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Vino d’annata: investimento edonistico e redditizio

31 Maggio 2019 · Maddalena Liccione · 5 min

  • Un investimento silenzioso e di lungo termine

  • Spesso molte aziende vinicole rinomate finiscono in mano di toreri, calciatori o artisti

  • Il grande svantaggio è l’illiquidità di questo mercato

Comprare vini è come investire in una startup: hai bisogno di 10 anni per vedere rendimenti significativi. Le forme di investimento sono molteplici e redditizie ma occorre munirsi di pazienza

Il vino viene prodotto e consumato sin dal Neolitico, ma negli ultimi anni l’attenzione però viene rivolta ai “fine wine”, vini rari ed eccellenti la cui principale caratteristica è la non replicabilità: le condizioni climatiche e i metodi di maturazione utilizzati dall’enologo sono unici ogni volta, ed è proprio qui che si genera l’alpha di questo prodotto. Altra caratteristica fondamentale del vino d’annata è che si può collezionare. Si tratta di un vero e proprio real asset – che in condizioni ideali di conservazione – aumenta il suo prezzo con il passare del tempo, come le opere d’arte. “Se il semplice passare del tempo ne fa aumentare il prezzo, vuol dire che si tratta di un investimento silenzioso e di lungo termine, quindi il problema non è il vino in sè, ma dove e come investire in esso”, spiega Fernando Cortiñas, professore associato presso l’IE Business School.

Comprare bottiglie

“Ci sono varie alternative: la prima è quella di investire comprando bottiglie e aspettare poi che il vino invecchi”. Comprare vini rari è come investire in una startup: hai bisogno di 10 anni per vedere rendimenti significativi. Ma a differenza di una startup, il vino è molto più redditizio. Negli ultimi anni gli investimenti dedicati al vino hanno sovraperformato ogni altro tipo di investimento finanziario. Negli ultimi 15 anni, secondo l’ultima valutazione della società inglese Liv-Ex (che analizza domanda e offerta dei vini di qualità), i collezionisti di vino hanno guadagnato più di chi ha investito in Borsa. In particolare, il Liv-Ex 100 ed il Liv-Ex 1000 dal 2004 al 31 dicembre scorso sono cresciuti rispettivamente del 213% e del 258%, contro un 144% dello Standard & Poor’s 500 di Wall Street e il 59,2% dell’indice Ftse 100 londinese.

CONFRONTO TRA I RENDIMENTI: VINI VS BORSA

“Questa opzione è la più accessibile (nel senso che si possono spendere dai 50 euro al milione e mezzo per una bottiglia) ma è anche la meno raccomandabile per tre ragioni: bisogna avere una grande conoscenza dei vini, bisogna tenerli in ottime condizioni e ci troviamo in un mercato senza liquidità”, sottolinea Cortiñas.

Comprare azioni

Un’altra possibilità è quella di acquistare azioni di società che producono o distribuiscono vino: Barón de Ley (Spagna), Diageo (Regno Unito), Pernod Ricard (Francia) o Treasury Wine Estates (Australia), solo per citarne alcune. In questo caso il problema è scegliere in quale azienda investire. La cosa più semplice è comprare direttamente un fondo di investimento che investe in questo tipo di società. Il più noto è March International Vini Catena, che ha le azioni citate in precedenza e un rendimento crescente nel tempo.

Comprare rinomate aziende vinicole

“La migliore alternativa per investire in vino? Puntare sul settore del luxury”. Per il professore Cortiñas, bisogna puntare su un brand conosciuto, come nel caso di Louis Vuitton. Il lusso, di cui il vino non è una eccezione ha sovraperformato costantemente i mercati negli ultimi 10 anni. Tutti sanno che Louis Vuitton è un vero e proprio impero all’interno del quale ci sono, oltre a brand di moda, molte delle più importanti aziende vinicole del mondo. Ad esempio la divisione di vini e liquori guidata da Moët e Hennessy ha gioielli in formato liquido non solo per la sua indiscutibile qualità, ma anche per il suo prezzo. Ci sono poi il Don Perignon Rose, l’Hennesy XO, Château Cheval Blanc (a seconda dell’annata, una bottiglia di questo 1 ° Grand Cru Classé può superare i 200.000 € all’asta). “Non stupisce, quindi, che spesso molte aziende vinicole rinomate finiscano in mano di toreri, calciatori o artisti”, spiega l’esperto. Il fatto di avere una cantina da prestigio, è fashion. In questo senso si tratta di un investimento edonistico. Per molti, come il direttore di cinema Francis Ford Coppola è più un passatempo che un vero e proprio business”.

Fondi alternativi che investono in fine wine

“Il grande svantaggio dell’investimento in vino, soprattutto se si parla di fine wine, è l’illiquidità del mercato. Pertanto la migliore soluzione è investire in un fondo in cui si delega ad esperti tutta la gestione degli investimenti in un bene che non sempre si conosce bene e con l’ulteriore vantaggio di diversificare tra una moltitudine di varietà di vini”. Tra i fondi alternativi che investono in vini d’annata troviamo il WineSourceFund, che ha ha reso oltre il 30% netto agli investitori sin dal lancio nel settembre 2012, con una sovraperformance significativa rispetto ai principali concorrenti e gli indici di riferimento.

ANDAMENTO DEL WINESOURCEFUND

C’è poi The Wine Investment Fund, un fondo che nel corso degli anni, ha prodotto ottimi risultati. L’unico scopo di The Wine Investment Fund è quello di acquistare vino che abbia il potenziale per conseguire un rendimento elevato e fornire rendimenti assoluti. Ecco perché i gestori scelgono prevalentemente i vini dei migliori Bordeaux Châteaux. Il VintHedge Italian Wine Growth Fund è un fondo che investe direttamente in vini pregiati italiani e mira a generare una absolute (extra) performance con una scelta di bottiglie eccellenti, cercando di beneficiarsi della crescente domanda di vini italiani nel mondo. La strategia di The Bottled Asset Fund è focalizzata sulla valorizzazione dei suoi esclusivi rapporti sul mercato vinicolo italiano per acquisire direttamente dai produttori i vini Premium italiani a prezzi vantaggiosi e in quantità appropriarte. Il portafoglio BAF è diversificato tra blue chips italiane, premier Champagne, premier Borgogna, selezionati produttori di Spagna, Germania, Austria e First Growth Bordeaux.

Maddalena Liccione
Maddalena Liccione
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