Il wealth management del futuro, tra innovazione e sostenibilità

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Le sfide e le opportunità dell’Innovazione sostenibile nel wealth management sono state le protagoniste della più recente ricerca di Objectway, presentata al Salone del Risparmio 2023. Michele Tanzi, Market Solution Director della società, ne ha illustrato le evidenze più importanti

L’innovazione tecnologica si conferma una priorità per i professionisti del wealth management. Sebbene le turbolenze che hanno caratterizzato i mercati finanziari nel corso del 2022 abbiano causato una contrazione dei profitti per banche e operatori dell’asset e wealth management, lo scorso anno questi ultimi hanno allocato a livello globale oltre 66 miliardi di dollari in investimenti tecnologici, e per il 2023 la spesa IT è destinata a crescere ulteriormente del 9%.
Lo riporta la ricerca “Unlocking opportunity in challenging times: innovation in European financial services” realizzata da Objectway e presentata agli operatori del settore in occasione della conferenzaInnovazione e Sostenibilità: le sfide di oggi e di domani nell’Industria della Finanza”, tenutasi durante l’edizione 2023 del Salone del Risparmio. “In un contesto di mercato sempre più complesso caratterizzato da incremento dei tassi d’interesse, inflazione, aumento dei costi normativi e compressione dei margini – spiega Michele Tanzi, Market Solution Director di Objectway – la tecnologia, l’utilizzo dei dati e la propensione alla sostenibilità si confermano essere fattori abilitanti nell’evoluzione della relazione con i clienti”. Partendo da questa considerazione, vediamo insieme le evidenze della ricerca.

Il nuovo report di Objectway

La ricerca di Objectway, commissionata a GlobalData e presentata in anteprima alla conferenza OWIN23 di Venezia, ha interessato oltre 430 operatori del wealth management in tutto il mondo, di cui 230 in Europa. L’interesse si è focalizzato su tre aree della value chain del wealth management: customer experience, offering evolution e business reconfiguration. “In particolare – racconta Tanzi – abbiamo voluto comprendere il punto di vista dei professionisti e delle aziende sui più importanti trend che stanno caratterizzando il settore del wealth management. Nello specifico, abbiamo voluto capire come essi abbiano risposto e stiano affrontando la sfida di coniugare innovazione e sostenibilità all’interno dei loro processi operativi, delle loro strategie e nella relazione con la propria clientela”.

Cosa si intende per innovazione sostenibile

Prima di capire come gli operatori si stiano rapportando con l’innovazione sostenibile è necessario darne una definizione. “L’innovazione – spiega Tanzi – consiste nell’introduzione di nuovi sistemi e criteri a supporto del business, capaci di combinare le nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, con la componente creativa propria dell’essere umano. Per quanto riguarda il segmento del wealth, l’unione e la sinergia tra tecnologia e fattore umano si rende necessaria per fare fronte all’attuale sfida per il settore: gestire contemporaneamente fattori complessi come cambiamenti demografici, variabili geopolitiche, politiche di tassi e inflazione, passando da un modello centrato sugli asset a un modello centrato sul cliente”.

Affinché l’innovazione sia anche sostenibile, sono inoltre necessari strumenti che consentano di prendere decisioni, valutarne e monitorarne gli effetti e, infine, di adattarne il contenuto in base all’esperienza acquisita. “Il concetto di sostenibilità stesso è variato nel tempo, passando da una dimensione meramente ecologica ad una che comprende anche valori sociali e di governance aziendale“.

Le evidenze della ricerca

La ricerca di Objectway ha mostrato che le organizzazioni nel settore finanziario stanno affrontando con determinazione le sfide dell’innovazione sostenibile, focalizzandosi su diverse aree strategiche. Secondo lo studio, l‘80% degli intervistati sta lavorando o ha lavorato su progetti di modernizzazione delle piattaforme e dei modelli operativi, mentre circa il 40% ha posto primaria attenzione sull’esperienza del cliente. Tuttavia, poco meno del 20% sta perseguendo iniziative di “full spectrum”, cioè progetti integrati che combinano tutte queste aree per creare un’innovazione sostenibile. Più nel dettaglio, le banche universali si concentrano sull’individuazione di partnership con soggetti specializzati, mentre i wealth manager si focalizzano sui canali e sul client lifecycle management. Infine, gli asset manager puntano principalmente alla riconfigurazione del business e all’outsourcing.

In particolare, l’interesse verso quest’ultima attività risulta trasversale tra tutte le categorie di rispondenti, grazie alla possibilità che l’outsourcing offre di ridurre i costi, incrementare la qualità dell’output e migliorare nel contempo l’esperienza dei professionisti e dei clienti stessi. “Automatizzando o esternalizzando i processi più burocratici, i primi possono infatti concentrarsi sul cliente, che può così godere di un servizio sempre più completo e tailor made. Affinché ciò sia possibile deve esserci un completo allineamento tra il mindset dell’operatore e il partner esterno”.

Ancora, per alcuni intervistati innovazione non deve necessariamente significare rivoluzione. Per molti operatori, infatti, innovare può significare rinnovare, ad esempio, adottando nuove piattaforme tecnologiche che soddisfino le esigenze dell’organizzazione. “Tuttavia, affinché innovazione e sostenibilità procedano parallele, è fondamentale mantenere il focus sul cliente e garantire che il cambiamento avvenga a suo vantaggio“. I wealth manager, in particolare, cercano strumenti che consentano loro di comunicare e far percepire al cliente un valore aggiunto tangibile delle scelte sostenibili, oltre alle semplici performance degli strumenti finanziari.

In questo senso, alcuni rispondenti vedono nell’evoluzione normativa un potenziale vantaggio competitivo se gestita correttamente. “Ad esempio, l’implementazione della normativa MiFID II ha portato maggiore trasparenza e rappresentazione dei costi, stimolando la comunicazione del valore al cliente. Allo stesso modo, la normativa sulla sostenibilità sta emergendo come un’opportunità per creare modelli differenzianti che evidenziano il valore (ambientale, sociale e di governance) degli investimenti ESG”.

L’Innovation Diamond di Objectway

L’applicazione del concetto di innovazione sostenibile richiede il massimo impegno e la massima flessibilità, così da sviluppare e proporre soluzioni altamente personalizzate capaci di innovare realmente il modello di business dell’istituzione finanziaria nel senso della sostenibilità, ma sempre partendo dalle sue esigenze e guardando ad esse.
“Questa è la mission verso la quale abbiamo orientato la nostra offerta – spiega Tanzi – abbiamo perciò sviluppato un approccio end to end finalizzato a supportare il nostro cliente in un percorso di innovazione sostenibile. Utilizzando anche i riscontri della nostra ricerca abbiamo elaborato l’Innovation Diamond, un framework che investe gli aspetti della customer experience, dell’evoluzione dell’offerta e della riconfigurazione del business e che li lega al contempo al filo conduttore della sostenibilità del business a lungo termine”.

Nella pratica, il framework si sviluppa a partire dalla fase di creazione dello strategic intent, che viene analizzato secondo gli assi di creazione di valore propri del cliente. Per ciascuno di essi, viene identificato il target in termini di innovazione: trasformazione, evoluzione o adattamento dei modelli e dei servizi. Successivamente, viene elaborato un business innovation case che viene convalidato e implementato dal cliente. “Ciò che rende unico l’approccio di Objectway è la nostra capacità di affiancare i clienti nel lavorare su tutte le aree di creazione del valore e individuare il modo in cui la loro interconnessione genera innovazione sostenibile e risultati di successo per l’azienda e i suoi clienti”, conclude Tanzi.

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