Fine giugno in Lambretta: tesori a due e quattro ruote da Art-Rite

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Dal quartiere di Lambrate (dal quale prende il nome) e da un’idea dell’industriale Ferdinando Innocenti nasce uno dei miti del made in Italy, protagonista di una speciale asta da Art-Rite, insieme con alcune pregevoli auto da collezione. Fra cui una antica 500 ritrovata sotto a un melo

Indice

Le ruote si amano tutte, non solo quando sono quattro. Potrebbe essere questa la sintesi dell’asta che la casa Art-Rite terrà sabato 29 giugno 2024 a Palazzo Biandrà in quel di Milano. La vendita proporrà infatti un nucleo di selezionatissimi lotti (solo 19) tra auto e scooter.

Tutte le foto del presente articolo sono cortesia di Art-Rite

A spiccare, una magnifica collezione di Lambretta, «unica, perché completa», spiega l’esperto e presidente del Lambretta Club Milano Giorgio Dalle Nogare, che ha collaborato all’organizzazione della vendita.

Un omaggio a una creazione dell’inventiva italiana e al quartiere milanese di Lambrate, in cui questa motoretta nacque.

La Lambretta in asta, icona del made in Italy e simbolo di rinascita

Erano i primi anni ’50, e per le redivive strade milanesi iniziava a vedersi girare un curioso due ruote con la “carrozzeria scoperta”, ispirato agli scooter americani. Quel curioso motorino altro non era che la Lambretta, recente invenzione dell’industriale Ferdinando Innocenti, che nel secondo dopoguerra percepisce la necessità per i cittadini di avere a disposizione un mezzo di locomozione privato leggero ed economico. Innocenti attinge alla sua esperienza legata alla produzione di tubi d’acciaio e crea inconsapevolmente una delle icone della milanesità e soprattutto del made in Italy.

Oggi la milanese Art-Rite festeggia l’arrivo dell’estate proponendo in asta nove esemplari di quell’oggetto di culto, la raccolta completa di Lambretta dalla A alla F, ovvero l’intera prima serie prodotta tra il 1948 e 1955. Si tratta di otto 125, tra cui la prima Lambretta A. Tutte sono state sapientemente restaurate e poi mai più utilizzate. Per i veri collezionisti vi è inoltre un’autentica delizia: un modello 150 in condizioni originali, mai restaurato, con tutti i componenti originali, con stime che vanno dai 3.000 ai 20.000 euro.

Passioni in edizione limitata per gli alfisti (e i lotti più costosi)

Tra le auto spicca un’Alfa Romeo 4C Club Italia, una delle sole quindici prodotte al mondo (lotto 19, stima: 250.000 – 300.000). Fra i lotti blue chip, anche una Lancia Aurelia B20 GT immacolata e pronta a correre la Mille Miglia (lotto 11, stima: 250.000 – 300.000 euro).

Poi la Porsche 356 Continental, una rara versione del modello 356 prodotta per un solo anno per il mercato americano su suggerimento di Max Hoffman, importatore americano della Porsche (lotto 10, stima: 184.000 – 210.000 euro).

Non solo Lambretta in asta: una Fiat 500 Jolly ritrovata sotto un albero di melo

La storia ha dell’incredibile (ma non è inusuale nel mondo delle auto classiche). La piccola Fiat 500 Jolly in catalogo, una trasformazione dell’epoca, fu ritrovata sotto un albero di mele e riportata alle condizioni originali da uno dei migliori restauratori di 500 in Italia. Si sta parlando di Legend Car di Brescia. Il lotto è il numero 16, con la stima di 40.000 – 45.000 euro.

Un’altra chicca del genere è la rara 500 Francis Lombardi trasformabile, un’elaborazione semiufficiale degli anni ‘70 della classica Fiat 500 (lotto 15, stima: 10.000 – 15.000 euro).

Non mancano le Ferrari

Due le Ferrari a offerte: una 308 GTSi molto ben tenuta dal primo proprietario, un appassionato romano. Per tutti gli amanti della provenienza degli oggetti da collezione, l’auto conserva ancora oggi la sua targa Roma (lotto 17, stima: 110.000 – 130.000 euro).

Lotto 17, 1982, Ferrari 308 GTSi, Telaio num. ZFFHA01B000043019

L’altro esemplare del cavallino rampante è una 360 Modena Spider (lotto 18, stima: € 120.000 – 150.000).

Lotto 18 2002, Ferrari 360 Modena Spider, Telaio num. ZFFYT53B000129232

La Isetta (che era italiana)

La selezione passa poi alla piccola BMW Isetta, finemente restaurata (lotto 12, stima: 30.000 – 50.000 euro). Forse non tutti sanno che la tenera Isetta nasce italiana, anch’essa – metà moto, metà auto – nata nel secondo dopoguerra per intercettare la domanda di mobilità personale a buon mercato.

Lotto 12, 1958, Bmw Isetta 300, Telaio num. 513843

In memoria di Tazio Nuvolari

A chiudere la selezione, un pezzo della mitologia della nostra storia automobilistica: la Cisitalia 850 Spyder, piccola e veloce spider che raggiunge i 160 km/h. Questo è l’ultimo modello prodotto dalla gloriosa casa torinese, sorta nel 1939 e famosa su vari campi di gara, anche grazie all’indimenticabile pilota Tazio Nuvolari (lotto 13, stima: 50.000 – 70.000 euro).

Lotto 13, 1963 Cisitalia 850, Spyder, Telaio num.119227

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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