- Optando per il tasso fisso, la rata mensile di un mutuo ventennale da 140mila euro si attesterebbe sui 756 euro per l’intera durata del finanziamento, considerando la migliore offerta disponibile sul mercato
- Griggio: “Secondo i Futures sugli Euribor, ci si aspetta che la Banca centrale europea possa intervenire nuovamente sul costo del denaro rendendo ancora più appetibile il tasso variabile”
È arrivato il sorpasso del variabile sul fisso. Mentre l’attenzione del mercato inizia a slittare sulla nuova riunione della Banca centrale europea, in calendario il 5 giugno, in attesa di una nuova sforbiciata ai tassi di interesse, per chi è alle prese con la scelta del mutuo lo scenario inizia a cambiare. Se finora il tasso fisso dominava la scena, ora il variabile è rientrato ufficialmente nel “match”. In altre parole, quel vantaggio competitivo, taglio dopo taglio, si è azzerato.
Mutuo: quale conviene tra fisso e variabile adesso
Per fare un esempio concreto, ipotizziamo che l’importo del mutuo, della durata ventennale, sia di 140mila euro e che il valore dell’immobile sia di 200mila euro. Optando per il mutuo a tasso fisso, Facile.it ha calcolato per We Wealth che la rata mensile si attesterebbe sui 756 euro per tutta la vita del finanziamento, considerando la migliore offerta disponibile oggi (quella di Credem).
Nel caso di un mutuo a tasso variabile, la rata iniziale per un finanziamento sottoscritto oggi sarebbe di 744 euro con Banca Monte dei Paschi di Siena. Per il variabile con cap – vale a dire un tetto massimo al tasso d’interesse che consente al mutuatario di conoscere anticipatamente la rata massima che potrebbe essere tenuto a pagare, ndr – bisognerebbe sostenere una rata di 776 euro con Banca Sella.
Ipotizziamo ora che l’importo del mutuo, della durata di 30 anni, sia di 250mila euro e che il valore dell’immobile sia di 500mila euro. Scegliendo la migliore opzione a tasso fisso, quella di Crédit Agricole Italia che prevede la sottoscrizione di una polizza vita, la rata mensile ammonterebbe a 1.000 euro per l’intera durata del finanziamento. Se si preferisse un mutuo a tasso variabile, la rata iniziale partirebbe da 992 euro con Banca Monte dei Paschi di Siena, mentre con il variabile con cap si salirebbe a 1.054 euro ancora una volta con Banca Sella. “Attualmente il vantaggio del variabile lo si riscontra solo per alcune durate e importi, ma a breve la curva dei tassi dovrebbe tornare alla normalità e si potranno trovare sul mercato offerte a tasso variabile meno care di quelle a tasso fisso”, osserva Yuri Griggio, communication director di Facile.it.
Mutuo: come scegliere l’offerta migliore
Ma cosa conviene fare, quindi, adesso? “Non c’è in assoluto una scelta giusta e una sbagliata, in quanto ci sono diversi fattori che entrano in gioco”, spiega Griggio. “Fino a qualche settimana fa il fisso garantiva un costo iniziale più basso unito alla stabilità lungo tutta la durata del finanziamento, a differenza del variabile che aveva offerte più costose. Oggi invece sul mercato si trovano le prime offerte variabili più basse rispetto ai fissi”. Sebbene si tratti di una differenza minima, secondo l’esperto occorre valutare con attenzione perché sul lungo periodo i finanziamenti legati all’Euribor si sono dimostrati più vantaggiosi rispetto a quelli legati all’Eurirs. “In una situazione come quella attuale l’aiuto di un consulente esperto può rivelarsi fondamentale per aiutare gli aspiranti mutuatari a identificare il prodotto più adatto alle proprie esigenze”, suggerisce Griggio.
Tasso variabile: quanto si risparmia sul mutuo
Tra l’altro, la rata di un mutuo a tasso variabile potrebbe continuare a calare da qui a fine anno. “Secondo i Futures sugli Euribor aggiornati al 16 maggio 2025, ci si aspetta che la Bce possa intervenire nuovamente sul costo del denaro rendendo ancora più appetibile il tasso variabile”, dice Griggio. “Stando alle aspettative di mercato, l’Euribor a 3 mesi dovrebbe scendere all’1,78% a dicembre 2025 per poi stabilizzarsi. A maggio è appena sotto il 2,2%”, conclude l’esperto. Tornando al mutuo ventennale da 140mila euro analizzato in precedenza, la rata potrebbe arrivare a 718 euro a dicembre, con un calo di 26 euro rispetto alle condizioni attuali. Nel caso invece del mutuo trentennale da 250mila euro, la rata potrebbe scivolare dai 992 euro attuali ai 943 euro di dicembre, con un risparmio mensile di 49 euro.
(Articolo aggiornato il 22 maggio 2025)

