Mozart, record in asta a tempo di musica

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Primo piano di un documento manoscritto antico con scrittura corsiva in inchiostro marrone su carta beige. Il testo include il nome "Wolfgang Amadeus Mozart". La scrittura è ornata e parzialmente sbiadita, con texture della carta e pieghe visibili.

Siete amanti della musica classica? Se la risposta fosse affermativa, potremmo avere buone notizie per voi. Un cimelio autografato di Wolfgang Amadeus Mozart ha appena realizzato un nuovo record in asta

Indice

Siete amanti della musica classica? Se la risposta fosse affermativa, potremmo avere buone notizie per voi. Il 5 dicembre scorso la casa d’aste spagnola International Autograph Auctions Europe SL ha offerto agli incanti una lettera scritta dal maestro Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791). Scoperta nell’archivio di una facoltosa famiglia francese, la lettera è stata data per dispersa nel corso degli anni, ma più volte citata poiché contiene un riferimento agli Haydn Quartets, tra i lavori più famosi del compositore. 


Primo piano di una vecchia lettera manoscritta in corsivo in tono seppia, che mostra carta invecchiata e leggermente usurata. Il testo appare scritto in modo denso, con alcune parole barrate o sottolineate per enfatizzare.
Courtesy International Autograph Auctions Europe, S.L.

Il contenuto della lettera per Jean-Georges Sieber

Lo scritto, composto da una sola pagina e redatto a Vienna il 26 aprile 1783, venne inviato a Parigi al musicista e produttore tedesco Jean-Georges Sieber. La lettera si apre con una proposta fatta da Mozart a Sieber: il compositore richiede infatti a Jean-Georges di acquistare tre concerti per piano (riproducibili anche da un’intera orchestra o “à quatro”) e di produrli lui stesso (i concerti di riferimento sono qui il Piano Concerto No. 11 in F Major, il Piano Concerto No. 12 in A Major e il Piano Concerto No. 13 in C Major). Wolfgang si lamentava infatti delle incisioni fatte da Artaria & Company, la società viennese da lui utilizzata per registrare le proprie melodie (tra cui anche la Violin Sonata No.17 in C Major, a cui si fa riferimento nello scritto), già famosa per aver pubblicato più di 300 opere di Haydn. 


Una vecchia lettera invecchiata, indirizzata a Monsieur Sieber, Editeur de Musique, con testo in francese che indica una località in rue St. Honoré a Parigi. L'inchiostro appare sbiadito e la carta è sgualcita.
Courtesy International Autograph Auctions Europe, S.L.

Gli Haydn Quartets

Ed è proprio a lui che in qualche modo si riferisce la seconda parte della lettera. Mozart spiega infatti a Sieber di stare scrivendo sei quartetti per violino, viola e contrabbasso, e di voler far incidere anch’essi da Jean-Georges, ma contro il pagamento di un prezzo superiore rispetto a quello dei concerti per piano (50 Louis d’or rispetto ai 30 proposti per i Piano Concerto). Gli Haydn Quartets, così chiamati poichè dedicati da Wolfgang al compositore Joseph Haydn, furono creati tra il 1782 e il 1785. Al momento in cui fu scritta la lettera, dunque, Mozart non poteva che avere scritto il primo dei sei quartetti. Proprio per questo il documento assume una rilevanza storica ancora maggiore.

È chiaro infatti che il compositore avesse la capacità di creare una melodia e memorizzarla internamente nei minimi particolari, senza trascriverla. Interrogato sul proprio lavoro, Wolfgang rispondeva spesso di aver terminato un pezzo ma di non aver ancora avuto il tempo di metterlo per iscritto. Al momento in cui la lettera è stata redatta, il compositore aveva quindi già creato i restanti Haydn Quartets nella propria mente, ma questi non erano stati messi su carta. Sembra comunque che Sieber, nonostante il tono sicuro di Mozart, non abbia accettato la sua offerta. Pur non essendo infatti arrivata ai giorni nostri una lettera di risposta, sappiamo che gli Haydn Quartets furono prodotti dall’Artaria & Company, che pagò 100 ducati al compositore (corrispondenti a circa 30.000 dollari odierni). 


Primo piano di un vecchio manoscritto che mostra testo scritto a mano in inchiostro marrone su carta invecchiata e ingiallita. Il testo è scritto in corsivo, con linee di angolazioni e leggibilità variabili. La carta ha bordi frastagliati e segni di usura.
Courtesy International Autograph Auctions Europe, S.L.

Il nuovo record e i precedenti: tra ottimi risultati e alcuni flop

Nonostante il contenuto della lettera fosse conosciuto ai più – anche grazie alla sua pubblicazione nel Bulletin Français de la Société internationale de musique del 1921 – l’originale era dato totalmente per disperso. La sua scoperta è stata dunque una sorpresa, anche per le ottime condizioni in cui il manoscritto è stato preservato.  Per questa ragione, lo scritto è stato offerto agli incanti per una stima compresa tra i 100.000 e i 150.000 euro. Il risultato dell’asta è stato decisamente superiore alle aspettative: la lettera è stata infatti aggiudicata ad un collezionista privato europeo per 440.000 euro, battendo ogni precedente record.

Non è infatti prima volta che una lettera di Mozart viene aggiudicata in asta: negli ultimi 50 anni, 25 lettere autenticate dal maestro (pur rimanendo spesso incomplete) sono state acquistate da interessati collezionisti. Tra i record già segnati in passato, ne ricordiamo particolarmente due (in positivo e in negativo). Il primo, segnato da Christie’s New York nel 2017, si riferisce allo scritto inviato da Mozart al padre Leopold nel 1784. Stimato tra i 200.000 e i 300.000 dollari, è stato acquistato per 319.500. Il secondo, realizzato da Christie’s Londra nel luglio del 2023, è quello della lettera scritta da Mozart alla baronessa von Waldstätten nel 1782 e inerente il suo imminente matrimonio con Constanze Weber. La lettera, quotata tra i 300.000 e i 500.000 pound, è rimasta inesorabilmente invenduta. 


Un primo piano di un documento manoscritto con scrittura corsiva in tonalità seppia. Le parole sono difficili da decifrare a causa dello stile antico e dell'età della carta.
Courtesy International Autograph Auctions Europe, S.L.

di Alice Trioschi

Esperta d’arte e del suo mercato, Alice ha lavorato nell’ufficio stampa di Christie’s a Londra, occupandosi della relazioni interne ed esterne con i giornalisti. Dopo aver collaborato con Camera Arbitrale per la risoluzione di conflitti d’arte e beni culturali, oggi lavora per Fondazione Human Technopole occupandosi degli aspetti legali riguardanti il mondo della ricerca scientifica.

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