A maggio c’è stata l’asta di orologi con l’incasso più alto di sempre e un Patek Philippe ha superato i 10 milioni

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Asta Phillips con banditore, assistenti, pubblico e proiezione di prezzi e orologio di lusso.

La casa d’aste Phillips ha suggellato a Ginevra una due giorni di vendite di segnatempo vintage impensabile a inizio millennio: il fatturato ha superato i 96 milioni di dollari; oltre 15 lotti hanno superato il milione. È stato poi aggiudicato il secondo Patek Philippe più caro della storia, e qualcuno si è portato a casa un orologio che fu donato a Charles De Gaulle

Indice

L’asta di orologi con l’incasso più alto della storia

La due giorni d’asta di Phillips orologi del 9 e 10 maggio 2026 a Ginevra ha messo a segno l’incasso più alto della storia (fin qui). La The Geneva Watch Auction: XXIII ha infatti fatturato da sola 74,8 milioni di franchi svizzeri, equivalenti a 96,3 milioni di dollari, importo che «30 anni fa sarebbe stato impensabile anche solo come fatturato annuo di un dipartimento orologi di casa d’aste», osservano Aurel Bacs e Livia Russo, consulenti senior della casa d’aste.

Un Patek Philippe da oltre 10 milioni di dollari

Gli orologi venduti sono stati 224, a fronte dei 225 offerti: il lettore si diverta a fare la media, scoprendo se con la cifra può comprare un bilocale in centro a Milano oppure una villa in provincia. Il martelletto di Aurel Bacs ha battuto la bellezza di 43 record, ma uno su tutti fa rumore: il Patek Philippe ref. 2523 “South America”, orologio da polso della serie “Ore del Mondo”, per 7.961.000 franchi svizzeri / 10.247.000 dollari, stabilendo il prezzo record mondiale per questa referenza.

Orologio da polso dorato con cinturino marrone, quadrante con nomi di città e mappa colorata.

È inoltre il secondo Patek Philippe vintage e il terzo orologio da polso vintage di sempre a superare i 10 milioni di dollari in asta, tutti passati sotto il martelletto di Phillips. In pochi avrebbero scommesso che un altro Patek Philippe vintage avrebbe superato i 10 milioni di dollari, a sei mesi esatti dal record pazzesco del Patek Philippe ref. 1518 in acciaio dello scorso novembre.

Primo piano di un orologio Patek Philippe con indicatore delle ore e nomi di città.

Considerato da molti collezionisti uno degli orologi-trofeo per eccellenza, la referenza 2523 a doppia corona, in oro giallo 18 carati, presenta uno straordinario quadrante in smalto cloisonné policromo, in questo caso raffigurante una mappa del Sud America. A influire sulla quotazione, il fatto che sia uno dei soli due esemplari noti e che era apparso in asta pubblica una sola volta, nel lontano 1988.

Molti orologi hanno superato il milione

Nel complesso, 14 lotti hanno superato la soglia di 1 milione di franchi svizzeri (il numero sale se si considera l’equivalente in dollari). Di mercato «non solo in salute, ma affamato» hanno parlato Alexandre Ghotbi, vice presidente e capo degli orologi per Europa e Medio Oriente, e Tiffany To, specialista internazionale senior e responsabile delle vendite: «Affamato di rilevanza, maestria artigianale, qualità senza compromessi».

Sempre nell’ordine di diversi milioni, un rarissimo Patek Philippe ref. 6002G-010 Sky Moon Tourbillon, con ripetizione minuti a cattedrale e calendario perpetuo in oro bianco 18 carati, appena dissigillato, ha raggiunto 3.242.000 franchi svizzeri (4.172.454 dollari).

Orologio Patek Philippe con cinturino in pelle marrone, quadrante nero decorato e cassa in metallo lavorato.

F.P. Journe era presente in catalogo con nove segnatempo, per un totale di sei record mondiali. A guidare il gruppo è stato il Chronomètre à Résonance “Souscription No. 18” bicolore – uno dei soli tre esemplari Souscription noti in questa configurazione, con cassa in oro rosa e platino e quadrante in oro bianco – che ha raggiunto 4.875.500 franchi svizzeri (6.274.125 dollari).

Orologio da polso F.P. Journe con doppio quadrante, cinturino in pelle nera e sfondo sfumato viola.

Tra gli altri risultati di rilievo figurano il Chronomètre à Résonance “Pisa”, uno dei cinque esemplari esistenti, 2.334.500 franchi svizzeri, e infine l’Octa Chronographe “Straight Côtes de Genève”, 1.714.500 franchi svizzeri.

A guidare la categoria è stato l’Akrivia AK-06 in acciaio inossidabile, che ha raggiunto l’impressionante cifra di 3.000.000 di franchi svizzeri, mentre la Naissance d’une Montre No.1/11 di Greubel Forsey, realizzata in collaborazione con Philippe Dufour e Michel Boulanger, è stata venduta per 1.651.000 franchi svizzeri.

Anche le creazioni prototipo hanno acceso una forte competizione tra gli offerenti: l’Urban Jürgensen Reference 2 “Prototype”, il Lederer Inverto “Prototype 00” con scappamento a impulso centrale e l’Auffret Paris Giverny “Prototype” Blue Train sono tutti saliti ben oltre le centinaia di migliaia di franchi, superando agevolmente le stime massime.

L’insospettabile successo degli orologi da taschino

Addirittura 24 i lotti di orologi da taschino. A guidare la categoria è stato l’unico Louis Richard “Triple Detent Constant Force One Minute Tourbillon Chronometer”, il solo esemplare noto nel suo genere, capace di arrivare a 3.968.000 franchi svizzeri (5.106.816 dollari).

Orologio da tasca dorato con quadrante bianco, numeri romani neri e lancette sottili, con chiave di carica.

Tra gli altri risultati di rilievo figurano un Louis Audemars & Co. “La Royale” Super Complication, 2.516.000 franchi svizzeri; un Agassiz Watch Co. “Victory Watch”, donato a Charles de Gaulle, che ha raggiunto 1.460.500 franchi svizzeri. Inoltre, il Paul Ditisheim “Minute Detent Escapement Tourbillon”, uno degli otto soli tourbillon realizzati dall’orologiaio ed ex detentore del record dell’Osservatorio di Kew, venduto per 1.270.000 franchi svizzeri. Numerosi altri orologi da tasca hanno superato in modo significativo le stime massime, confermando una sotto-tendenza ai livelli più alti del mercato.

Ha fatto la sua gradita comparsa in catalogo anche un Cartier Mystery di qualità museale, in cristallo di rocca, agata, quarzo rosa, nefrite, diamanti e smalto, poi aggiudicato a 1.219.200 franchi svizzeri.

Orologio decorativo con base in madreperla, scultura di drago in pietra chiara e quadrante esagonale con perle e turchesi.
Stacked from 5 images. Method=B (R=4,S=2)

Con 1.092.200 franchi svizzeri (1.405.661 dollari), ha superato il milione anche uno dei cinque Audemars Piguet ref. 5503 con triplo calendario e fasi lunari, in acciaio inossidabile e oro rosa 14 carati.

Da menzionare anche un rarissimo Vacheron Constantin ref. 4764 “Cioccolatone” in oro rosa, con triplo calendario e fasi lunari, 635.000 franchi svizzeri, insieme con il ricercatissimo Patek Philippe Ref. 2499/100, cronografo con calendario perpetuo in oro giallo, 889.000 franchi svizzeri.

Domande frequenti su A maggio c’è stata l’asta di orologi con l’incasso più alto di sempre e un Patek Philippe ha superato i 10 milioni

Qual è stato l'incasso totale dell'asta di orologi menzionata nell'articolo?

L'asta di orologi di Phillips a Ginevra, tenutasi il 9 e 10 maggio 2026, ha generato un incasso totale di 74,8 milioni di franchi svizzeri, equivalenti a 96,3 milioni di dollari, stabilendo un nuovo record storico.

Qual è la particolarità dell'incasso raggiunto dall'asta di orologi?

L'incasso di 96,3 milioni di dollari, realizzato in soli due giorni, è considerato un risultato notevole, tanto che Aurel Bacs e Livia Rus hanno commentato che '30 anni fa sarebbe stato impensabile anche solo come fatturato annuo di un dipartimento orologi di casa d’aste'.

Quale casa d'aste ha organizzato l'asta di orologi?

La casa d'aste Phillips ha organizzato l'asta di orologi a Ginevra.

Quale edizione dell'asta è stata quella con l'incasso record?

L'asta con l'incasso record è stata la The Geneva Watch Auction: XXIII.

Quando si è svolta l'asta di orologi con l'incasso più alto di sempre?

L'asta di orologi si è svolta il 9 e 10 maggio 2026.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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