Brexit, un decreto per tutelare il sistema finanziario dal No Deal

Livia Caivano
Livia Caivano
27.3.2019
Tempo di lettura: 5'
In vigore dal 27 marzo, il testo disciplina il comportamento di banche, fondi di investimento e assicurazioni inglesi in caso di mancato accordo. Rimangono però lacune sull'attività di vigilanza

Nel caso in cui il Deal venisse approvato questa settimana, il Consiglio Europeo acconsente a una proroga fino al 22 maggio 2019

Senza accordo invece la proroga vale fino al 12 aprile 2019

Obiettivo del ‘decreto Brexit' è la tutela della stabilità del sistema economico, bancario,  finanziario  e  assicurativo italiano. E di conseguenza l'integrita' dei mercati, degli  investitori e della clientela nel caso di mancata ratifica  da parte del Regno Unito dell'accordo per  il  recesso dall'Unione Europea.

Il focus è sulle società aventi sede legale in Uk ma operanti in Italia e sui soggetti italiani operanti nel Regno Unito.

Banche e società di investimento


Garantito un periodo di transizione di 18 mesi a partire dal giorno di uscita effettiva. Le banche inglesi potranno continuare a svolgere la loro attività sul territorio italiano per questo lasso di tempo, previa notifica a Banca d'Italia e comunicazione ai clienti. Nel caso dei conti correnti, sarà possibile proseguire le attività per i contratti già in essere ma non sarà consentito concluderne di nuovi fino a quando non saranno concluse le pratiche per la richiesta di attività finanziaria sul territorio italiano per Paesi extra-europei. Per quelle che vorranno aderire al sistema italiano di tutela dei depositi, potranno farlo entro tre mesi.

Il termine di transizione si accorcia per le società di investimento: in questo caso i rapporti con la clientela vanno chiusi entro 6 mesi da Brexit e non sarà possibile chiudere nuovi contratti (né ovviamente rinnovare i rapporti già in essere). Gli istituti bancari e gli intermediari che hanno invece sede legale in Italia ma che operano anche in Gran Bretagna, potranno proseguire ad operare per 18 mesi previa notifica alle autorità competenti. Andranno avviate almeno un anno prima le pratiche per poter restare nel Regno Unito.

Assicurazioni


Anche in questo caso la proroga è di 18 mesi, per la gestione dei contratti già esistenti, previa comunicazione all'Ivass ma non è specificato se vadano risolti o meno. Il problema non si pone per le assicurazioni che abbiano deciso di spostare la sede legale in un Paese membro dell'Unione Europea.

Vigilanza


Fino ad oggi l'attività di sorveglianza sulle attività del sistema bancario sono state omogeneamente gestite dalle autorità europee come Bce, Esma e Eiopa. Non è infatti chiaro a chi spetterà la vigilanza una volta definitivamente conclusa l'operazione Brexit.

 

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