Iva al 5%, ora l’Italia può correre da numero 1 nel mercato dell’arte

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Veduta ravvicinata della statua in marmo del David di Michelangelo, con particolare attenzione al volto e alla parte superiore del busto, con espressione pensierosa e capelli ricci dettagliati, su uno sfondo di pannelli architettonici.

Risultato storico sul fronte fiscale: l’imposta sul valore aggiunto sulla compravendita di opere d’arte è stata finalmente ridotta dal 22% al 5%. Gruppo Apollo e Clarice Pecori Giraldi: “Grandissimo segno di fiducia verso il futuro e la creatività italiana”

Indice

*Flash* su riduzione Iva al 5 per cento sulla compravendita di opere d’arte in Italia

Nella serata di venerdì 20 giugno 2025 è arrivata la notizia tanto agognata sull’abbassamento dell’Iva al 5 per cento per la compravendita delle opere d’arte. Si tratta di una soglia che colloca l’Iva italiana sull’arte al minimo in Europa: in Germania è al 7 per cento, in Francia al 5,5 per cento.

In Italia l’Iva più bassa d’Europa

Il Gruppo Apollo, che tanto si è speso per arrivare a questo risultato, ha prontamente espresso “soddisfazione per l’abbassamento dell’Iva sulle opere d’arte. L’Italia può diventare hub europeo del mercato artistico“. Il gruppo di esperti esprime “grande soddisfazione per la riduzione dell’IVA dal 22% al 5% sulla compravendita e l’importazione di opere d’arte. È un risultato storico, frutto di un impegno corale, e oggi è davvero una giornata importante per tutto il settore” e ringrazia il ministro Giuli per l’impegno profuso.

Il Gruppo Apollo, è la confederazione che raggruppa tutte le principali associazioni dell’industria dell’arte in Italia, un comparto che – secondo l’ultimo rapporto commissionato proprio dal Gruppo Apollo e realizzato da Nomisma in collaborazione con Intesa Sanpaolo, presentato a marzo – vale 1,36 miliardi di euro. Termina dunque il periodo di acuta penalizzazione dell’Italia rispetto agli altri Paesi europei (Francia e Germania in primis). L’entusiasmo della art collection manager Clarice Pecori Giraldi, vicepresidente del Gruppo Apollo: “Per tutti gli operatori e i collezionisti è un grandissimo segno di fiducia nei confronti del futuro e della competitività della creatività italiana”.

Quando si gioca uniti, si vince

Il provvedimento è il segnale di una rinnovata attenzione alle potenzialità economiche e culturali del settore e rappresenta un passo decisivo per fare dell’Italia un vero hub del mercato artistico in Europa.

Un risultato di eccellente sinergia tra tutti gli operatori del comparto – gallerie, case d’asta, collezionisti, professionisti – con tutto l’apparato istituzionale: il Governo, il Ministero della Cultura e il Ministero dell’Economia e delle Finanze e Parlamento per il recepimento di quanto previsto dalla direttiva europea 542/2022. L’unione fa la forza, nel mercato (dell’arte) più che mai.

Domande frequenti su Iva al 5%, ora l’Italia può correre da numero 1 nel mercato dell’arte

Qual è la principale novità annunciata nell'articolo riguardo al mercato dell'arte in Italia?

L'articolo annuncia la riduzione dell'IVA al 5% sulla compravendita di opere d'arte in Italia, una soglia che la rende la più bassa in Europa.

Quando è stata resa nota la notizia della riduzione dell'IVA?

La notizia dell'abbassamento dell'IVA al 5% è stata diffusa nella serata di venerdì 20 giugno 2025.

Come si posiziona l'IVA italiana sull'arte rispetto ad altri paesi europei dopo questa riduzione?

Dopo la riduzione, l'Italia ha l'IVA sull'arte più bassa d'Europa, inferiore a quella di Germania (7%) e Francia (5,5%).

Quale gruppo è menzionato come sostenitore della riduzione dell'IVA?

Il Gruppo Apollo è menzionato nell'articolo come un sostenitore attivo della riduzione dell'IVA sulla compravendita di opere d'arte.

Qual è l'impatto previsto della riduzione dell'IVA sul mercato dell'arte italiano?

L'articolo suggerisce che la riduzione dell'IVA al 5% potrebbe permettere all'Italia di diventare leader nel mercato dell'arte.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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