Il risiko bancario entra in una nuova fase. Il 10 settembre 2026 l’assemblea straordinaria di Intesa Sanpaolo ha approvato, con il 96,96% dei voti rappresentati, la delega al cda per aumentare il capitale fino a un massimo di 5,7 miliardi di nuove azioni, da utilizzare come componente in titoli del corrispettivo dell’Opas su Mps.
All’assise – che si è riunita a Torino presso il nuovo centro direzionale di Intesa Sanpaolo, hanno partecipato 4.889 titolari del diritto di voto, per complessive 11.296.286.078 azioni, pari al 63,88413% del capitale sociale.
Si tratta di un passaggio decisivo, che consente alla banca guidata da Carlo Messina di proseguire verso l’avvio dell’offerta, che prevede, in caso di adesione integrale, fino a 4,858 miliardi di nuove azioni Intesa, che rappresenterebbero circa il 21,75% del capitale di Intesa post-aumento, oltre a circa 3 miliardi di euro cash.
“L’approvazione dell’aumento di capitale rappresenta un passaggio fondamentale per realizzare l’operazione annunciata lo scorso giugno nei confronti del Monte dei Paschi di Siena e costruire un gruppo ancora più forte, a beneficio di azionisti, clienti, famiglie, territori e dell’Italia nel suo insieme”, ha commentato Messina.
Che poi ha aggiunto: “Mps rappresenta una storia unica nel panorama bancario mondiale. Oltre cinque secoli di storia hanno creato un legame straordinario con Siena, la Toscana, le persone, le imprese e le comunità di questi territori. È un patrimonio di identità, professionalità, relazioni e fiducia che consideriamo un grande valore. vogliamo preservare e valorizzare questa identità e il legame con Siena all’interno di un progetto industriale più ampio, più solido e con maggiori possibilità di crescita”.
I prossimi step dell’Opas Intesa Sanpaolo-Mps
Ma quali sono ora i prossimi passaggi? Dall’esercizio della delega da parte del board alle autorizzazioni, fino al via libera al documento di offerta e al successivo periodo di adesione: ecco le tappe che attendono Intesa Sanpaolo e Mps.
1. Il cda di Intesa deve deliberare l’aumento di capitale
L’assemblea ha dato al cda la facoltà, ma non ha ancora deliberato l’aumento di capitale vero e proprio. Il consiglio dovrà esercitare la delega e deliberare l’aumento di capitale a servizio dell’offerta, definendone i termini nel rispetto della delega approvata dall’assemblea. Questo dovrà avvenire entro il 10 settembre 2027, anche se la stessa Intesa Sanpaolo aveva indicato che la delibera sarà adottata nei più brevi tempi tecnici dopo l’ottenimento delle autorizzazioni preventivi.
2. Arrivano le autorizzazioni regolamentari
Parallelamente al percorso societario, prosegue quello autorizzativo. L’operazione è infatti subordinata all’ottenimento delle autorizzazioni delle autorità competenti e delle altre autorizzazioni necessarie, comprese quelle relative a investimenti esteri (Ide) e Foreign Subsidies Regulation (Fsr). Il completamento di questi passaggi è necessario prima che possa essere finalizzato il percorso verso la pubblicazione del documento di offerta.
3. Consob approva il Documento di offerta
Una volta completato l’iter autorizzativo e deliberato l’aumento di capitale, il documento di offerta potrà essere approvato da Consob e pubblicato.
Questo è il passaggio che trasforma l’operazione annunciata da Intesa Sanpaolo in un’offerta concretamente sottoscrivibile dagli azionisti Mps.
4. Parte il periodo di adesione all’Opas
È il momento decisivo: con la pubblicazione del documento di offerta potrà quindi partire il periodo di adesione all’Offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) rivolta agli azionisti di Mps.
L’offerta prevede 9,091 euro in azioni Intesa + 1 euro cash per ciascuna azione Mps, sulla base dei valori indicati nel documento iniziale, con eventuali aggiustamenti previsti dai termini dell’offerta.
La durata prevista è fra 15 e 40 giorni di Borsa aperta, salvo proroghe.
Sarà in questa fase che gli azionisti di Mps saranno chiamati a decidere se aderire o meno all’offerta e, di conseguenza, si determinerà l’effettivo numero di azioni Mps che confluiranno nell’operazione.
5. Si misura il risultato dell’Opas
Qui arriva il vero punto interrogativo del risiko: quante azioni Mps verranno portate in adesione?
Il livello di adesione sarà infatti uno degli elementi centrali dell’operazione. L’esito dell’offerta determinerà infatti la quantità di azioni Mps che Intesa Sanpaolo riceverà attraverso i conferimenti e, quindi, il numero effettivo di nuove azioni Intesa da emettere.
A seconda della percentuale raggiunta cambieranno quindi gli scenari per Intesa, Mps e anche per il resto del sistema bancario.
6. Eventuale superamento delle soglie e squeeze-out
Se l’adesione sarà sufficientemente elevata da raggiungere le soglie previste dalla normativa, potranno entrare in gioco i meccanismi di acquisto delle azioni residue previsti dal Tuf, compresi quelli collegati all’eventuale squeeze-out. L’esito di questi passaggi avrà quindi delle conseguenze anche sulla permanenza delle azioni Mps sul mercato e, in presenza dei relativi presupposti, sul delisting della banca senese.
L’operazione di Intesa Sanpaolo non finisce con l’Opas
Il percorso non si esaurisce però con l’offerta su Mps. Un ulteriore tassello dell’operazione riguarda infatti il futuro perimetro bancario che risulterà dall’operazione.
“In caso di successo dell’Opas, il progetto prevede il successivo coinvolgimento di Unipol per la creazione del secondo gruppo bancario nel nostro paese, con una forte base azionaria italiana, il mantenimento del marchio Mps e della sede centrale a Rocca Salimbeni, rafforzando ulteriormente il ruolo di Siena”, ha ricordato Messina.
Intesa Sanpaolo ha previsto, nell’ambito degli accordi raggiunti con Unipol, la successiva cessione di un’entità bancaria autonoma comprendente circa 635 filiali Mps, il relativo marchio e gran parte delle strutture e attività centrali necessarie per operare in modo indipendente. Il corrispettivo della cessione è stimato tra 3 e 3,5 miliardi di euro.
Intesa Sanpaolo manterrebbe invece circa 625 filiali Mps, oltre a Mediobanca e al relativo marchio.
La cessione a Unipol è subordinata al perfezionamento dell’Opas e all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni regolamentari. Secondo il calendario iniziale indicato da Intesa Sanpaolo, l’operazione è attesa nel secondo semestre del 2027.
La road map in pillole
Il via libera dell’assemblea del 10 settembre 2026 rappresenta quindi un passaggio importante, ma il percorso verso la conclusione del risiko Intesa-Mps è ancora articolato: aumento di capitale, autorizzazioni, documento di offerta, periodo di adesione e verifica dell’esito dell’Opas saranno i prossimi snodi da seguire.

