Della saga medievale di re Artù esistono in tutto 200 copie, ma solo sette sono complete. Le altre sono frammenti. Quasi nessuna è in mani private, essendo come intuibile conservate in istituzioni pubbliche. Ebbene, ora una delle pochissime ancora in mani private, il Graal Clermont-Tonnerre, esemplare in condizioni eccezionali appartenente al ciclo del Lancelot-Graal sta per fare la sua comparsa sotto il martelletto di Christie’s nell’asta dal vivo Valuable Books and Manuscripts in programma a Londra l’8 luglio 2026. I proprietari hanno deciso di sbarazzarsene dopo ben 700 anni. Chi sono? Christie’s non ne ha rivelato l’identità, ma ha snocciolato l’affascinante catena di eventi che ha portato il manoscritto fino a noi, come si vedrà.

Iscriviti alla newsletter weekend
L’appuntamento settimanale con le ultime notizie del mondo dell’arte e dei beni di collezione
"*" indica i campi obbligatori
Che prezzo potrebbe raggiungere il Graal Clermont-Tonnerre, manoscritto di Re Artù in asta a Londra?
Secondo gli esperti, il Graal Clermont-Tonnerre potrebbe essere aggiudicato per una cifra compresa tra 1,5 e 2 milioni di sterline, pari a circa 2-2,6 milioni di dollari. L’intero ciclo del Lancelot-Graal, noto anche come Ciclo della Vulgata, abbraccia la celebre epopea cavalleresca di re Artù e della sua corte, inclusa la ricerca del Santo Graal e le varie storie di personaggi leggendari, su tutte quelle del cavaliere Lancillotto e del mago Merlino. Della vicenda esistono diverse versioni, attribuite di autorialità miscellanea.

Fino a oggi, solo tre esemplari completi in mani private
Tra tutti gli esemplari noti del Ciclo della Vulgata, si legge nel catalogo di Christie’s, questo è il più antico e «solo altri due manoscritti contenenti testi completi del ciclo risultano in mani private». Sotheby’s nel 2010 ne aveva venduto un altro esemplare, il Graal Rochefoucauld, per 2,3 milioni di sterline (3,2 milioni di dollari).
Storia del Graal Clermont-Tonnerre, pregiatissimo manoscritto della saga di Re Artù
Il Graal Clermont-Tonnerre sembra provenire da Metz, con data di realizzazione intorno al 1300. Contiene i primi tre testi della serie, dedicati alla storia del Santo Graal, alle origini semidiaboliche di Merlino e ad alcune delle sue avventure con re Artù. Secondo Christie’s, «questi primi tre testi costituivano spesso un volume separato». Nel corso del tempo, si è sempre ritenuto che questa trilogia iniziale potesse essere in effetti considerata un’opera autonoma. E la pergamena bianca, che segna in modo inequivocabile l’ultima pagina del volume, suggerisce che sia così.
Il viaggio nel tempo del manoscritto di Re Artù e Merlino, ora in asta
Michel de Gronnais, magistrato della città di Metz, acquistò probabilmente il libro da un concittadino nel XV secolo. In seguito appartenne al cavaliere da torneo Michel de Chaverson, poi al conte di Clermont-Tonnerre, dal quale il volume prende ancora oggi il nome. Successivamente fu di proprietà del barone britannico Thomas Phillipps e quindi di Jean Lebaudy, industriale francese e veterano decorato di entrambe le guerre mondiali. Poi interviene la necessaria politica di riservatezza della casa d’aste.

Miniature del Maestro dell’Apocalisse di Liegi
Il Graal Clermont-Tonnerre presenta inoltre un numero superiore alla media di illustrazioni miniate, eseguite con grande delicatezza e ricchezza di dettagli. Christie’s attribuisce questi 126 disegni al Maestro dell’Apocalisse di Liegi, celebre illustratore anonimo attivo tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo. Il suo nome deriva dal manoscritto religioso apocalittico che ne ha decretò la fama. L’attribuzione si basa sugli elementi stilistici distintivi dei personaggi: occhi segnati da punti neri e guance punteggiate di rosso; vi è poi il tratto della foglia d’oro brunita di straordinaria brillantezza.
La parola all’esperto
Eugenio Donadoni, direttore dei manoscritti medievali e rinascimentali di Christie’s (dichiarazione fatta ad Artnet): «Questo manoscritto presenta moltissimi aspetti affascinanti: storici, storico-artistici, testuali e culturali. Dovrebbe interessare le istituzioni perché si tratta di un manoscritto praticamente sconosciuto di uno dei più grandi romanzi medievali; ma potrebbe attirare anche acquirenti privati per le stesse ragioni che hanno spinto la lunga serie di proprietari a custodirlo gelosamente nel corso degli ultimi 700 anni».
Chi acquisterà il prezioso testo miniato? Le parole di… Mago Merlino!
Una delle questioni più dibattute, quando arrivano sul mercato pezzi di tale eredità storico-culturale, è proprio quella del loro destino commerciale. È chiaro che il Graal Clermont-Tonnerre attirerà diverse tipologie di acquirenti. E gli studiosi certo auspicano che il tesoro possa entrare a far parte di una collezione pubblica. Irene Fabry-Tehranchi, specialista delle collezioni dell’Università di Cambridge al Guardian: «sarebbe straordinario se il manoscritto approdasse in una raccolta pubblica».
Chiosa l’esperto di Christie’s: «Sono storie universali e il manoscritto ha ancora moltissimo da offrire, sia in termini di ricerca sia di piacere della lettura. Come profetizza lo stesso Merlino nel testo: “E la storia sarà raccontata per sempre e ascoltata con piacere finché durerà il mondo”».

