verso opere di artisti contemporanei ha determinato un eccesso di domanda che inevitabilmente ha portato all’immissione nei circuiti di vendita di opere contraffatte. La poca esperienza dei nuovi collezionisti, in molti casi veri e propri investitori e speculatori che puntano a massimizzare i profitti, e la presenza di mercanti spregiudicati, abilissimi nell’intercettare tale domanda, favoriscono il mercato di opere contraffatte. I prezzi di acquisto, spesso inferiori a quelli di mercato, e la disponibilità di opere di artisti di successo, altrimenti introvabili, rappresentano le leve che alimentano un mercato che cresce anno dopo anno anche grazie alla sofferenza di altri settori di investimento come quello dei prodotti finanziari. 

Al quadro, non proprio positivo che si sta delineando nel settore, si aggiunge l’impiego del digitale nell’offerta di arte che, se da un lato ha consentito agli operatori di continuare l’attività sulle piattaforme online e ai collezionisti di acquistare opere d’arte anche durante le limitazioni della pandemia, dall’altro lato ha favorito la circolazione sul web di opere contraffatte vendute senza i controlli normalmente fatti in presenza. In questo contesto può quindi collocarsi il dato sui sequestri di arte contemporanea citato nel report dei Carabinieri e che ha portato alla denuncia di 197 persone per contraffazione di opere d’arte nel 2021. A tal riguardo merita di essere citata l’operazione “Infinito”, che ha determinato il sequestro di 658 opere contraffatte dell’artista Francis Bacon e del laboratorio dove venivano realizzate. Il controvalore delle opere sequestrate è stato di 238.462.000 euro. Denunciate 7 persone per associazione per delinquere finalizzata alla produzione e alla commercializzazione di opere contraffatte.

Oltre alle contraffazioni sono aumentati nel 2021 i furti di beni culturali e ciò in apparente controtendenza rispetto agli anni precedenti. I furti di beni culturali hanno così registrato un +20,5% rispetto al 2020 e sono passati dai 287 casi del 2020 ai 347 del 2021. Di questi ultimi 149 hanno avuto ad oggetto opere di arte contemporanea (quasi la metà). L’aumento dei furti ha interessato ogni tipo di luogo: musei/pinacoteche (+9%); siti ecclesiastici (+14,2%); espositivi pubblici/privati (42,3%); archivi pubblici/privati/ecclesiastici (+50%). Ma è nelle biblioteche pubbliche, private e ecclesiastiche, che si è registrato l’aumento maggiore dei furti nel 2021 (+216,6%). La categoria di oggetti che ha registrato i furti più alti sono quelli della numismatica e le opere grafiche/pittoriche. A seguire il vasellame. In generale, Lombardia, Lazio e Toscana sono le regioni in Italia in cui si sono registrati più furti di beni culturali. La Valle d’Aosta è invece l’unica regione senza casi di furto nell’anno scorso. 

Per contrastare la crescita dei traffici illeciti i Carabinieri del TPC si affidano al potenziamento delle banche dati e all’impiego di nuove tecnologie. Dai controlli sul web effettuati nel 2021 cono stati localizzati e sequestrati 8.946 beni risultanti illecitamente sottratti.  Questo grazie anche al progetto S.W.O.A.D.S. (stolen works of art detection system), il sistema di controllo automatizzato dei beni culturali presenti sul web. Il sistema sarà implementato con nuove funzionalità che consentiranno al reparto di incrociare automaticamente i dati reperiti sul web con le informazioni contenute nel data base dei beni culturali illecitamente sottratti (banca dati “Leonardo”) e così intercettare le opere commercializzate illegalmente. 

Tornando ai dati del 2021, va segnalata la diminuzione delle esportazioni illecite di beni culturali che sono passate da 8.224 del 2020 a 3.904 del 2021. Il 2021 è stato però l’anno dei non fungible token (NFT). E questo non è sfuggito ai Carabinieri del TPC che nel report evidenziano come l’anno scorso si sono registrati i primi importanti casi di trasformazione di opere in NFT, cioè in foto digitali ad altissima risoluzione munite di certificati “di proprietà” crittografati non replicabili. Nel report sono evidenziate le potenzialità deli NFT sia come alternative efficaci al fenomeno della vendita delle collezioni museali o private sia come mezzo per facilitarne la trasmissione per lo studio da parte degli esperti in tutto il mondo. Non sono state comunque segnalate operazioni specifiche nel corso del 2021.

alessandro@we-wealth.com

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Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. E’ partner di Cavalluzzo Rizzi Caldart, studio boutique del centro di Milano. Dal 2019 collabora con We Wealth su temi legati ai beni da collezione e investimento.

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