PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Wealth manager e Hnwi, la digitalizzazione è la chiave

21 Giugno 2019 · Rita Annunziata · 3 min

  • Il 48% dei wealth manager dichiara di trovarsi in difficoltà di fronte alle richieste dei clienti in termini di velocità nell’erogazione dei servizi

  • Il 38% ritiene che bisognerebbe investire di più nell’aggiornamento dei sistemi IT

  • “La tecnologia dovrebbe facilitare una gestione più attiva del portafoglio”, commenta Pierre Bouquieaux di Temenos

Il 48% degli High net worth individuals ritiene che la digitalizzazione sia fondamentale nell’industria del risparmio gestito. Ma come si comportano i wealth manager? Lo spiega un report di Forbes Insight e Temenos

I wealth manager e gli High net worth individuals hanno le idee chiare: la digitalizzazione è un aspetto fondamentale del risparmio gestito. A confermarlo è il report “The Next Generation Wealth Managers: Advancing Services and Personalization with Technology” di Forbes Insight e Temenos, che hanno intervistato 305 alti dirigenti e 105 high net worth individuals. Quello che è emerso è che circa sette wealth manager su dieci credono che le piattaforme virtuali siano fondamentali per migliorare i servizi offerti ai clienti, in netto aumento rispetto al 2016 quando solo un quarto dei gestori aveva risposto allo stesso modo. In particolare, il 38% degli intervistati ritiene che bisognerebbe investire di più nell’aggiornamento dei sistemi IT, al fine di supportare i consulenti nell’affrontare i repentini cambiamenti nelle richieste e nelle esigenze dei clienti.

“La tecnologia – dal punto di vista del cliente – dovrebbe facilitare una gestione più attiva del portafoglio, sbloccare nuove intuizioni attraverso l’analisi predittiva e rivelare opportunità negli investimenti alternativi”, commenta Pierre Bouquieaux, product director of wealth di Temenos.

Secondo il report, sono tre i percorsi di successo che definiranno la prossima generazione di wealth manager:
1. la customer experience, migliorata attraverso i servizi digitali e la personalizzazione
2. i dati e le analisi acquisite attraverso l’intelligenza artificiale
3. i nuovi mercati definiti da investimenti massicci e alternativi e dall’efficienza operativa

A tal proposito, il 64% dei gestori patrimoniali suddivide i propri clienti creando dei profili dettagliati che consentono una personalizzazione in linea con le aspettative degli High net worth individuals. Secondo Gerd Leonhard, consulente per gestori patrimoniali, le preferenze tecnologiche dei clienti dovrebbero essere bilanciate non solo con una corretta esperienza in merito ma anche con un’adeguata comprensione di quelli che sono gli effettivi bisogni dei clienti stessi. “Le persone facoltose sono disposte a pagare per persone davvero intelligenti e simpatiche, e non si allontaneranno da questo solo a causa della tecnologia – commenta Gerd Leonhard – Ma non saranno soddisfatti di un’organizzazione colma di grandi persone, ma completamente indietro su tutto il resto”.

Un aspetto che sembra non sorprendere affatto i wealth manager: il 43% dei gestori patrimoniali, infatti, ritiene che la tecnologia sia lo strumento fondamentale per attirare ingenti masse di clienti. Ciononostante, non mancano le preoccupazioni, di fronte all’incessante innovazione tecnologica e alle conseguenti richieste degli investitori. Il 48% dei wealth manager dichiara di trovarsi in difficoltà di fronte alla velocità nell’erogazione dei servizi pretesa dagli investitori. Timori che dovranno necessariamente essere messi da parte, se si pensa che – come emerge dal report – le nuove tecnologie potrebbero diventare “vitali” nel futuro.

Rita Annunziata
Rita Annunziata
VUOI LEGGERE ALTRI ARTICOLI SU: