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Allianz GI, la ricetta per un buon investitore attivo

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Francesca Conti
Francesca Conti

26 Giugno 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Per Allianz GI nei prossimi 10 anni i mercati azionari e obbligazionari statunitensi potrebbero conseguire rendimenti più bassi e mostrare una correlazione inferiore

  • Secondo Allianz GI è fondamentale unire l’alpha al beta, soprattutto perché i rendimenti del beta sono destinati a essere meno elevati e più volatili

  • “Gli investimenti alternativi possono migliorare la performance e i profili di rischio”, spiega Allianz GI

La ricetta di Allianz GI per essere un buon investitore attivo a lungo termine punta su 4 direttive: scegliere un business model e investimenti Esg, bilanciare il rischio, lanciarsi negli alternativi ed essere anticiclici

Cosa significa oggi essere un buon investitore a lungo termine? Scegliere un business model e investimenti più sostenibili, bilanciare il rischio, lanciarsi negli investimenti alternativi ed essere attivi e anticiclici per non lasciarsi sfuggire nessuna opportunità. Questa la ricetta individuata da Allianz Global Investors, basata sui temi principali affrontati nel corso dell’Investment Forum a Francoforte. In un contesto futuro in cui l’asset manager attivo prevede “ulteriore volatilità” è “essenziale dosare opportunismo e lungimiranza” e “con un orizzonte di investimento sufficientemente lungo e un approccio attivo, è possibile posizionarsi al meglio per fronteggiare i diversi contesti di mercato”.

Nonostante la fase avanzata del ciclo economico, le opportunità di investimento non mancano. Secondo Allianz GI, nei prossimi 10 anni i mercati azionari e obbligazionari statunitensi potrebbero conseguire rendimenti più bassi e mostrare una correlazione inferiore. Inoltre, al di fuori degli Stati Uniti, con ogni probabilità i rendimenti obbligazionari saranno contenuti e i rendimenti azionari oscilleranno attorno ai livelli di lungo periodo. È fondamentale unire l’alpha al beta, soprattutto perché i rendimenti del beta sono destinati a essere meno elevati e più volatili. Inoltre, a fronte di previsioni meno rosee per i rendimenti, gli investitori potrebbero riconsiderare l’asset allocation complessiva in base agli obiettivi di lungo periodo.

In quale direzione dovrebbero andare gli investitori? Ecco alcuni spunti suggeriti da Allianz GI:

  • Gli investimenti alternativi possono migliorare la performance e i profili di rischio. Quelliliquidi rappresentano un buon elemento di diversificazione grazie alla correlazione storicamente bassa con azioni e obbligazioni, mentre gli illiquidi possono offrire un buon extra rendimento potenziale (il premio di illiquidità) nelle fasi di tassi di interesse bassi.
  • Gli investimenti che generano reddito possono apportare diversi vantaggi al portafoglio: rendimenti più stabili e prevedibili, ma anche un profilo di rischio più basso. Diversi asset ‘rischiosi’ possono presentare potenzialità di reddito attraenti. Tra questi, le azioni che distribuiscono dividendi, le obbligazioni high yield di qualità elevata (soprattutto statunitensi e asiatiche) e il debito emergente. Gli asset con duration lunga possono rivelarsi una scelta valida anche nel breve periodo, grazie alla loro capacità di copertura dalla volatilità del mercato azionario.
  • La diversificazione a livello di aree geografiche e settori acquisisce crescente importanza. Nel quadro del picco del ciclo dei tassi di interesse, dell’aumento dei timori per l’economia globale e per una guerra commerciale, le valutazioni diventano un fattore più critico. In questo senso Allianz GI intravede interessanti opportunità nell’azionario europeo, emergente e asiatico. Inoltre, nei prossimi anni i rendimenti azionari potrebbero essere più rilevanti rispetto alla crescita degli utili azionari.
  • L’Europa, da qualche tempo trascurata dagli investitori, offre un potenziale significativo, soprattutto alla luce dell’orientamento espansivo della Banca centrale europea. La relativa scarsità di aziende tecnologiche europee leader a livello globale non implica una mancanza di opportunità growth per gli investitori: l’Europa vanta un nutrito gruppo di leader nell’innovazione di prodotti e servizi, e un numero record di start-up di successo in ambito tecnologico. Tuttavia, quest’area geografica potrebbe beneficiare di mercati finanziari più strutturati e di maggiori stimoli fiscali a livello nazionale. Gli investitori dovranno ovviamente fare attenzione alle ripercussioni delle tensioni commerciali e della nuova ‘guerra fredda tecnologica’ sino-americana sull’Unione Europea, ma l’Europa potrebbe anche avere la meglio nella disruption delle value chain.
  • Gli investitori attivi possono prendere in considerazione anche il timing sul mercato. In un mercato volatile e caratterizzato da movimenti laterali, tale strategia può rappresentare una fonte addizionale di rendimento potenziale.
Francesca Conti
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