Conviventi: come gestire il patrimonio e pianificare la successione

We Wealth
Antonio Murtas
13.7.2022
Tempo di lettura: 3'
Oltre al matrimonio, oggi esistono diverse forme di unione e famiglia. Cosa comporta questo in ottica di pianificazione patrimoniale e successoria? Lo abbiamo chiesto agli esperti di Bâloise Vie International

Il concetto di famiglia oggi si è ampliato, scardinando schemi e paradigmi sociali considerati immutabili da generazioni. La famiglia tradizionale, identificata con il matrimonio tra uomo e donna, è oggi affiancata da nuovi modelli di convivenza, che richiedono risposte nuove anche sul fronte del wealth management, ovvero della gestione del patrimonio. Il private insurance, spiega Giulia Risso, Direttore Private Insurance Italia di Bâloise Vie International, può offrire un prezioso supporto, grazie ai suoi strumenti di pianificazione patrimoniale e successoria.

“Il Gruppo Baloise - spiega Risso - ha affiancato e protetto i suoi clienti nel corso dei suoi quasi 160 anni di storia, sia nel settore vita che danni, sapendo adeguarsi rapidamente ai cambiamenti e alle nuove esigenze”.


La convivenza come nuovo modello di famiglia

In Italia, le forme giuridiche di convivenza riconosciute dall’ordinamento in alternativa al matrimonio sono le unioni civili (riservate alle coppie dello stesso sesso) e la convivenza di fatto (possibile sia per coppie eterosessuali che per coppie omosessuali). I due modelli presentano importanti differenze, soprattutto per quel che riguarda la successione tra conviventi, spiega Risso. Per gli uniti civilmente, infatti, la legge 20 maggio 2016 (c.d. Legge Cirinnà) ha previsto una disciplina equivalente a quella dei coniugi tradizionali. Nel caso della convivenza di fatto, invece, la stessa norma non configura il partner del de cuius né come successore legittimo né come legittimario, privandolo così di qualsiasi diritto ereditario. Questi potrà tutt’al più essere nominato erede in testamento, fermo restando comunque l’ordine individuato dalla legittima. Dal punto di vista fiscale, il convivente di fatto che eredita dovrà versare all’erario l’aliquota successoria dell’8% prevista per i soggetti non legati da vincolo di parentela. Inoltre, nessuna franchigia viene applicata.


Conviventi, nuovi bisogni di tutela

Da qui si deduce come un’efficace pianificazione patrimoniale e successoria deve oggi essere in grado di rispondere alle esigenze di tutela patrimoniali della coppia, a prescindere dalla qualificazione giuridica della loro unione, sopperendo a eventuali lacune del legislatore.


Il vantaggio del private insurance

Tra i diversi strumenti di wealth management capaci di rispondere alle nuove esigenze dei clienti su questo aspetto vi è la polizza vita. Quest’ultima, infatti, da un lato tutela il patrimonio e dall’altro lo trasferisce con agilità secondo il desiderio del contraente. In primo luogo, il contraente può scegliere liberamente il beneficiario, anche tra coloro che sono estranei alle regole successorie. Inoltre, il capitale assicurato non rientra nell’asse ereditario e il suo godimento da parte del beneficiario non è slegato dalle vicende legate alla successione. Costituendo difatti un patrimonio separato rispetto a quello del contraente, la polizza può così fungere da garanzia per operazioni di finanziamento bancario ed è altresì possibile essere affiancata ad altre soluzioni di tutela patrimoniale, come il trust o la società semplice, spesso utilizzate nel private banking.

Le polizze vita, inoltre, possono prevedere tutele aggiuntive a vantaggio del capitale assicurato: di regola infatti, le garanzie caso morte permettono di assorbire le eventuali perdite legate alle fluttuazioni dei mercati. Un esempio? “La polizza Wealth Cover di Baloise Vie Luxembourg può andare anche oltre il 100% del capitale investito, se il cliente desidera maggiore protezione rispetto ai periodi di volatilità”, illustra Risso. Infine, va ricordato che le compagnie di private insurance basate in Lussemburgo e Liechtenstein sono soggette a un rigoroso dovere di segretezza professionale che, pur nel rispetto delle norme europee e internazionali, assicura ai clienti un maggior grado di confidenzialità rispetto ai prodotti distribuiti dalle imprese con sede in altri paesi.

“Di conseguenza - conclude l’esperta - se l’ausilio di una polizza vita è senz’altro molto vantaggioso nell’ambito della pianificazione successoria delle famiglie formate da coppie sposate o unite civilmente, esso diventa assolutamente necessario in caso di coppie semplicemente conviventi, soprattutto in presenza di patrimoni cospicui”.

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