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Coronavirus: cosa stanno facendo le big del tech?

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Redazione We Wealth
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14 Aprile 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Google ha donato 856 milioni di dollari e si è concentrato molto sulle piccole e medie imprese e sul settore sanitario

  • Facebook ha donato 248 milioni e ha dato il contributo maggiore ai media e alle piccole e medie imprese

  • Amazon ha donato 98,5 milioni. Micosoft 27,5 milioni e Apple 22 milioni. La mela sta inoltre lavorando assieme a Google per mettere appunto un nuovo sistema di tracciamento dati

Facebook, Google, Amazon e Microsoft stanno contribuendo attivamente a combattere il coronavirus. Insieme hanno donato 1,25 miliardi di dollari alle piccole e medie imprese, al sistema sanitario e al mondo dell’informazione

I big del tech si uniscono per combattere il coronavirus donando 1,25 miliardi di dollari alle piccole impese e al settore sanitario nazionale.

E dunque: Google, Facebook, Amazon, Apple e Microsoft hanno fatto donazioni indirizzata alle piccole e medie imprese, ai media, all’assistenza sanitaria e alla pubblica sicurezza. Ma entriamo nel dettaglio delle mosse di ogni singolo operatore del Web.

Google

La società madre di Google, Alphabet, ha concentrato il proprio sostegno finanziario verso le piccole imprese e i ricercatori sanitari, offrendo milioni di dollari i crediti pubblicitari. E dunque abbiamo per le piccole imprese: 340 milioni di crediti pubblicitari per le piccole imprese, 200 milioni in un fondo di investimento, 20 milioni in crediti pubblicitari per Ong e istituzioni finanziarie per aiutare queste realtà e 15 milioni in sovvenzioni in denaro a organizzazioni no profit per aiutare le Pmi. Per i media Alphabet ha donato 6,5 milioni, proveniente da Google news per supportare il mondo dell’informazione. Per l’assistenza sanitaria e gli ospedali sono stati dati 270 milioni tra contributi pubblicitari e crediti Google cloud per i ricercatori. E infine per i soccorritori sono stati destinati 5 milioni. Google ha anche predisposto la produzione di tre milioni di maschere, oltre che stringere una partnership con Appe per cercare di creare insieme uno strumento sicuro ed efficace per il tracciamento delle persone.

Facebook

Facebook al pari di Google ha dato aiuti alle piccole e medie imprese, al settore dell’informazione, ai soccorritori e al sistema sanitario. E dunque alle Pmi sono stati donati 100 milioni attraverso un programma di sovvenzioni (possono accedervi massimo 30.000 imprese in più di 30 paesi diversi), ai media 103 milioni tra nuovi progetti e sovvenzioni in generale per supportare l’informazione locale, all’assistenza saniaria sono stati dati 25 milioni per aiutare gli operatori in prima linea e ai soccorritori 20 milioni. In totale Facebook ha donato 248 milioni di dollari.

Amazon

Amazon sta diventando fondamentale in questi giorni di blocchi e anche questo colosso del Web ha concentrato gli aiuti: alle Pmi, all’assistenza sanitarie e ai soccorritori. E dunque alla Pmi sono stati donati 6,5 milioni, allocati in un fondo e destinati alle imprese di Seattle. Per l’assistenza sanitaria 20 milioni con il focus sulla ricerca di u nuovo vaccino. E ai soccorritori 72 milioni di donazioni, suddivise in diversi settori. Oltre a questo Amazon ha donato 800 Pc alle scuole pubbliche di Seattle e ha aumentato la retribuzione oraria e degli straordinari degli operai. In totale ha donato 72 milioni

Microsoft

Microsoft si è indirizzata molto sul comparto salute e dunque ha donato 20 milioni all’assistenza sanitaria. Il focus è sempre la ricerca, 6,5 milioni in Cina per lottare contro il coronavirus e un milione ai soccorritori. Oltre a questo la fondazione filantropica di Gates ha versato 100 milioni per finanziare la ricerca sul coronavirus e prevede di aggiungere finanziamenti, nelle prossime settimane, per accelerale lo sviluppo e la produzione dei vaccini.

Apple

Infine troviamo Apple con una donazione di 22 milioni, destinati ai soccorritori (15 milioni) e 7 in Cina per aiutare a combattere il coronavirus. La società ha inoltre donato 20 milioni di mascherine. Insieme a Microsoft hanno contribuito per 2 milioni di dollari al fondo di risposta coronavirus con sede a Seattle che ha raccolto, al momento, 15,7 milioni di donazioni.

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