Ecco come cambia il ruolo del gestore patrimoniale

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Un uomo in giacca e cravatta posa su uno sfondo chiaro e semplice. Ha i capelli corti e un'espressione neutra, che guarda direttamente verso la macchina fotografica. La foto è in bianco e nero.

Patrimoni complessi e globali impongono un cambio di passo: il gestore diventa regista tra advisor, tecnologie e strutture sofisticate

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Nella gestione patrimoniale delle grandi famiglie italiane, costruire portafogli efficienti non basta più: serve saper navigare strutture giuridiche articolate, contesti fiscali multi-giurisdizionali e sensibilità generazionali in mutazione. Claudio Barberis, Responsabile delle Gestioni Patrimoniali di Kairos Partners SGR, racconta come una boutique possa dialogare con i family office, nell’era degli investimenti alternativi, della trasparenza e di mercati frammentati.

Come si adatta oggi la gestione discrezionale ai patrimoni multigenerazionali con strutture complesse e internazionali?

Quando parliamo di patrimoni importanti e complessi, è utile distinguere tra due dimensioni: da un lato la costruzione del portafoglio; dall’altro la struttura patrimoniale nel suo insieme. Sul primo fronte, i clienti hanno accesso a un universo investibile pressoché illimitato, che spazia dalle asset class tradizionali agli alternativi liquidi e illiquidi. Questo richiede ai gestori un’estensione progressiva del loro perimetro operativo e il saper garantire standard qualitativi di livello istituzionale. È un’offerta sistemica di prodotto, servizio, supporto, monitoraggio e risk management. Per quanto riguarda invece la “scatola” giuridica e fiscale in cui si colloca il patrimonio, la parola chiave è flessibilità. Occorre sapersi adattare a strutture sofisticate e multi-giurisdizionali, in cui il servizio viene erogato tramite canali complessi: conti presso banche terze, polizze, strumenti fiduciari. Il gestore deve dialogare con un ecosistema ampio che comprende professionisti legali e fiscali e piattaforme tecnologiche, spesso coordinati dal family office.

Che ruolo giocano oggi i family office?

Negli ultimi anni, in Italia si è verificato un fenomeno importante: la crescita dimensionale dei patrimoni finanziari delle famiglie imprenditoriali come trasformazione di patrimoni, che prima erano solo industriali, a seguito, spesso, della vendita di aziende da parte di imprenditori nati durante il boom economico. Questo ha generato la nascita e lo sviluppo di una vera community di family office, più numerosi, più preparati, più professionali. Sono interlocutori preziosi, perché aiutano le famiglie nella diversificazione, nella selezione dei gestori e nel monitoraggio continuo.

Che ruolo ha il gestore discrezionale nel dialogo con questi ultimi?

Serve mettere a disposizione un team di investimento solido di gestori e risk manager, dotati di esperienza e in grado di offrire una copertura globale dei mercati: in Kairos ce ne sono circa 40. Questo livello di profondità non è sempre presente nei family office, che spesso si occupano di definire le linee guida strategiche ma non eseguono direttamente la gestione. Spetta al gestore dialogare con il family office nella definizione del mandato, per poi gestirlo secondo le proprie competenze e mantenendo aperto il dialogo con l’advisor nel frattempo.

Qual è la principale esigenza nella pianificazione patrimoniale degli HNWI?

Tutte le esigenze – incremento, tutela, passaggio generazionale – sono rilevanti, ma poi spesso tutti i professionisti lavorano con il fine della conservazione del potere d’acquisto del patrimonio nel lungo periodo. Far crescere il patrimonio reale al netto di imposte, costi e inflazione è l’obiettivo primario. Questo implica anche il coinvolgimento delle nuove generazioni, sempre più presenti nei processi decisionali e consapevoli della responsabilità di gestire un’eredità.

Come si concilia l’autonomia gestionale con il dialogo con le strutture terze?

I perimetri vanno definiti in fase iniziale: il family office stabilisce con il gestore il livello di rischio, la geografia, le preferenze e le esclusioni. Da lì, il gestore opera in autonomia nel rispetto del mandato ricevuto. Tuttavia, serve mantenere un’interazione costante con gli advisor, anche grazie a strumenti tecnologici che rendono visibile in tempo reale ogni movimento. In Kairos, consideriamo trasparenza e possibilità di aggiornare il mandato in qualsiasi momento come garanzie fondamentali per il cliente e il suo advisor.

In che modo Kairos propone soluzioni nel mondo degli alternativi?

Kairos ha un DNA legato al mondo degli alternativi fin dalla nascita, a partire dagli hedge fund, che rappresentano ancora oggi una componente fondamentale della nostra offerta. Quindi, l’evoluzione verso altre forme di investimento come il venture capital, gli ELTIF e il real estate è stata naturale. Alcune soluzioni sono gestite direttamente da Kairos; in altri casi, attraverso l’advisory, accompagniamo le famiglie nella selezione di strategie di terzi. L’integrazione con il Gruppo Anima ci ha permesso inoltre di rafforzare l’offerta nel segmento immobiliare e del credito privato, ampliando ulteriormente le opzioni disponibili.

Come affrontate il tema del rischio in un contesto così complesso?

La presenza di advisor e family office rappresenta un valore aggiunto: aiuta a calibrare meglio il livello di rischio realmente tollerato dal cliente. Rispetto al passato, oggi il rischio sistemico non è necessariamente maggiore, ma diverso. Abbiamo vissuto epoche di tassi a zero, crisi bancarie, interventi massicci delle banche centrali. Oggi i rischi sono più frammentati. La chiave è monitorarli con costanza e trasparenza, utilizzando tecnologie avanzate e mantenendo un confronto continuo con tutte le parti coinvolte.

Cosa distingue Kairos dagli altri operatori?

La nostra forza è la prossimità. Siamo una realtà italiana con una struttura solida, capillare e accessibile. Un family office può contattare direttamente i nostri strategist o gestori e ottenere una risposta immediata. Non servono call internazionali con settimane di preavviso. Questa vicinanza è fondamentale oggi e lo sarà ancora di più in futuro, quando le nuove generazioni – ancor più abituate a velocità, immediatezza e personalizzazione – entreranno sempre più in gioco.

Come cambieranno le esigenze in futuro?

La base della gestione resta l’allocazione del capitale verso chi sa farne buon uso, che siano imprese o Stati. Ma il modo cambia: servono tecnologie più veloci, strumenti di analisi più sofisticati, maggiore capacità di elaborazione. Le nuove generazioni sono molto consapevoli: parlano di rischio, di diversificazione, di sostenibilità. Non chiedono solo performance, ma comprensibilità e trasparenza. Ed è su questo che dobbiamo costruire il futuro.

Domande frequenti su Ecco come cambia il ruolo del gestore patrimoniale

Quali sono le sfide principali nella gestione patrimoniale delle grandi famiglie italiane oggi?

Oltre alla costruzione di portafogli efficienti, le sfide includono la navigazione di strutture giuridiche complesse, contesti fiscali multi-giurisdizionali e l'adattamento alle mutevoli sensibilità generazionali. Questo richiede un approccio più olistico rispetto alla sola gestione degli investimenti.

Come si posiziona una boutique come Kairos nel dialogo con i family office?

Kairos si propone come partner in grado di dialogare efficacemente con i family office, specialmente nell'era degli investimenti alternativi, della trasparenza richiesta e dei mercati frammentati. Questo dialogo è fondamentale per offrire soluzioni personalizzate.

Qual è la principale esigenza nella pianificazione patrimoniale degli HNWI (High Net Worth Individuals) secondo l'articolo?

La principale esigenza nella pianificazione patrimoniale degli HNWI va oltre la semplice efficienza dei portafogli. Richiede la capacità di gestire strutture giuridiche articolate e contesti fiscali internazionali, tenendo conto delle dinamiche familiari.

In che modo Kairos affronta il tema degli investimenti alternativi per i propri clienti?

Kairos propone soluzioni specifiche nel mondo degli investimenti alternativi, suggerendo un approccio mirato per integrare queste asset class nei patrimoni complessi. Questo risponde alla crescente domanda di diversificazione e rendimenti potenziali.

Come si concilia l'autonomia gestionale con la necessità di dialogo con strutture terze nel contesto della gestione patrimoniale?

La conciliazione avviene attraverso un dialogo strutturato e trasparente con le strutture terze, come i family office, mantenendo al contempo l'autonomia decisionale del gestore. Questo garantisce un coordinamento efficace delle strategie patrimoniali.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Antonio Murtas

Laureato in Giurisprudenza presso l’Università Bocconi di Milano. Ha scritto per We Wealth di private insurance, asset management, private banking e private markets.

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