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Ladies Wealth: tutti i numeri della donna in finanza

18 Novembre 2019 · Gloria Grigolon

Ricchezza, famiglia, investimenti: il binomio donne-finanza è divenuto sempre più centrale nel mondo della gestione del risparmio. Di quali numeri si parla? L'opinione di Andrea di Salle, Responsabile Wealth Management di IWBank Private Investments

Ricchezza, famiglia, investimenti: il binomio donna-finanza è divenuto sempre più centrale nel mondo della gestione del risparmio. Alla luce dei dati in chiaroscuro che evidenziano un mercato a più velocità, Andrea di Salle, Responsabile Wealth Management di IWBank Private Investments, spiega qual è il potenziale ancora inespresso della donna come investitrice, pianificatrice e consulente.

Ricchezza mondiale: il 40% è in mano alle donne

La quota di ricchezza globale in mano alle donne è aumentata in maniera considerevole nel corso del 20° secolo, raggiungendo oggi il 40% del totale. Un dato in crescita se si tiene conto anche delle attività non finanziarie, che costituiscono la metà della ricchezza familiare globale. Ad evidenziarlo è la ricerca Global Wealth Report 2018 (GWR).

Se guardiamo solo a qualche decennio fa, la percentuale è più che raddoppiata ed il trend è in continua crescita. Su questo, a parer mio, hanno inciso diversi fattori che vanno dal cambiamento di ‘status’ all’interno della famiglia -oggi sempre più donne lavorano e fanno le mamme- al maggiore livello di istruzione, che ha permesso alle stesse di emanciparsi sempre di più e di ricoprire posizioni di rilevo in settori che prima erano quasi esclusivamente occupate da uomini.

Risparmio al femminile: il 54% delle donne non investe

Il 54,1% delle donne tra i 18 e i 64 anni non investe i propri risparmi; il 59,8% di esse dichiara di non farlo perché il proprio stipendio si esaurisce nel far fronte alle spese correnti. Secondo le analisi di Valore D per il Museo del risparmio di Torino, in fatto di gestione dei risparmi, la leadership del potere economico resta in mano agli uomini: su un campione di 1030 donne italiane, il 63% del campione ha infatti dichiarato un reddito più basso rispetto alle figure di riferimento maschili. Una disparità reddituale, questa, che porta gli individui di sesso maschile a risparmiare in media di più rispetto al gentil sesso.

Se penso a quando ero bambino, alla mia famiglia e a moltissime altre, la gestione delle spese di casa (alimenti, abbigliamento e arredi) era totalmente demandata a mia madre, mentre tutto il resto (bollette, auto, investimenti finanziari) era di competenza di mio padre. Questo, assieme a quanto detto prima, può aver creato a mio avviso un certo gap di cultura finanziaria, che ha portato le donne ad essere molto più prudenti ed avverse al rischio.

Pianificazione familiare: riguarda il 20% delle donne

Il 74% delle donne si occupa in autonomia della gestione del proprio bilancio familiare. La cifra cala quando si tratta di pianificazione finanziaria: solo il 20% delle “padrone di casa” attua oggi una programmazione d’investimento estesa. E’ quanto emerso dalle rilevazioni della seconda edizione di Agos Monitor (ricerca proposta da Agos con Eumetra Mr su un campione di 1500 individui, di cui 1000 donne).

Credo che la bassa percentuale di donne impegnata nella pianificazione finanziaria sia una diretta conseguenza di quanto detto prima. Esse hanno però due punti di forza a loro favore: l’attitudine al risparmio e la percezione del futuro. Ciò detto, credo che sulla non-pianificazione finanziaria familiare,. A prescindere che si tratti da uomo o donna, incida in generale anche un aspetto psicologico: il fatto che stiamo pianificando per quando non ci saremo più, un’idea dalla quale molti rifuggono.

Consulenti finanziari: le donne sono poco più del 21%

Circa un consulente finanziario su cinque è donna. Secondo quanto riportato dal Bilancio 2018 Ocf, l’Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo dei consulenti finanziari, lo scorso esercizio si è chiuso con 55.335 cf iscritti, abilitati all’offerta fuori sede. Di questi, le donne hanno pesato il 21,4% del totale.; gli uomini, il restante 78,6%.

Paradossalmente, a mio parere, quella del consulente finanziario è la professione che meglio si addice ad una donna, visto che si basa sulla gestione autonoma della propria attività favorendo ad esempio la conciliazione tra lavoro e famiglia. Sono convinto che nei prossimi anni vedremo sempre più donne approcciarsi a questa professione. E, aggiungo, a beneficio di tutti.

 

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