Il 2 giugno 2026 è particolarmente significativo: sono – solo o già – 80 anni che l’Italia è una repubblica. Le celebrazioni saranno più intense del solito, anche a Londra, dove la comunità italiana, nonostante la Brexit, rimane solida e vivace.
Un grande applauso va certamente al Console Generale Domenico Bellantone, che ha proposto e promosso la splendida mostra di Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, 6 ottobre 1937) appena inaugurata all’Estorick Collection. Si tratta di uno straordinario piccolo museo nel quartiere di Islington, dedicato all’arte italiana del Novecento che Eric e Salome Estorick hanno raccolto negli anni Cinquanta. Una tappa fondamentale, se si vogliono vedere dal vero alcuni dei dipinti di Boccioni, Balla, Carrà a prescindere dallo studio sui libri di scuola da ragazzi.
A Londra Emilio isgrò con il suo percorso artistico e poetico
Più giovane dei famosissimi Lucio Fontana e Alberto Burri, come loro Isgrò ha dato vita e seguito con grande fedeltà un percorso artistico e poetico assolutamente originale. Siciliano di nascita, vive a Milano dalla seconda metà degli anni Cinquanta. Ed è proprio nella capitale lombarda che ha iniziato a sperimentare un nuovo linguaggio fatto di testi che divengono opere, non perdendo il loro significato anzi decuplicandolo e mutandolo. A tal fine lui cancella, e la cancellatura diviene creazione.
Le opere simbolo

Emilio Isgrò, Lolita, 1964, Fondazione Emilio Isgrò
Nel 1964 cancellò la violenza ossessiva del libro Lolita, lasciando le parole “Lolita”, “tutto questo io cancellai”, “Lolita”, “mia Lolita”. Un atto, quello della cancellatura, che si può definire concettuale. Fa questo di Isgrò un artista concettuale? In realtà no, per lui la fisicalità dell’opera rimane di fondamentale importanza, quello che lascia del testo è sotto i nostri occhi, pur divenendo altro, tanto nel significato quanto nella sua estetica.

Emilio Isgrò, Mediterraneo, 1970, Fondazione Emilio Isgrò
I lavori sulle mappe sono così spiritualmente contemporanei oggi, è una grande emozione reincontrarli: in Mediterraneo il mare è quello di sempre, quello che tutti conosciamo, ma sono stati cancellati gli stati, le città, tutti i riferimenti al possesso umano delle terre e delle coste… Lo stesso si dica dello splendido e inquietante Viaggio di Enea, di poco precedente, un viaggio che diviene impossibile da descrivere perchè le tappe sono state cancellate, tanto nel testo di Virgilio quanto nella mappa.

Emilio Isgrò, Il viaggio di Enea, 1968, Fondazione Emilio Isgrò
La mostra
Ben 35 opere del maestro siciliano in esposizione, divise tra le due sale del piano terra della Estorick Collection. La prima, dedicata agli inizi, è forse la più poetica, e segue con chiarezza il progresso di questo linguaggio che scava per trovare i veri significati, quelli più profondi. Un processo apparentemente semplice, ma che potenza!
La seconda sala include opere più moderne, forti di decine d’anni di pratica artistica e costante pensiero. Entrano tra le parole le formiche, le api… creature laboriose che aiutano a cancellare, creando d’altra parte un altro livello di significato. L’articolo che apre la Costituzione Italiana, L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul Lavoro, viene ripetuto e il lavoro diventa anche quello delle formiche che si accumulano sulla parte della tela dove le parole del testo sono più leggibili.

Emilio Isgrò, Fondata sul lavoro, 2011, Collezione privata, Verona
Emilio Isgrò e la Brexit, a Londra
L’acme si raggiunge con Brexit, che il Maestro ha creato appositamente per la mostra a Londra. Le pagine della lettera che l’allora Primo Ministro britannico Theresa May firmò e mandò al Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk sono davanti a noi, una dopo l’altra. La Gran Bretagna lasciava l’Europa: era il 29 marzo 2017. Ora, Emilio Isgrò cancella in nero tutto quello che parla di questo atto, lasciando tutte le parole che invece avvicinano all’Europa, with Europe, with the European Union…, e circondandole di meravigliose cancellature dorate.

Emilio Isgrò, Brexit, 2026, Fondazione Emilio Isgrò
Un lavoro magnifico di collaborazione tra il Consolato Generale d’Italia a Londra, la Fondazione e Archivio Emilio Isgrò e la Estorick Collection of Modern Italian Art. Curatrice della mostra è la direttrice di quest’ultima Roberta Cremoncini, e non va persa.
Emilio Isgrò – “Erasing to Create”, Estorick Collection of Modern Italian Art, London, fino al 6 settembre 2026


