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Small cap, dopo l'apnea a Piazza Affari sono pronte al recupero | WeWealth

Small cap, dopo l'apnea a Piazza Affari sono pronte al recupero

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Nell'ultimo anno il Ftse Mib ha sovraperformato di ben 37,7 punti sul Ftse Italia small cap: gli analisti invitano ad approfittare delle valutazioni compresse

Secondo il responsabile per l'azionario italiano di Kairos, Massimo Trabattoni, il mercato delle small cap e mid cap italiane si troverebbe nella posizione favorevole per l'acquisto

Anche per Intermonte "questa tendenza" negativa osservata negli ultimi mesi "si invertirà alla luce delle valutazioni di molti titoli di qualità che sono diventate molto attraenti" nel comparto small cap

Nell'ultimo anno il traino dei titoli bancari ha spinto il Ftse Mib su una performance del 33,7% (al 31 agosto). La scalata dei tassi d'interesse, che ha fatto lievitare i margini sul credito delle prime cinque banche italiane del 53% nel solo primo semestre del 2023, ha però colpito le aziende più piccole, che risentono maggiormente della stretta monetaria e dei possibili contraccolpi negativi sull'economia. 


Nello stesso periodo, l'indice Ftse Italia Small cap, dedicato alle società a piccola capitalizzazione, ha perso quasi il 5% del suo valore (in arancio nel grafico sottostante): una performance peggiore di ben 37,7 punti rispetto all'indice di riferimento di Piazza Affari (gap che sale a 43,6 punti se si considerano anche i dividendi del Ftse Mib). 


Allargando l'orizzonte di osservazione, il bilancio resta molto severo per le small cap. Rispetto al picco storico del Ftse Italia small cap, toccato a inizio dicembre 2021, l'indice ha perso il 12,8% del suo valore, mentre il Ftse Mib, nello stesso periodo, ha realizzato una performance del +9,3% (che sale al +16,5% se si considerano anche i dividendi). 



Il momento magico delle “piccole” si è osservato nel 2021, con una decisa accelerazione di questo comparto rispetto ai pezzi grossi di Piazza Affari. Al netto dei dividendi, chi avesse investito nell'indice delle small cap italiane a inizio 2020, avrebbe "battuto" il Ftse Mib, fino allo scorso luglio, quando è avvenuto il sorpasso delle società ad elevata capitalizzazione.


Un cambio di rotta che seguirà la politica monetaria?

La performance sottotono delle small cap, in concomitanza con la stretta monetaria è un fenomeno che ha riguardato anche gli Stati Uniti, anche se in misura meno ampia rispetto a quanto osservato in Italia. A partire dall'estate, alcuni analisti hanno iniziato a scommettere sul fatto che le small cap, con prospettive di recessione meno grave e l'avvicinarsi della fine dei rialzi dei tassi, potranno avere spazio per recuperare. “Più le small cap sono economiche rispetto alle large cap, più è probabile che storicamente sovraperformino", aveva dichiarato lo scorso giugno Denise Chisholm, direttrice delle strategie quantitative di Fidelity Investments, segnalando come attualmente le valutazioni delle small cap fossero molto economiche in rapporto a quelle delle società più capitalizzate. Questa condizione descriverebbe una “potenziale opportunità di rialzo, che storicamente appare piuttosto significativa" per le small cap.


Secondo il responsabile per l'azionario italiano di Kairos, Massimo Trabattoni, anche il mercato delle small cap e mid cap italiane si troverebbe nella posizione favorevole per l'acquisto. “I prossimi mesi offriranno verosimilmente delle buone opportunità per incrementare l’esposizione alle società a piccola e media capitalizzazione viste le valutazioni estremamente a sconto cui questi nomi trattano al momento”, ha dichiarato il 30 agosto nella sua nota Italian Times, “l’analisi fondamentale svolgerà un ruolo cruciale per individuare quelle società da una parte recentemente penalizzate dall’indiscriminata compressione dei multipli scatenata dal brusco rialzo dei tassi, ma dall’altra i cui fondamentali sono rimasti solidi e pertanto lasciano presagire che possano continuare a consegnare i risultati attesi dagli investitori”.


Nel suo ultimo rapporto mensile sulle mid e small cap italiane Intermonte ha messo in luce come la liquidità di questo comparto sia scesa, rispettivamente, del 20,1 e del 28,4% annuo. "Finora, la liquidità investita in titoli a media e bassa capitalizzazione ha continuato a diminuire; per quanto ne sappiamo, è più probabile che la prolungata debole performance di alcuni titoli di alta qualità (ad esempio alcune società del settore digital) sia correlata al fatto che alcuni gestori di fondi hanno ridotto la loro sovraesposizione per bilanciare il rischio nei loro portafogli piuttosto che alle preoccupazioni sulle stime sugli utili societari". Anche Intermonte, comunque, ha notato il potenziale di rialzo di almeno una parte del listino small cap: "Siamo convinti che questa tendenza si invertirà alla luce delle valutazioni di molti titoli di qualità che sono diventate molto attraenti", in particolare nel settore dell'economia digitale.

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Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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