Chat Gpt compie un anno: quattro scenari sull’effetto AI sui mercati

Matilde Sperlinga
29.11.2023
Tempo di lettura: 3'
È ancora troppo presto per sapere se la disruption causata dall’intelligenza artificiale si rivelerà costruttiva o distruttiva, per questo è bene analizzare i vari possibili scenari e conseguenti ripercussioni sui mercati

Negli ultimi 75 anni sono stati vari i macro trend che hanno accompagnato e trascinato con forza il mercato. Quale sarà la stella cometa per i mercati nei prossimi anni? Una candidata forte a prendersi questa responsabilità è l’intelligenza artificiale. A un anno dal suo lancio il 30 novembre 2022, Chat Gpt ha già cambiato la vita e il lavoro di moltissime persone, rendendo di colpo automatiche cose che prima richiedevano molto tempo, come l’attività di correzione bozze.

La diffusione delle nuove tecnologie AI, non solo Chat Gpt, potrebbe essere una chiave determinante per la produttività e la crescita, ma non è detto che i suoi effetti saranno costruttivi, la possibilità di un cambiamento distruttivo è dietro l’angolo se la tecnologia sostituirà la manodopera e i capitali più velocemente rispetto al ritmo con cui possono essere impiegati altrove, generando quindi disoccupazione.




L’utilizzo e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale non è, tuttavia, l’unico fattore da valutare per capire come evolveranno i mercati azionari. Un ruolo fondamentale lo giocherà la dinamica dell’inflazione e quanto ci metterà a tornare stabilmente al 2%.

Beth Beckett, economista di Capital Group, ha costruito quattro possibili scenari che considerano i diversi effetti dell’inflazione e dell’adozione dell’AI, utilizzati come due assi in un grafico. Il risultato sono quattro scenari estremi e molto diversi tra loro, vediamoli insieme dal più al meno probabile.


1° scenario: prevale la disruption costruttiva

Il primo scenario, nonché il più probabile con una probabilità del 33%, è stato nominato 1960/Secondo postguerra. In una simile situazione, il processo tecnologico non solo non genererebbe disoccupazione, ma anzi favorirebbe la manodopera e il mercato dei capitali velocizzando la crescita della produttività. Allo stesso tempo, l’incertezza geopolitica continuerebbe a essere forte, incoraggiando la spesa pubblica in settori come la difesa, rinforzando così anche le filiere. Questo, tuttavia, determinerebbe deficit fiscali più alti, così come un debito pubblico più elevato e una maggiore pressione al rialzo sull’inflazione. In una simile situazione, non troppo lontana da quella in cui ci troviamo già, le banche centrali sarebbero costrette a mantenere una politica economica molto rigida, così da evitare dinamiche di debito insostenibili.

“In una situazione simile – spiega Beckett - ci aspetteremmo multipli azionari compresi tra 20-25x, con opportunità in settori come la difesa, l’automazione, i titoli value e i farmaceutici. I segmenti sottoperformanti potrebbero comprendere i titoli growth, i mercati privati e gli investimenti alternativi”.


2° scenario: nuova era di grande moderazione

Anche nel secondo scenario, che gli esperti stimano ha una probabilità del 29% di diventare realtà, l’adozione dell’AI determinerà una crescita più rapida della produttività, ma una migliore governance globale permetterà anche un allentamento delle tensioni geopolitiche, alleggerendo così le incertezze sul fronte commerciale. Si tratta dello scenario più ottimista, in cui l’ampia capacità di offerta delle economie permetterà all’inflazione di scendere e ai salari reali di alzarsi, aumentando così il tenore di vita.

In un contesto così positivo, “i multipli azionari saranno superiori a 25x e ci aspettiamo un rally generalizzato nei mercati”, spiega l’esperta. I settori che potrebbero soffrire di un simile scenario sarebbero quelli della difesa e dei tipici beni rifugio, come il dollaro Usa e l’oro, mentre emergerebbero interessanti opportunità dall’AI all’immobiliare residenziale, dai titoli growth ai titoli farmaceutici, passando anche per debito sovrano, credito investment grade e high yield.


3° scenario: l’apocalisse passa per le nuove tecnologie

Esiste anche la probabilità che la rivoluzione tecnologica abbia degli effetti negativi, se non addirittura deleteri sul mercato. In uno scenario in cui l’AI fagocita la domanda e il governo decide di scendere in campo per attutire l’impatto sui lavoratori, non può che iniziare un circolo vizioso tra inflazione elevata e spesa pubblica sempre più alta.

Si tratterebbe del contesto peggiore per le valutazioni, infatti i multipli faticherebbero a uscire dall’intervallo 10-15x, mettendo particolarmente in difficoltà i settori del lusso, il debito dei mercati emergenti e la duration. Per fortuna si tratta di uno scenario poco probabile, attestandosi al 25%, ma comunque non il meno probabile in assoluto.


4° scenario: l’AI produce un deserto tech e depressione economica

Nello scenario del ‘Deserto tech’, con solo il 13% di probabilità di diventare realtà, l’AI fagocita la domanda, incentivando una deflazione e una prolungata recessione, se non addirittura una depressione. In una simile situazione, l’intelligenza artificiale prenderebbe il posto dei lavoratori troppo velocemente, senza lasciare tempo per reimpiegarli altrove. I multipli azionari, tuttavia, non sarebbero estremamente negativi, attestandosi in un intervallo 15-20x. “I settori più promettenti sarebbero probabilmente AI, titoli a dividendo, farmaceutici, titoli di Stato e liquidità alla luce del contesto deflazionistico. Meno interessanti sarebbero titoli value, difesa, finanziari, lusso e società fortemente indebitate”, spiega Beckett.


Si tratta di scenari potenziali e agli estremi dello spettro, che quindi non riflettono previsioni sicure per il futuro. L’unica certezza è che la portata e il ritmo dell’innovazione dell’AI è innegabile, sul mercato sono sempre più chiari gli effetti della disruption tecnologica, quindi è meglio riuscire a tenere il passo.



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