Mark Bradford, una borsa per le carceri di Venezia

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Il sofisticato artista americano che dà voce alle comunità più emarginate ha dal 2016 stretto una collaborazione filantropica con Rio Terà dei Pensieri, cooperativa sociale attiva per i detenuti di due carceri veneziane. Per celebrare questi otto anni proficui, Bradfort ha creato – grazie al vetro di Murano – uno splendido oggetto da collezione. Una “tote bag”

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Mark Bradford (1961, Los Angeles. Galleria: Houser & Wirth) è un artista noto per i suoi dipinti astratti di grande formato prodotti su carta, i suoi collage, i suoi Orbits. Il suo lavoro si caratterizza per “una stratificata complessità formale, materiale e concettuale”, come dichiara la sua galleria. Un artista che il mercato apprezza: le sue opere ormai quotano milioni di dollari in asta e le sue mostre riscuotono successo a livello internazionale. Al momento, il suo record personale lo detiene Phillips dall’8 marzo 2018, quando la sua opera Helter Selter I vendette per 12 milioni di dollari, rivalutandosi del 24%.

L’impegno sociale dell’artista

La poetica di Bradford esplora le strutture sociali e politiche che oggettivizzano le comunità emarginate, i corpi delle popolazioni vulnerabili. Forte nella sua opera è l’impegno sociale con il quale riesce a rimodulare quelle strutture sociali, portando l’arte e le idee del contemporaneo nelle comunità che soffrono di un accesso limitato a musei e istituzioni culturali. L’artista ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti tra cui la nomina all’American Academy of Arts and Sciences nel 2019, la Medaglia delle Arti del Dipartimento di Stato degli Usa nel 2014, la nomina di accademico nazionale nel 2013, e la MacArthur Fellowship nel 2009.

Con lo stesso spirito nel 2016 ha avviato una collaborazione con Rio Terà dei Pensieri, cooperativa sociale che crea opportunità lavorative con e per i detenuti di due carceri veneziane, inclusa la Casa di Reclusione Femminile della Giudecca, la stessa visitata quest’anno da Papa Francesco in occasione dell’inaugurazione del Padiglione del Vaticano alla Biennale. Il progetto, denominato Process Collettivo, ha preso il via dalle attività esistenti di Rio Terà, promuovendo e sostenendo ulteriormente l’attività della cooperativa.

Mark Bradford, Borsa (2024)

Per celebrare Process Collettivo e supportare la cooperativa veneziana, Mark Bradford ha creato una nuova edizione della sua Borsa (2024) in vetro in supporto di Rio Terà e del progetto di collaborazione. Realizzato con il supporto lavorativo dello studio Berengo dell’isola di Murano, l’edizione consiste in 30 sculture di vetro a forma di tote bag. Vi sono inoltre cinque prove d’artista. La scelta di creare un simile oggetto è da intendersi in riferimento sia alle borse in pvc confezionate nel laboratorio del carcere maschile, sia alle tote bag onnipresenti (e ricercatissime) negli eventi internazionali d’arte proprio come la Biennale di Venezia. L’edizione di Bradford presenta dei conteggi incisi sulla superficie, simbolo della temporalità di una detenzione. Del resto, come dichiara lui stesso, “l’arte non deve mai essere isolata dal contesto, ma deve coinvolgere la società, altrimenti a che cosa serve?”.

In passato Mark aveva anche rivelato che il suo impegno è “investito in egual misura nell’arte e nell’attivismo” e che perciò “radica i miei interventi nell’ambito della cultura generale e concretizza la mia convinzione che gli artisti contemporanei possano reinventare il mondo in cui viviamo”.

Un libro dedicato alla filantropia di Mark Bradford per Venezia

Per celebrare gli otto anni di collaborazione tra Bradford e Rio Terà, Hauser & Wirth Publishers ha deciso di pubblicare il libro Mark Bradford: Process Collettivo. Curata e introdotta da Nicole R. Fleetwood, la pubblicazione raccoglie una conversazione tra l’artista e Liri Longo, ex presidente di Rio Terà. I due raccontano la storia della collaborazione e parlano dell’importanza delle relazioni nei collettivi, nel no profit, e nella creazione artistica socialmente impegnata.

In linea con lo spirito di Process Collettivo, il libro condivide informazioni fondamentali sulle tematiche del progetto. Asale Angel-Ajani, Elisabetta Grande, Mitchell S. Jackson e Jessica Lynne valutano criticamente la condizione delle carceri italiane, mettono a confronto il sistema detentivo italiano e quello americano, e riflettono sul potere della creatività all’interno delle prigioni, collocando Process Collettivo in un più ampio discorso sulle pratiche sociali.

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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