Intelligenza artificiale: pronta al decollo o già costretta ad atterrare?

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L’intelligenza artificiale ha acceso il dibattito pubblico con la venuta di ChatGPT e potrebbe rappresentare una nuova rivoluzione tecnologica. Quali grandi opportunità offrirà per gli investitori? E a quali rischi fare invece attenzione?

Il futuro presentato dal film premio Oscar ‘Her’ forse non è più così lontano: come Theodore trova in Samantha, sistema operativo che si basa sull’intelligenza artificiale (AI), una compagna in grado di capire le sue emozioni e accompagnarlo nel suo percorso di crescita, così le continue innovazioni che stanno conquistando il mercato rendono e renderanno l’AI sempre più parte della vita quotidiana. Proprio come accade nel film, “grazie all’iper-personalizzazione, lo sviluppo di nuovi animali domestici o veri e proprio compagni di vita creati con l’intelligenza artificiale non è più solo fantascienza”, afferma Siuchoon Koay, research analyst di Newton Investment Management, società di BNY Mellon Investment Management.

Al via una nuova epoca dello sviluppo tecnologico

Il mondo dell’intelligenza artificiale si sta trasformando a un ritmo mai visto prima e l’impatto che questo cambiamento porta e porterà nelle vite quotidiane sarà imparagonabile a qualunque trasformazione precedente. Il balzo è evidente soprattutto negli ultimi anni: tra il 2018 e il 2022 gli investimenti venture capital in aziende e startup AI sono più che decuplicati, passando da 408 milioni di dollari a 4,5 miliardi di dollari e, stando alle più recenti stime di PitchBook, nel 2023 il mercato globale di AI generativo dovrebbe raggiungere la soglia dei 42,6 miliardi di dollari. Investimenti da record che potrebbero dare il via alla nuova epoca dello sviluppo tecnologico.

Si tratta quindi di una opportunità senza precedenti per gli investitori: “L’AI potrebbe contribuire all’economia globale con centinaia di miliardi di euro in termini di aumento della produttività e di nuovi consumi – e per questo- riteniamo che nei prossimi anni presenterà una miriade di opportunità di investimento”, suggerisce Koay. E se da un lato è vero che è ancora difficile immaginare i modi con cui l’intelligenza artificiale trasformerà le nostre vite, dall’altro le sue potenzialità iniziano ad essere ben chiare.

In tal senso, il 2023 è partito in quarta, con ChapGPT e altre chatbox simili nelle pagine dei giornali, ma come l’AI può cambiare la vita quotidiana?

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale avrà un impatto su tutti i settori: all’inizio passerà dalle case dei consumatori, creando contenuti su misura e a prova di umano, ma poi “l’elaborazione della percezione potrebbe anche aiutare bot e droidi a svolgere lavori ripetitivi, pericolosi o banali, mentre i nuovi strumenti di AI nelle industrie creative potrebbero portare allo sviluppo di nuove forme d’arte. La cosiddetta iper-personalizzazione potrebbe portare allo sviluppo di nuovi animali domestici o compagni per gli esseri umani”, passando anche dall’accelerare e assicurare maggiore accuratezza nelle previsioni meteo al semplificare le ricerche sui crimini, velocizzando, perché no, anche i tempi per ricevere diagnosi.

Una rivoluzione che fa paura

É sempre però fondamentale guardare anche l’altro lato della medaglia, è possibile che una rivoluzione così rapida non porti con sé anche delle problematiche? I primi a porsi questa domanda sono stati proprio gli esperti in questo ambito: dall’Europa dove l’uso di Chatbox come ChatGpt è stato limitato per problemi connessi alla privacy, agli Stati Uniti dove si teme che con un’innovazione così rapida potrebbe essere difficile controllare il prossimo step. A fine aprile è stata pubblicata, addirittura, una lettera aperta, inizialmente sostenuta da mille esperti del settore, che chiedeva di mettere in pausa gli esperimenti sull’AI. Il motivo? “L’AI avanzata potrebbe rappresentare un cambiamento profondo nella storia della vita sulla Terra e dovrebbe essere pianificata e gestita con attenzione e risorse adeguate. Sfortunatamente, questo livello di pianificazione e gestione non sta avvenendo, anche se negli ultimi mesi i laboratori di AI si sono impegnati in una corsa fuori controllo per sviluppare e impiegare menti digitali sempre più potenti che nessuno – nemmeno i loro creatori – possono comprendere, prevedere o controllare in modo affidabile”. Una richiesta aperta che ha già ottenuto più di 27 mila firme.

Che si decida di rallentare o di abbracciare la nuova rivoluzione, secondo Koay, “si tratta di un cambiamento che avrà un effetto ancora più forte della venuta di internet, aprendo nuove frontiere di opportunità in diversi ambiti”.

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