Real estate: perché pesa ancora troppo poco nei grandi patrimoni

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Perché i grandi patrimoni investono ancora poco nel real estate? Fondi immobiliari, Siiq, club deal e proprietà diretta: come costruire un portafoglio più diversificato

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Il 2025 è stato un anno di rotazione per i portafogli degli high net worth individual (Hnwi): secondo il World Wealth Report 2026 di Capgemini, la componente azionaria è salita al 25% a gennaio 2026, le obbligazioni al 20%, mentre gli alternativi sono scesi al 12%, complice il rally dei mercati quotati. Il dato non segnala un disinteresse strutturale: il 68% degli Hnwi dichiara di voler aumentare l’esposizione al private equity e l’accesso agli alternativi resta la ragione principale per cui moltiplicano le relazioni con più intermediari. All’interno di questo perimetro, il real estate offre reddito ricorrente, un sottostante tangibile e una decorrelazione storicamente stabile dai mercati azionari.

Gli investitori istituzionali, soprattutto anglosassoni, destinano tipicamente il 30-40% del portafoglio ad asset reali. Nel wealth management privato italiano l’allocazione equivalente resta sotto il 5%, secondo le stime di operatori specializzati come Yeldo Group: un divario che riflette non tanto una minore disponibilità di capitale, quanto la storica preferenza italiana per la proprietà diretta rispetto agli strumenti strutturati.

I numeri del comparto italiano nel biennio 2025-2026 raccontano un settore in crescita, non in stagnazione. Il patrimonio dei fondi immobiliari italiani ha raggiunto 144,5 miliardi di euro nel 2025 (+7,1%), con una stima di ulteriore crescita dell’8,7% nel 2026, fino a 176,8 miliardi; l’Italia rappresenta ormai oltre il 13% del patrimonio dei fondi immobiliari a livello europeo, un peso che la Banca d’Italia giudica accompagnato da rischi «complessivamente moderati». Gli investimenti corporate del primo semestre 2026 sono a circa 7,2 miliardi di euro, in crescita di oltre il 30% sull’anno precedente.

Altrettanto significativo è il cambio di composizione: gli uffici restano l’asset class principale (56,5% dei portafogli dei fondi) ma sono anche il comparto con le maggiori dismissioni nel 2025, mentre residenziale (9,7%) e ricettivo (7%) guadagnano peso. Il mercato degli uffici a Milano ha visto un assorbimento di 2,5 milioni di metri quadrati nel 2025 (+7%) e volumi di investimento a 2,05 miliardi (+17%).

Investimenti immobiliari: fondi, Siiq, club deal o proprietà diretta?

La proprietà diretta resta lo strumento più utilizzato, ma comporta concentrazione del rischio, oneri di gestione e un’esposizione diretta alla variabile della classe energetica. Accanto ad essa, il mercato offre tre canali strutturati, con profili di rischio, liquidità e ticket molto diversi.

Fondi immobiliari e Siiq: le differenze

I fondi immobiliari restano il veicolo regolamentato per eccellenza, gestiti da Sgr vigilate e concentrati — per il 97% del patrimonio attivo — in circa venti operatori.
Le Siiq quotate offrono liquidità di mercato, ma restano un segmento marginale: appena 640 milioni di euro capitalizzati in borsa, a fronte di un’industria stimata in 145 miliardi.

Club deal immobiliari: perché crescono tra Hnwi e family office

È il club deal immobiliare lo strumento che sta crescendo più rapidamente nella fascia Hnwi e family office: co-investimenti privati, ticket tipicamente tra 100.000 e 250.000 euro, orizzonti di 2-5 anni e rendimenti netti attesi tra il 6 e il 9% annuo.

Secondo Nomisma, negli ultimi tre anni sono transitati oltre 5 miliardi di euro attraverso club deal in Italia, e secondo Cbre il 17% delle transazioni value-add sopra i 10 milioni ha visto la partecipazione di almeno due family office o Hnwi riuniti in questa forma.

La plusvalenza immobiliare italiana premia in modo rapido la detenzione: la finestra speculativa si chiude dopo cinque anni, oltre i quali la cessione non è imponibile (salvo l’eccezione degli immobili oggetto di Superbonus 110%, estesa al decimo anno). Entro i cinque anni resta disponibile l’imposta sostitutiva al 26% al rogito. A questo si aggiunge l’assenza, a differenza di altri ordinamenti europei, di un divieto legale di locazione legato alla classe energetica — un fattore che riduce il rischio regolamentare per le operazioni value-add, oggi tra i format più richiesti da club deal e fondi riservati.

Come costruire un portafoglio immobiliare: le implicazioni per gli investitori

Come scegliere lo strumento di investimento

Queste le implicazioni operative:
● Il divario tra allocazione istituzionale (30-40%) e allocazione privata italiana (sotto il 5%) suggerisce che molti portafogli Hnwi restano sottopesati sul real estate come asset class, al netto della proprietà abitativa diretta.
● La scelta dello strumento va calibrata sull’orizzonte di liquidità: proprietà diretta e club deal richiedono pazienza (5-10 anni) ma offrono governance e rendimento potenziale superiori; le Siiq restano l’unica via per chi necessita di liquidabilità immediata.
● Nella due diligence su club deal e fondi riservati, la qualità dello sponsor e la chiarezza del piano di way-out pesano quanto la qualità dell’asset sottostante, dato l’orizzonte di detenzione medio-lungo e la scarsa liquidabilità intermedia.

Oltre i numeri: il metodo conta più dell’asset

Da avvocato che segue queste operazioni da vicino, la considerazione che mi porto a casa non è tanto sui numeri — pur convincenti — quanto sul metodo: il real estate italiano oggi premia chi lo tratta come un cantiere da strutturare, non come un bene da parcheggiare in portafoglio. Gli strumenti per farlo, dai club deal alla proprietà diretta ben pianificata fiscalmente, ci sono tutti; manca ancora, in troppi portafogli privati, la volontà di usarli con lo stesso rigore riservato ad azioni e obbligazioni.

Domande frequenti su Real estate: perché pesa ancora troppo poco nei grandi patrimoni

Qual è stata la tendenza degli investimenti degli high net worth individual (Hnwi) nel 2025 riguardo alle diverse asset class?

Nel 2025, gli Hnwi hanno visto una rotazione nei loro portafogli: la componente azionaria è salita al 25% e le obbligazioni al 20%. Gli investimenti alternativi, invece, sono scesi al 12% a causa del rally dei mercati quotati.

Cosa indica il calo degli investimenti alternativi per gli Hnwi nel 2025?

Il calo degli investimenti alternativi nel 2025 non segnala un disinteresse strutturale da parte degli Hnwi. Infatti, il 68% di loro dichiara di voler aumentare l'esposizione a queste asset class.

Qual è la principale motivazione per cui gli Hnwi cercano accesso agli investimenti alternativi?

La ragione principale per cui gli Hnwi cercano un maggiore accesso agli investimenti alternativi è legata alla diversificazione e alla potenziale ricerca di rendimenti non correlati ai mercati tradizionali.

Quali strumenti di investimento immobiliare vengono menzionati nell'articolo per gli Hnwi e i family office?

L'articolo menziona fondi immobiliari, Siiq (Società di investimento immobiliare quotate), club deal immobiliari e la proprietà diretta come strumenti per costruire un portafoglio immobiliare.

Perché i club deal immobiliari stanno crescendo tra gli Hnwi e i family office?

I club deal immobiliari stanno crescendo tra Hnwi e family office perché offrono un accesso più diretto e personalizzato a opportunità di investimento immobiliare, spesso con un focus su asset specifici e una gestione più attiva.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Maurizio Fraschini

Avvocato del Foro di Milano e Parigi, è partner dello studio BIP Law & Tax. Si occupa di M&A, real estate e private equity. Ha una consolidata esperienza nella strutturazione e realizzazione di operazioni societarie straordinarie e, in particolare, nella gestione dei differenti aspetti degli investimenti e della contrattualistica nel settore real estate.