Intesa Sanpaolo, utile del private banking sfiora 800 milioni (+13%)

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Intesa Sanpaolo chiude il primo semestre 2024 con un utile netto di 4,77 miliardi (+12,9%), di cui quasi 800 milioni (+13,1) dalla divisione private banking, e prevede di superare gli 8,5 miliardi di profitti netti nell’intero anno. Messina (ceo): “I migliori sei mesi degli ultimi 17 anni”

Indice

Intesa Sanpaolo rappresenta un modello unico in Europa per la consolidata leadership delle sue divisioni al servizio di famiglie e imprese, la significativa componente del wealth management protection and advisory, la gestione delle attività internazionali improntata all’efficienza, l’offerta digitale tecnologicamente avanzata, la condizione di Banca “Zero Npl” e un profilo Esg di grande rilievo”.

Queste le dichiarazioni di Carlo Messina, consigliere delegato e ceo del gruppo Intesa Sanpaolo, commentando i risultati del primo semestre 2024, contraddistinti da elevata redditività, sostenibilità, solidità patrimoniale e basso profilo di rischio.

“Con un utile netto di 4,8 miliardi, di cui 2,5 miliardi nel secondo trimestre abbiamo appena concluso il miglior semestre degli ultimi 17 anni”, ha commentato Messina durante la conference call, evidenziando che “il contributo dei ricavi da commissioni e assicurazioni ai ricavi totali supera il 40% ed è il più alto in Europa dopo Ubs”.

Andamento del gruppo Intesa Sanpaolo nei primi sei mesi del 2024

Il gruppo Intesa Sanpaolo ha confermato un’ottima capacità di generare una solida redditività sostenibile, registrando nel primo semestre 2024 un utile netto di 4,77 miliardi di euro, in crescita del 12,9% rispetto allo stesso periodo del 2023, e prevede di superare gli 8,5 miliardi nell’intero anno e nel 2025.
Nel solo secondo trimestre, il risultato netto è salito del 7,1% a 2,47 miliardi, superando le previsioni degli analisti che si attestavano intorno ai 2,3 miliardi.

Quanto agli altri dati, i proventi operativi netti del semestre sono cresciuti del 9,6%, raggiungendo i 13,6 miliardi. In particolare, gli interessi netti sono saliti del 16,2% a 7,9 miliardi, mentre le commissioni nette sono aumentate del 6,9%, attestandosi a 4,6 miliardi, e il risultato dell’attività assicurativa ha messo a seguo un rialzo del 5,5%.

Stabili i costi operativi a 5,2 miliardi, con un rapporto cost/income al 38,3%, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee.

Il ritorno agli azionisti di Intesa Sanpaolo

Significativo il ritorno cash per gli azionisti: 3,3 miliardi di euro sono infatti i dividendi maturati nel semestre, che si aggiungono al buyback di 1,7 miliardi avviato a giugno 2024.

“Grazie a una crescita del 15% su base annua dell’utile per azione (Eps) possiamo ricompensare i nostri azionisti con una distribuzione totale di oltre 7,4 miliardi nel 2024, pari all’11% della nostra attuale capitalizzazione di mercato”, ha spiegato Messina, precisando che il significativo eccesso di capitale li mette nelle condizioni di valutare con flessibilità ulteriori distribuzioni di risorse agli azionisti.

La struttura di wealth management

Nel primo trimestre 2024 è stata costituita la struttura wealth management divisions, a cui riportano le preesistenti aree: la divisione private banking, la divisione asset management e divisione Insurance, per un presidio unitario delle attività di wealth management, con l’obiettivo di accelerarne la crescita e favorire una maggiore integrazione delle fabbriche prodotto.

Per un approfondimento sul tema si rinvia a questo articolo.

Andamento del private banking del gruppo Intesa Sanpaolo

In particolare, la divisione private banking, che serve il segmento di clientela di fascia alta (private e hnwi) tramite Fideuram e le sue controllate (Intesa Sanpaolo Private Banking, IW Private Investments, Siref Fiduciaria, Intesa Sanpaolo Wealth Management, Reyl Intesa Sanpaolo, Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking Asset Management e Fideuram Asset Management Ireland), ha registrato nel primo semestre un utile netto di 793 milioni, in crescita del 13,1% rispetto ai 701 milioni dello stesso periodo dello scorso anno, e oltre 1,7 miliardi di proventi operativi, in aumento del 9,1% sullo stesso periodo.

Nel secondo trimestre, però, il profitto netto è sceso a 384 milioni, rispetto ai 409 del primo trimestre, così come i proventi operativi netti, che si sono attestati a 850 milioni (-0,9%).

di Stefania Pescarmona

Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Giornalista professionista, è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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