- Esistono tre tipologie di mutuo green: per l’acquisto di una casa ecologica e a basso impatto ambientale, per la costruzione di un’abitazione con le stesse caratteristiche o per la ristrutturazione di un immobile per renderlo verde
- Optando per il tasso fisso, a offrire le migliori condizioni per un mutuo green ad agosto 2025 è Banca Centropadana, con cui la rata mensile si attesterebbe sui 794,85 euro per l’intera durata del finanziamento
- Papucci: “Il consiglio è quello di affidarsi alla consulenza di esperti, in modo da poter individuare l’istituto di credito in grado di accogliere la richiesta di mutuo di ogni cliente in base a finalità e policy”
La casa del futuro è verde. Lo testimoniano i cittadini italiani, sempre più caccia di abitazioni in classi energetiche efficienti, ma anche la Direttiva case green, entrata in vigore lo scorso 29 maggio e pronta a essere recepita in Italia entro l’inizio del 2026. Uno scenario che sta contribuendo a ridefinire l’offerta sui mutui, con le banche nostrane pronte a spingere l’acceleratore su prodotti finanziari dedicati a chi decide di sostenere l’eco-sostenibilità. Si tratta dei cosiddetti “mutui green”, finanziamenti dedicati all’acquisto di immobili con alta efficienza energetica (classe B o superiore) o alla riqualificazione energetica delle abitazioni.
Mutuo green: come funziona
Esistono di fatto tre tipologie di mutuo green: per l’acquisto di una casa ecologica e a basso impatto ambientale, per la costruzione di un’abitazione con le stesse caratteristiche o per la ristrutturazione di un immobile per renderlo verde. “La loro popolarità negli ultimi due anni è molto cresciuta soprattutto grazie alla maggiore consapevolezza ambientale e ai tassi più competitivi”, racconta a We Wealth Nicoletta Papucci, portavoce di MutuiOnline.it. “Offrono infatti condizioni più vantaggiose rispetto ai mutui tradizionali, con tassi mediamente più bassi di 20-30 punti base”.
I migliori mutui green di agosto 2025
In una simulazione fornita da MutuiOnline.it a We Wealth, ipotizziamo che un dipendente privato con 40 anni di età e un reddito di 3mila euro mensili intenda sottoscrivere un finanziamento. Supponiamo che l’importo del mutuo green, della durata di 20 anni, sia di 150mila euro e che il valore dell’immobile sia di 200mila euro. Optando per il tasso fisso, a offrire le migliori condizioni ad agosto 2025 è Banca Centropadana, con cui la rata mensile si attesterebbe sui 794,85 euro per l’intera durata del finanziamento.
Nella top 5 dei migliori mutui green a tasso fisso ci sono anche Crédit Agricole (con cui la rata ammonterebbe a 805,86 euro), Bnl (809,55 euro), Intesa Sanpaolo (811,03 euro) e Bper Banca (813,25 euro). Da considerare che nel caso di Intesa Sanpaolo si tratta di un mutuo giovani e l’offerta è valida fino al 31 agosto. Quanto a Bper Banca, invece, l’offerta è valida fino al 30 settembre e fino a esaurimento del plafond.
I migliori mutui green a tasso variabile
Al primo posto tra i migliori mutui green a tasso variabile c’è l’offerta di Monte dei Paschi di Siena, che propone un Taeg (l’indice sintetico di costo) del 2,42%. Considerando sempre che l’importo del finanziamento, della durata ventennale, sia di 150mila euro e il valore dell’immobile sia di 200mila euro, la rata iniziale per un mutuo verde sottoscritto oggi con Mps è di 772,54 euro. Segue Banca Popolare di Puglia e Basilicata, che propone una rata iniziale di 781,84 euro per il mutuo standard considerato.
Crédit Agricole offre invece sia un tasso variabile classico che un tasso variabile a rata costante a 793,39 euro, ma entrambe le opzioni prevedono la sottoscrizione di un’assicurazione sulla vita (la “Cpi Vita Caci”). Tra le banche che offrono le migliori opzioni per un mutuo green a tasso variabile si collocano infine Banco Bpm (con cui la rata iniziale ammonterebbe a 794,56 euro), Banco Desio (800,49 euro), Unicredit (800,79 euro), Ing (801,45 euro) e Webank (801,89 euro oppure 809,25 euro qualora si optasse per il variabile con cap, ovvero un tetto massimo pari al 4,55%).
Come scegliere un mutuo green
Per scegliere tra le migliori offerte di mutui green, ci sono diversi parametri da considerare. “Il Taeg è un elemento a cui fare attenzione: le banche che offrono le condizioni economiche più convenienti sono quelle che presentano un Taeg più basso”, dice Papucci. Un altro aspetto importante è conoscere la validità delle condizioni offerte dalla banca per non andare incontro a forti oscillazioni in fase di stipula, suggerisce l’esperta. Inoltre, è necessario fare attenzione alle commissioni periodiche di incasso rata e all’avviso di scadenza e/o quietanza di pagamento, che andranno poi sommate all’importo della rata pubblicata in base al Tan (Tasso annuo nominale). “Il consiglio è dunque quello di affidarsi alla consulenza di esperti, in modo da poter individuare l’istituto di credito in grado di accogliere la richiesta di mutuo di ogni cliente in base a finalità e policy”, aggiunge Papucci.
Case green: cosa cambia con la direttiva europea
Da evidenziare che, una volta che in Italia sarà recepita la nuova normativa europea sulle case verdi, alcuni parametri cambieranno. “La Direttiva case green è entrata in vigore il 29 maggio scorso e gli Stati membri hanno 24 mesi di tempo per recepirla”, spiega Papucci. Per quanto riguarda l’Italia, il governo dovrà emanare il decreto legislativo almeno quattro mesi prima della scadenza fissata per il recepimento della direttiva: l’attuazione dovrà dunque avvenire entro maggio 2026. La normativa prevede che tutti gli edifici privati rientrino almeno nella classe energetica E entro il 2030, nella classe D entro il 2033 e che entro il 2050 tutti gli immobili siano a emissioni zero.
“Il pacchetto pubblicato recentemente dalla Commissione europea rappresenta un passaggio decisivo per l’attuazione della Direttiva case green, offrendo un quadro tecnico e operativo più chiaro per governi e operatori del settore immobiliare e creditizio”, osserva Papucci. “L’obiettivo è accompagnare gli Stati membri verso il recepimento entro maggio 2026 e il taglio dei consumi energetici dell’11,7% entro il 2030. Migliorare l’efficienza degli edifici è una priorità strategica, con ricadute concrete per famiglie e mercato: l’Italia dovrà ora accelerare con un piano nazionale chiaro, incentivi efficaci e strumenti accessibili per guidare cittadini e imprese nella transizione”, conclude l’esperta.
(Articolo aggiornato l’11 agosto 2025)

