Pensioni: cosa rischia chi non trasmette i dati all’Inps entro settembre

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Pensioni: cosa rischia chi non trasmette i dati all’Inps entro settembre

Ecco cosa rischia chi non trasmette i dati all’Inps entro settembre

Indice

Si avrà tempo entro il 15 settembre prossimo per trasmettere all’Inps, in qualità di pensionato, la documentazione attestante la propria situazione reddituale.

In caso contrario, a certe condizioni, c’è il rischio della sospensione o revoca della pensione.

La revoca della pensione e il modello RED

Il rischio della revoca della prestazione pensionistica può concretizzarsi laddove il contribuente-pensionato non dovesse comunicare entro il 15 settembre, all’Inps, le informazioni legate ai redditi del nucleo familiare e del titolare della prestazione.

Disattendere gli obblighi comunicativi può comportare di andare incontro ad una misura di sospensione totale o parziale della prestazione pensionistica o di una revoca.

Più in particolare, alcune categorie di pensionati dovranno trasmettere entro la suddetta data all’Inps il modello RED, vale a dire la dichiarazione concernente la propria situazione reddituale, da cui possa desumersi il reddito da pensione, tutti gli altri eventuali redditi percepiti e le eventuali altre forme di pensioni o redditi conseguite all’estero.

Chi è esposto al rischio revoca?

Non tutti i pensionati devono avere a mente la data del 15 settembre.

L’onere di provvedere alla comunicazione dei redditi riguarda solo alcune categorie di pensionati la cui situazione reddituale non è immediatamente verificabile dalle banche dati dell’Inps, ad esempio sono esclusi coloro che già presentano la dichiarazione reddituale all’Agenzia delle entrate.

Sono chiamati a trasmettere detta comunicazione all’Inps, coloro che percepiscono:
• pensioni o assegni sociali
• prestazioni o assegni per invalidità civile
• somme aggiuntive o integrazioni al trattamento minimo legate al reddito da pensione

Più in particolare, come ha chiarito la stessa Inps in apposita comunicazione, devono obbligatoriamente rendere la dichiarazione reddituale all’Inps:

• i pensionati che negli anni precedenti a quello oggetto di verifica non hanno avuto altri redditi oltre a quello da pensione (propri e, se previsto, dei familiari) se la situazione reddituale è variata rispetto a quella dichiarata l’anno precedente;
• i titolari di prestazioni collegate al reddito che non comunicano integralmente all’amministrazione finanziaria tutti i redditi influenti sulle prestazioni, perché non devono essere comunicati all’Agenzia delle Entrate con la dichiarazione dei redditi (modello 730 o REDDITI PF). Per esempio, il lavoro dipendente prestato all’estero, gli interessi bancari, postali, dei BOT, dei CCT e di altri titoli di Stato
• coloro che sono esonerati dall’obbligo di presentazione all’Agenzia delle Entrate della dichiarazione dei redditi e in possesso di redditi ulteriori a quelli da pensione. Per esempio, sottolinea l’Inps, coloro che hanno un reddito da pensione e un reddito da abitazione principale.

Cosa succede se non si trasmette la dichiarazione?

Se il pensionato tenuto all’obbligo di trasmissione del modello RED non adempie a questa comunicazione:

  • dapprima l’Inps sospende l’erogazione delle stesse per 60 giorni
  • successivamente, allo scadere dei 60 giorni, se ancora il RED non è stato presentato, l’Inps sospende definitivamente le prestazioni.

Come si effettua la comunicazione

La comunicazione può essere trasmessa direttamente accedendo sul portale Inps con le proprie credenziali al servizio dedicato RED semplificato.

(Per approfondire le tematiche legate alla pensione We Wealth ha preparato questo e questo approfondimento)

di Nicola Dimitri

Collaboratore dell’area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell’ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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