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Alibaba si prepara per la maxi Ipo a Hong Kong

Alibaba si prepara per la maxi Ipo a Hong Kong

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Francesca Conti
Francesca Conti

13 Giugno 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • La quotazione a New York del 2014 aveva fatto raccogliere ad Alibaba 25 miliardi di dollari. In confronto, Uber si era fermata a 8,1

  • Secondo indiscrezioni di Bloomberg, il gigante asiatico avrebbe già depositato il prospetto per l’operazione

  • L’operazione sarebbe la maggiore alla Borsa di Hong Kong dal 2010 e supererebbe il record messo a segno da Aia Group

Il colosso dell’e-commerce Alibaba prepara le carte per approdare sul listino di Hong Kong. Dopo la maxi quotazione a New York del 2014, la società fondata da Jack Ma è pronta a raccogliere 20 miliardi di dollari

Non si è ancora esaurita l’eco del successo dell’Ipo del 2014 a New York, che il colosso cinese Alibaba si prepara alla doppia quotazione. Questa volta gioca in casa e prova a rastrellare sul listino di Hong Kong 20 miliardi di dollari: l’operazione potrebbe essere la più grande nell’ex colonia britannica dal 2010 e dovrebbe realizzarsi nel terzo trimestre del 2019. Il gigante dell’e-commerce – secondo Bloomberg, che cita fonti vicine al dossier – avrebbe già depositato il prospetto per l’operazione. La procedura scelta per l’Ipo è quella “riservata”, al fine di evitare la diffusione di informazioni finanziarie.

Il colosso del commercio elettronico è già quotato al New York Stock Exchange, dove nel 2014 aveva raccolto 25 miliardi di dollari. Per fare un confronto, l’Ipo di Uber – la più attesa del 2019 – si era fermata a 8,1 miliardi. L’operazione sui listini dell’ex colonia britannica sarebbe la sesta più corposa come collocamento post quotazione e supererebbe il record messo a segno a Hong Kong da Aia Group nel 2010. La quotazione darebbe alla società fondata da Jack Ma una spinta ulteriore per potenziare i propri investimenti tecnologici. Un tema molto caro alla Cina, stretta tra un’economia in rallentamento e tensioni di natura commerciale con gli Stati Uniti.

La quotazione asiatica rientra nel quadro normativo emanato lo scorso anno da Hong Kong per favorire le “compagnie innovative” quotate a New York a Londra e interessate a una seconda quotazione. Sempre secondo Bloomberg, China International Capital Corp e il gruppo Credit Suisse sarebbero stati selezionati come advisor per l’operazione.

L’indiscrezione riportata da Bloomberg ha fatto fatto correre in Borsa le he società finanziate o legate ad Alibaba. La New Huadu Supercenter e Sanjiang Shopping Club, entrambe sostenute dal colosso dell’e-commerce, nella giornata del 13 giugno hanno guadagnato il 10% sui mercati. La Cina TransInfo Technology, di cui Alibaba prenderà una quota del 15%, ha guadagnato fino al 5,4% a Shenzhen. Con questa Ipo, Alibaba potrebbe anche rafforzare i propri servizi di consegna di cibo a domicilio e di viaggi e allo stesso tempo attrarre investitori, magari sottraendoli a rivali come Tencent (il colosso che controlla la app WeChat) e Meituan.

Francesca Conti
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