Da Basilico a Pusch: la fabbrica e la fotografia (a Pavia)

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Conto alla rovescia per il finissage pavese di “Esplorazioni di fabbriche”, mostra che accosta i bianchi e i neri architettonici di Gabriele Basilico alla pittura “industriale” dell’architetto e artista Günter Pusch. Una fitta assonanza, più che un dialogo. Da un’idea di Stay On Board Gallery

Indice

Fotografia e architettura. Due arti speculari, come il canto e la poesia. Le celebra Esplorazioni di fabbriche, mostra di Stay On Board Gallery a cura di Nicola Bigliardi, al Broletto di Pavia. Il curatore mette in dialogo le ricerche del fotografo Gabriele Basilico (Milano, 1944-2013) e dell’architetto-artista nter Pusch (Landshut, 1962). Un accostamento che nasce dal loro comune amore per la fabbrica, intesa come luogo produttivo e dell’umano. La fabbrica vista come cattedrale del lavoro, di lavori passati, in ottica di rinascita e rivisitazione. 

Gabriele Basilico e Günter Pusch: un esperimento di luce e di forme

La mostra nasce con l’intento di raccontare due esplorazioni artistiche affini, benché non determinate da un incontro avvenuto nella realtà fisica delle cose. Push e Basilico infatti non si sono mai conosciuti, se non nell’intimo della loro comune fascinazione per la fabbrica.

Alle pareti degli spazi del Broletto, anche la celebre serie delle acciaierie Falck di Basilico in prestito dal Comune di Sesto San Giovanni. Ma non solo. Il pubblico può deliziarsi ammirando la purezza della fotografia urbana di Gabriele Basilico, essa stessa luogo in cui la luce plasma forme, consistenze, materie, superfici. La mistica degli spazi industriali cui il fotografo milanese ha abituato i suoi estimatori funge da cassa di risonanza per la pittura silenziosa e geometrica dell’artista bavarese. I colori freddi delle sue tele a tratti riverberano di cromatismi più tiepidi, luminosi, controcanto affine e complementare all’opera di Basilico.

Le opere di Basilico in mostra inEsplorazioni di fabbriche sono 25, tutte realizzate nel 1999 alle Acciaierie Falck di Sesto San Giovanni. È un prestito che si giova della collaborazione con il Comune di Sesto S. Giovanni (MI).

“Riscoprire la bellezza di ciò che la società considera inutile”

Le opere di Günter Pusch appartengono invece a diversi cicli pittorici. La scelta del capoluogo pavese non è casuale. È infatti a Pavia che l’artista bavarese (correva l’anno 2000) subisce per la prima volta la fascinazione delle cosiddette “cattedrali dell’industria”, poi di frequente divenute simbolo di rinascite e riqualificazioni urbane.

In quel momento Pusch percepisce l’esistenza e l’intensità dello scambio incessante tra natura e tecnica. Una nuova consapevolezza artistiche che consentirà alla sua sensibilità di ritrarre “gli ultimi istanti di vita” di diverse fabbriche. Le più note: Neca, Snia Viscosa, Necchi.E poi la stessa Falck. Fabbriche a Milano, a Torino. E anche all’estero, con le opere dedicate a Stalwerk,Phoenix, Motofides. Tutti redivivi teatri di sperimentazioni sulla forma e sul colore.

«Esplorazioni di fabbriche invita il visitatore ad andare oltre il visibile, oltre la realtà contingente, per riscoprire la bellezza in ciò che la società considera inutile», afferma il curatore Nicola Bigliardi. «Le loro immagini si trasformano così in racconti di vita passata e presente, in memorie vive di un mondo in continua trasformazione», prosegue. «Sono racconti di vita e del passato. Esplorazioni di un presente, in perenne cambiamento». 

Un omaggio alla rigenerazione urbana

Il progetto espositivo di Stay On Board Gallery di Clelia Di Serio ha preso vita grazie alla collaborazione con l’Archivio Gabriele Basilico. L’Assessorato alla Cultura del Comune di Paviaha scelto di darvi spazio, mettendo a disposizione gli spazi del Palazzo del Broletto – articolazione dei Musei Civici preposta alla valorizzazione dell’arte contemporanea. Nelle parole del sindaco, Mario Fabrizio Fracassi: «Un altro importante appuntamento di arte contemporanea a Pavia. La mostra, che vede le foto di Gabriele Basilico confrontarsi con efficacia con l’opera di Pusch, è occasione preziosa per vedere, o rivedere, un racconto per immagini di grande forza evocativa, capace di suscitare interessanti interrogativi sul futuro delle città e sugli imprescindibili processi di rigenerazione urbana che coinvolgono luoghi, spazi e persone». La mostra si avvale anche della collaborazione sul recupero di archivio dell’Associazione no-profit All Art Contemporary di Reggio Emilia. Visitabile fino al 14 luglio 2024, salvo proroghe.

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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