Wealth management digitale: parla Renzini di Allfunds Bank

Teresa Scarale
Teresa Scarale
4.12.2018
Tempo di lettura: 3'
Gianluca Renzini, deputy general manager e chief commercial officer di Allfunds Bank racconta a We Wealth a che punto è l'industria del wealth management digitale in Italia. Fra nuove strategie, robo advisor e algoritmi

L'impatto delle ultime normative sul settore, che deve lottare fra costi ed efficienza

L'importanza dell'elemento umano e la situazione attuale in Italia

Application Programming Interface e Robotic Process Automation

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Gianluca Renzini, deputy general manager e chief commercial officer di Allfunds Bank

L'intervista


Il wealth tech in Italia


A che stadio è il wealth management digitale in Italia?


Il mondo del wealth management ha iniziato da poco il processo di trasformazione digitale. Questo, pur avendo da tempo intuito l'enorme valore aggiunto che le soluzioni digitali apportano in termini di semplificazione dei processi. E soprattutto, di percezione del servizio offerto da parte dell'investitore finale.
La normativa

Il settore si è infatti trovato di fronte alla criticità delle variabili costi e tempi. Si tratta di aspetti molto rilevanti. Il motivo è che le implementazioni devono connettersi necessariamente con i complessi sistemi informativi dei distributori. I quali, sono già estremamente articolati e sotto pressione per via degli aggiornamenti imposti dalle recenti normative, Mifid II in particolare. L'adeguamento alle normative ha richiesto quindi grandi investimenti al mondo del wealth management. Lasciando perciò poco spazio a nuovi sviluppi. Tuttavia, l'ambizione di poter accedere alla trasformazione digitale è forte per tutti gli operatori.
Adattarsi al cambiamento

In Allfunds siamo consapevoli che l'implementazione di nuovi business model, in grado di adattarsi al cambiamento, sia il fattore critico di successo per perseguire strategie efficaci. In grado cioè, di cogliere gli obiettivi aziendali. Per questo, in collaborazione con Sda Bocconi School of Management, abbiamo lanciato Allfunds Academy, con l'obiettivo di fornire un contributo sostanziale all'industry stimolandone comportamenti virtuosi da parte degli operatori.

Oggi non vi è ancora la proliferazione di robo advisor. Tuttavia, vari algoritmi improntano le nostre operazioni finanziarie quotidiane. Che percentuale di copertura del mercato del wealth management avranno secondo lei di qui al 2025 questi strumenti?


I roboadvisor costituiscono un validissimo supporto nel monitoraggio degli investimenti. Nonché nella veicolazione di proposte personalizzate e puntuali. Tuttavia, la presenza di un consulente resta fondamentale nella relazione con il cliente, sia nella fase di approccio, profilatura e proposta sia nella continuazione del rapporto. E anche le autorità spingono in questa direzione. Recentemente, infatti, l'Esma ha invitato a prevedere sempre e comunque un supporto umano nella relazione.

Come si colloca l'Italia rispetto agli altri Paesi?


La nostra esperienza è prevalentemente focalizzata sul mercato europeo. Qui, osserviamo trend coerenti con quello italiano. L'utilizzo di questi strumenti sicuramente crescerà nel tempo. Ma necessiterà sempre del contributo umano dei consulenti che meglio possono interpretare le richieste degli investitori e guidarli nel processo di comprensione delle soluzioni proposte.

Al settore del wealt management si chiede di trasformare strategie e processi. Aspetto questo che può comprimere i margini, a causa di maggiori costi di sistema e investimenti. Quali sono gli strumenti che permettono ai vari attori del mercato di raggiungere questi obiettivi di efficienza?


La rivoluzione digitale si basa sull'opportunità offerta dalle nuove tecnologie di proporre servizi e contenuti innovativi. Nonché di facile e immediata fruizione da parte degli investitori. L'adozione di nuove soluzioni richiede però importanti investimenti in tecnologia, che sono costosi anche in termini di tempi di implementazione.
L'attenzione ai costi del wealth management digitale

Allfunds propone ai clienti soluzioni digitali integrate e sistemi “front to back” che possono essere adottati e personalizzati con tempi e costi più ragionevoli, garantendo una piena copertura dei processi. Le soluzioni proposte sono modulari e di rapida adozione. Esse includono l'onboarding dell'investitore, la sua profilazione, la valutazione del portafoglio, la proposizione di soluzioni di investimento personalizzate ed efficienti. E infine, il monitoraggio, la reportistica e la parte di execution.
Le Application Programming Interface

Ciò è reso possibile dall'utilizzo di nuove tecnologie quali ad esempio le Api (Application Programming Interface), che permettono di veicolare contenuti e funzioni senza la necessità di sviluppi informatici rilevanti a supporto, con un conseguente abbattimento significativo dei tempi di realizzazione di progetti digitali. La tecnologia agevola anche la gestione dei processi operativi, riducendo tempi e rischi.
Rpa e blockchain

Su questo fronte, le tecnologie di Rpa – Robotic Process Automation, possono sostituire processi manuali ancora oggi particolarmente gravosi. E contribuire così a un sensibile aumento di efficienza. Attraverso la riduzione del numero di risorse da dedicare a questi processi. E anche offrendo un elevato grado di controllo dei rischi connessi alla manualità.

Attendiamo di valutare inoltre le concrete applicazioni delle tecnologie di blockchain sul mondo della distribuzione. Oggi ancora non chiaramente definite ma in sicura evoluzione. Si tratta infatti di un veicolo potenzialmente dirompente che potrà dispiegare le proprie potenzialità su diversi fronti come ad esempio i processi di riconciliazione e settlement.
caporedattore

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