Polizze Unit-Linked, la rinascita del private-insurance

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Il rallentamento dell’economia e la conseguente inversione di marcia delle banche centrali hanno ridotto l’operatività delle polizze vita ramo I e multiramo, accendendo al contempo i riflettori sui vantaggi delle soluzioni unit linked. Scopriamoli insieme agli esperti di Utmost PanEurope

La tanto rapida quanto significativa evoluzione del contesto geo-politico internazionale sta producendo i suoi effetti anche in ambito economico e finanziario, in forte controtendenza rispetto ai principali trend di mercato che hanno dominato gli ultimi anni. Un livello di inflazione a cui non si assisteva da oltre quarant’anni ed il conseguente incremento dei tassi d’interesse ordinati dalle banche centrali che, da negativi, hanno raggiunto oltre il 4% nell’arco di pochi mesi, sono solo alcuni tra gli indicatori più eclatanti di un contesto finanziario fortemente mutato.

“Inevitabilmente – spiega Ugo de Grenet, Head of wealth protection di Utmost PanEurope gli effetti dell’attuale situazione si ripercuotono anche nel mondo della pianificazione patrimoniale e successoria, inducendo clienti ed operatori economici ad indirizzare, ove possibile, le proprie scelte d’investimento verso strumenti più adatti al mutato scenario”. Il nuovo contesto dunque è foriero di una rinnovata attenzione, da parte dei consulenti finanziari e wealth planner, per le polizze vita di tipo unit-linked i cui rendimenti sono direttamente determinati dall’andamento degli attivi finanziari sottostanti e quindi con maggiori capacità, rispetto ai prodotti di ramo I, di poter cogliere le opportunità che offrono i mercati finanziari.

La crisi delle polizze di ramo I e multiramo

Il ritorno alla “normalità” nella politica monetaria, segnato dalla forte riduzione dei programmi di acquisto del debito pubblico da parte delle banche centrali, ed il già ricordato incremento dei tassi di interesse nel tentativo di contrastare la forte inflazione, hanno determinato una brusca battuta d’arresto per le polizze di ramo I e le multiramo, le cui gestioni separate presentano una curva dei rendimenti più lenta a salire rispetto non solo all’inflazione ma anche ai rendimenti delle obbligazioni presenti oggi sul mercato con la conseguenza che le performance delle gestioni separate non sono più attraenti come lo potevano essere in passato.

“Altro indicatore del difficile momento in cui versano le gestioni separate – aggiunge de Grenet – è il fatto che molte delle polizze di ramo I, il cui premio era in molti casi finanziato dal sistema bancario sfruttando i bassi interessi negativi, sono state riscattate in questi ultimi mesi”. La situazione dei tassi si è infatti invertita nel frattempo: i tassi di interesse debitori sono diventati più alti dei rendimenti che le gestioni separate riescono ad offrire, in tal modo causando perdite certe per i clienti.

L’ANIA (Associazione Nazionale delle Imprese di Assicurazione) ha fornito la misura della crisi del ramo I segnalando che, a luglio 2022, il comparto delle gestioni separate registrava minusvalenze latenti per 5,6 miliardi di Euro mentre soltanto sei mesi prima, a dicembre 2021, presentava plusvalenze per oltre 70 miliardi di Euro. Un brusco e significativo calo di appeal per le gestioni separate, che per anni hanno dominato il mercato quale asset in grado di offrire rendimenti netti stabili, benchè estremamente ridotti, a fronte di un rischio ridotto.

La polizza Unit-Linked: un alleato delle gestioni patrimoniali

Contrariamente a quanto avviene per le polizze di ramo I e per le multiramo il nuovo scenario dei tassi in crescita sta creando interessanti opportunità per gli istituti finanziari. “Questi ultimi infatti – spiega Stefano Cortoni Strategic Account Manager di Utmost PanEurope – possono finalmente tornare ad offrire ai propri clienti con grandi patrimoni soluzioni più remunerative e fruttuose. Qualche esempio? Conti deposito, prodotti strutturati e gestioni discrezionali con esposizione a diverse asset class, capaci al contempo di generare valore nel medio periodo.

Nel nuovo scenario che vede il ritorno dell’obbligazionario quale asset class più redditizia rispetto al ramo I, è ragionevole aspettarsi quindi che le polizze unit-linked tornino ad essere il prodotto prediletto di quei clienti interessati a soluzioni finanziariamente efficienti e al contempo in grado di rispondere ad esigenze di pianificazione e protezione nel medio/lungo periodo. Le polizze unit-linked difatti – soprattutto per i clienti con grandi patrimoni – si contraddistinguono da sempre per essere un eccellente strumento di pianificazione successoria che combina i notevoli vantaggi legali e fiscali tipici delle polizze vita, con la flessibilità delle gestioni patrimoniali delegate a gestori terzi.

Con la polizza unit-linked, il prodotto assicurativo cessa di essere considerato esclusivamente uno strumento d’investimento. “Quest’ultimo – aggiunge Cortoni – torna ad essere utilizzato innanzitutto come strumento di pianificazione patrimoniale di medio-lungo periodo: la polizza unit-linked consente infatti di investire efficacemente il premio in una o più linee di gestione a seconda del profilo di rischio e dei bisogni del cliente.

Inoltre, anche dal punto di vista fiscale, le polizze permettono di conseguire importanti vantaggi. In primis la compensazione automatica di plusvalenze e minusvalenze, a cui si aggiunge il differimento dell’imposta di bollo e quella sui capital gain. In secondo luogo, la polizza consente di armonizzare le aliquote sulle plusvalenze realizzate anche sui titoli non armonizzati, beneficiando al contempo della neutralità fiscale in caso di cambio di linee di gestione all’interno della stessa polizza. Infine, esclusivamente per i contratti di diritto irlandese, tali strumenti godono dell’esenzione dell’Iva sui costi del gestore e della banca depositaria.Tutto ciò permette alle unit-Linked di offrire maggiore redditività nel lungo periodo, non solo rispetto alle polizze di ramo I o multiramo ma anche rispetto alle gestioni patrimoniali fuori polizza.

“Alla luce del contesto macroeconomico evidenziato e delle difficoltà che le gestioni separate stanno avendo – concludono gli esperti di Utmost – non c’è dunque da stupirsi se la polizza unit-linked sta tornando ad essere per molti clienti un valido strumento da tenere in considerazione per un’efficace e remunerativa pianificazione del patrimonio nel medio-lungo periodo.

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