Cattelan e il wc d’oro, il processo ha scritto la parola fine

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Una toilette color oro lucido è installata nell'angolo di un bagno con pareti chiare e pavimento grigio a chiazze; un distributore di carta igienica è montato sulla parete vicina.

Vi ricordate la storia del wc dorato di Maurizio Cattelan rubato nell’ormai lontano 2019? Il processo ai presunti colpevoli, iniziato lo scorso febbraio nel Regno Unito, si è finalmente concluso con una sentenza della Oxford Crown Court

Indice

Vi ricordate la storia del wc dorato di Maurizio Cattelan rubato nell’ormai lontano 2019? Il processo ai presunti colpevoli, iniziato lo scorso febbraio nel Regno Unito, si è finalmente concluso con una sentenza della Oxford Crown Court. 

La storia del furto, dal Guggenheim all’Oxfordhsire

Torniamo però indietro e ricostruiamo tutta la faccenda. Come avevamo già precedentemente spiegato a inizio primavera, Cattelan aveva creato America nel 2016 per il museo Solomon R. Guggenheim di New York. La toilette – composta da 98 chili di oro a 18 carati – era stata poi prestata nel 2019 al Blenheim Palace nell’Oxfordshire per una retrospettiva dedicata all’artista italiano. Qui era stata attaccata alla rete fognaria, per dare ai visitatori la possibilità di utilizzarla per un massimo di 3 minuti ciascuno, e assicurata (con una certa lungimiranza) per 4,8 milioni di sterline.

Nel settembre di quell’anno è successo però qualcosa di inaspettato: il wc è stato rubato con un’incursione recentemente definita “audace”. I quattro indiziati – Michael Jones di 39 anni, Fred Doe di 36 anni, James Sheen di 40 anni, e Bora Goccuk di 41 anni – si sarebbero introdotti nelle sale del museo patrimonio mondiale UNESCO poco prima dell’alba, rompendo le tubature del bagno che tenevano America connessa al muro e conseguentemente allagando il palazzo. Grazie al video portato dall’accusa nella precedente udienza, era diventato poi chiaro che in soli cinque minuti i presunti colpevoli si erano allontanati a bordo di un furgone Izuku e di una Golf Wolkswagen (illecitamente rubati). 

I condannati e la fine del processo

Shan Saunders del Crown Prosecution Service ha spiegato che “il caso è stato complesso da perseguire” poiché ha coinvolto un’indagine a livello nazionale e l’identificazione di tutti i soggetti che in qualche modo sono stati coinvolti nel furto. Sempre Saunders ha poi aggiunto che nonostante i ladri avessero preparato minuziosamente il colpo, non hanno fatto attenzione alle tracce lasciate sulla scena del crimine e non solo. Gli investigatori sono riusciti infatti a convincersi della colpevolezza degli imputati grazie a messaggi telefonici, tracce di DNA trovati in una delle macchine rubate e su un martello utilizzato durante il furto.

Il giudice ha deciso di condannare Michael Jones ad una pena di 27 mesi di reclusione per furto e James Sheen a quattro anni di prigione (da aggiungere ai 19 anni già previsti nei suoi confronti per attacchi a sportelli automatici, furto nel museo e frode) dopo che il suo DNA è stato trovato sugli strumenti utilizzati per rubare il veicolo servito durante la rapina al museo. Bora Goccuk è stato assolto per non aver commesso il crimine, mentre Fred Doe è stato sentenziato a 21 mesi di reclusione con sospensione per due anni e a 240 ore di lavori sociali. Doe – che si era già dichiarato colpevole di furto, cospirazione e trasferimento di proprietà criminale – è stato identificato come il “middle men” che ha aiutato il resto della banda grazie alla sua conoscenza del mondo degli orologi da collezione e dei gioielli (senza però prima prendere vere e propri accordi con il resto del gruppo). 

Che fine ha fatto America, l’opera di Cattelan?

Non è invece ancora chiaro dove sia l’opera di Cattelan, ma il processo ci ha permesso di ricostruire alcuni passaggi. Secondo quanto emerso durante l’ultima udienza, nei giorni successivi al furto James Sheen avrebbe contattato Fred Doe per vendere dell’oro. La loro comunicazione è avvenuta tramite messaggi codificati, da cui è stato possibile estrapolare la dicitura “26 e mezzo”, interpretata come il pagamento di 26.500 pound ricevuto da Doe per vendere un chilo di oro rubato. Quest’ultimo ha negato di essere stato a conoscenza della provenienza illecita del metallo prezioso e ha dichiarato di essere “una brava persona” coinvolta in qualcosa di losco. Sta di fatto che il wc d’oro non è mai stato recuperato e sembra dunque sparito nel nulla. Sempre Saunders del Crown Prosecution Service ha però spiegato che gli investigatori ritengono che America sia stata tagliata (o l’oro fuso) poco dopo essere stata rubata. Il furto è probabilmente parte di un network di riciclaggio di denaro più ampio, ancora tutto da smascherare. 




In copertina: Kris McKay. Courtesy of Solomon R. Guggenheim Foundation

Domande frequenti su Cattelan e il wc d’oro, il processo ha scritto la parola fine

Quando è avvenuto il furto del wc d'oro di Maurizio Cattelan?

Il furto del wc d'oro di Maurizio Cattelan è avvenuto nel 2019.

Dove si è svolto il processo relativo al furto del wc d'oro?

Il processo ai presunti colpevoli del furto si è svolto nel Regno Unito, precisamente presso la Oxford Crown Court.

Quando è iniziato il processo per il furto del wc d'oro?

Il processo per il furto del wc d'oro è iniziato nel febbraio precedente alla sentenza.

Come si chiamava l'opera di Maurizio Cattelan che è stata rubata?

L'opera di Maurizio Cattelan rubata si chiamava 'America'.

In quale museo era esposta l'opera 'America' prima del furto?

L'opera 'America' era stata creata per il museo Solomon R. Guggenheim.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alice Trioschi

Esperta d’arte e del suo mercato, Alice ha lavorato nell’ufficio stampa di Christie’s a Londra, occupandosi della relazioni interne ed esterne con i giornalisti. Dopo aver collaborato con Camera Arbitrale per la risoluzione di conflitti d’arte e beni culturali, oggi lavora per Fondazione Human Technopole occupandosi degli aspetti legali riguardanti il mondo della ricerca scientifica.

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