UniCredit, sostenibilità nei bond ma non nei fatti

Livia Caivano
Livia Caivano
23.7.2019
Tempo di lettura: 3'
L'istituto guidato da Jean Pierre Mustier lancia il suo primo minibond a impatto sociale. Ma non si placano le voci sul possibile taglio a 10mila posti di lavoro

UniCredit ha sottoscritto un prestito obbligazionario da 5 milioni di euro emesso dalla Codess Sociale Onlus

Si tratta di un prestito obbligazionario, non convertibile, non subordinato e della durata di sette anni

Nella giornata del 22 luglio però Bloomberg ha pubblicato indiscrezioni secondo le quali dopo il licenziamento di cinque mila dipendenti del 2011, sarebbero in arrivo altri tagli. Specie in Italia

Jean Pierre Mustier rassicura i dipendenti in una lettera: "Ogni evoluzione del gruppo sarà gestita attraverso il prepensionamento e in modo socialmente responsabile e in linea con le rappresentanze dei lavoratori del gruppo".

Proseguono i rumors sui presunti esuberi che UniCredit avrebbe in programma per il piano di tagli ai costi operativi ma nel frattempo, la banca annuncia la sottoscrizione del suo primo minibond a scopo sociale. L'istituto ha infatti sottoscritto un prestito obbligazionario da cinque milioni di euro, emesso dalla Codess Sociale Onlus, cooperativa sociale attiva dal 1979 con sede a Padova, operante nella gestione dei servizi socio assistenziali, socio sanitari ed educativi in tutta Italia.

Il minibond a impatto sociale


Il prestito obbligazionario, non convertibile, non subordinato e della durata di 7 anni, è il primo minibond a impatto sociale sottoscritto da UniCredit, attraverso l'iniziativa Social Impact Banking. I fondi raccolti andranno a supportare l'ampliamento e la costruzione di strutture residenziali per l'accoglienza di anziani non autosufficienti e la riqualificazione energetica di un centro per l'infanzia gestiti dalla cooperativa.

L'operazione ha una portata innovativa mai sperimentata prima nel nostro Paese, commenta il co-ceo dell'Italia Andrea Casini. UniCredit, è riuscita “a fornire una risposta concreta e su misura tarando un strumento finanziario innovativo come il minibond sulle specifiche e complesse esigenze di un soggetto per sua natura molto attento agli aspetti sociali e di sostenibilità della propria azione”.

Il programma Social Impact Banking, lanciato l'anno scorso, ha portato 72,9 milioni di euro di finanziamenti a impatto approvati, di cui 47,8 milioni di euro erogati e la realizzazione di 2.050 prestiti di microcredito.

Il nuovo piano di tagli firmato Mustier


Dopo Deutche Bank, anche in casa UniCredit si parla di esuberi. Secondo quanto riportato da Bloomberg, l'istituto guidato da Jean Pierre Mustier starebbe considerando migliaia di tagli di posti di lavoro in funzione di una riduzione dei costi operativi, che nelle scorse settimane ha coinvolto anche la dismissione della quota azionaria in FinecoBank. Le fonti citate dall'agenzia di stampa sostengono che la banca italiana avrebbe in mente il taglio di 10mila posti di lavoro, ma che i numeri definitivi sarebbero in fase di revisione e che potrebbero essere più bassi. I licenziamenti riguarderebbero il personale in Italia, dove l'azienda ha il maggior numero di dipendenti, ma anche altri Paesi. L'idea sarebbe quella di ridurre le spese operative fino al 10%. L'ad in una lettera ai dipendenti ridimensiona la portata dei rumors: "Non commentiamo mai le voci o le speculazioni, ma vorrei darvi alcune informazioni di contesto in modo che non andiate in vacanza con queste voci in mente. Siamo nelle prime fasi di sviluppo del nostro nuovo piano quadriennale di gruppo. Il piano sarà finalizzato il prossimo novembre e sarà presentato a voi e ai nostri investitori il 3 dicembre. Come ho commentato in una recente intervista - prosegue Mustier - nel nuovo piano, lavoreremo ancor di più sulla trasformazione di UniCredit. L'efficienza deriverà principalmente dall'ottimizzazione delle attività, semplificando i nostri processi e la nostra gamma di prodotti attraverso l'automazione e la digitalizzazione. Questa sarà una leva fondamentale in un contesto di debole crescita economica e di tassi negativi che ci aspettiamo per i prossimi anni in Europa. Tutte le banche europee stanno affrontando questa sfida e i suoi effetti. In UniCredit, ogni evoluzione del gruppo e di tutte le nostre banche sarà gestita attraverso il prepensionamento e, come sempre, in modo socialmente responsabile e in linea con le rappresentanze dei lavoratori del gruppo".

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