Contrastare la delocalizzazione: sanzioni e benefici nella legge di bilancio

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Nicola Dimitri
11.1.2022
Tempo di lettura: 3'
La Legge di bilancio introduce sanzioni per le imprese che delocalizzano senza rispettare alcune condizioni e agevolazioni fiscali in caso di cessione dell'azienda con continuazione dell'attività e mantenimento degli ...

L’azienda che intende delocalizzare deve presentare un piano contro i rischi occupazionali della durata di 12 mesi

In caso di cessione d’azienda o di ramo d’azienda, con continuazione dell’attività, il trasferimento di immobili strumentali, se non suscettibili di diversa utilizzazione, scontano l’imposta di registro e le imposte ipotecaria e catastale in misura fissa

Benché nell'ultimo periodo la tendenza a delocalizzare all'estero può dirsi rallentata, il fenomeno, è molto frequente in Italia.
Sono ancor molte, infatti, le imprese italiane che, a causa dei costi della manodopera e della competizione sempre più agguerrita ad opera delle multinazionali, scelgono di trasferire la loro produzione oltre confine.
In questo contesto, nella legge di bilancio 2022, il legislatore ha introdotto alcune misure tese ad arginare il fenomeno della delocalizzazione e a favorire i trasferimenti d'azienda sul territorio.

Quanto al primo aspetto, l'art. 77-bis, detta disposizioni in materia di cessazione dell'attività produttiva. Più nel dettaglio, è previsto che i datori di lavoro che intendano procedere alla chiusura di una sede, dovranno, almeno 90 giorni prima, comunicare per iscritto l'avvio della procedura ai sindacati, alle regioni interessate, al Ministero del Lavoro, al Ministero dello Sviluppo Economico e all'Anpal, presentando, successivamente una strategia tesa a ridurre le ricadute occupazionali ed economiche discendenti dalla chiusura.

Il piano elaborato per ridurre i rischi occupazionali, della durata di 12 mesi, dovrà indicare, tra le altre cose, le azioni che l'impresa intende intraprendere per gestire al meglio gli esuberi e garantire una ricollocazione.

La disposizione in parola, dal punto di vista soggettivo, coinvolge le imprese che impiegano più di 250 dipendenti e che prevedono di effettuare almeno 50 licenziamenti.

Sono previste sanzioni per l'impresa che dovesse procedere senza presentare il piano o presentando una strategia carente degli elementi e requisiti necessari previsti dalla disposizione. Ad esempio, il datore di lavoro potrebbe essere tenuto a pagare il contributo di licenziamento al doppio. Sanzioni sono inoltre previste per il caso di inadempienza dell'impresa rispetto agli impegni assunti e presentanti nel piano.

Oltre a questa misura, che di fatto mira a rendere meno agevole e conveniente la delocalizzazione e l'espatrio di imprese ricorrendo alle sanzioni, il legislatore ha previsto anche degli incentivi.

Sul punto, l'art. 1 comma 237 della L. 234/2021 dispone che, in caso di cessione d'azienda o di ramo d'azienda, con continuazione dell'attività e mantenimento degli assetti occupazionali, il trasferimento di immobili strumentali, se non suscettibili di diversa utilizzazione, scontano l'imposta di registro e le imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro ciascuna.
In questi termini, in deroga alla disciplina ordinaria, che al contrario della disposizione in commento, prevede l'applicazione di un'aliquota al 9%, la misura recentemente introdotta con la Legge di bilancio 2022, che trova applicazione in caso di cessione d'azienda, consente di andare incontro ad un esborso totale di 600 euro (importo dato dalla somma dell'imposta di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200).

La decadenza dal beneficio si verifica in caso di cessazione dell'attività o di trasferimento degli immobili agevolati per atto oneroso o gratuito prima del decorso di 5 anni dall'acquisto. In tal caso, infatti, sono dovute le imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura ordinaria.

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