Chat GPT vs Google Search: una sfida all’ultima domanda

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ChatGPT, la nuova frontiera dell’intelligenza artificiale, è pronta a rispondere a tutte le domande. Sarà il nuovo Google?

Nel 2011 usciva la serie futuristica Black Mirror, dove la tecnologia entrava a pieno nelle vite dei protagonisti, stravolgendole e, a volte, controllandole: un mondo paradossale e inimmaginabile nella realtà dei nostri giorni, ma forse non poi così tanto? A novembre è stata lanciata ChatGPT che ha reso quel mondo distopico un po’ più vicino alla realtà.
La domanda giusta da porsi non è cosa sia ChatGPT, ma chi sia. Si tratta di un trasformatore pre-istruito generatore di programmi di dialogo (Chat Generative Pre-trained Trasformer). Ovvero è un software creato dal comparto di intelligenza artificiale (AI) di OpenAI, fondata nel 2015, con l’ambizione di rendere l’AI utile e sicuro per gli esseri umani. ChatGPT è in grado di offrire un livello di conversazione simile a quella di un umano, con una naturalezza sorprendente e una conoscenza quasi illimitata: fornisce risposte complesse e dettagliate, memorizzando le interazioni precedenti all’interno della conversazione, riuscendo ad apprendere in continuazione. Questo non significa che non verranno lanciati aggiornamenti, anzi, secondo il New York Times, possiamo aspettarci il lancio di GPT-4 già nel primo quarto di quest’anno.

Si tratta di una novità rivoluzionaria, che potrebbe trasformare e semplificare la nostra vita. Per capire l’impatto che sta avendo, basti pensare che nel giro di una settimana dal suo lancio, ha registrato oltre un milione di utenti, un dato impensabile in un periodo così breve (a Netflix, ad esempio, sono serviti più di tre anni per raggiungere gli stessi numeri). Ecco perché anche gli investitori si sono lasciati contagiare dal dibattito intorno a ChatGPT e gli esperti di Janus Henderson Investors hanno deciso di sciogliere qualche dubbio.

Rivoluzione o distruzione? ChatGPT sarà una minaccia per Google?

ChatGPT è al servizio dei suoi utenti per rispondere a qualsiasi domanda, in ogni momento e gratuitamente, visto il suo enorme potenziale potrebbe rappresentare una minaccia per Google Search? Alison Porter, portfolio manager di Janus Henderson, spiega che “le risposte offerte da questo nuovo software potrebbero far sembrare quelle offerte da Google fin troppo basilari”. Tuttavia il discorso è molto più ampio e complicato di così, infatti non è la prima volta che il servizio offerto da Google viene minacciato da altri. Alcuni esempi? Siri e Alexa possono rispondere alle domande dei loro utenti, TikTok e Instagram sono dei veri e propri registri per foto e video, tuttavia il primato è sempre rimasto ben saldo nelle reti di Google. Questo è vero perché si tratta, o forse ormai trattava, dell’unica piattaforma in grado di raccogliere informazioni da tutto il web.

Bisogna in oltre sottolineare che Google non è un neofito nel mondo dell’intelligenza artificiale, anzi. A partire dal 2005 l’AI e il machine learning sono entrati nei report annuali, tra il 2000 e il 2022 sono stati investiti circa 177 miliardi di dollari e, guardando a tempi più recenti, Alphabet ha definito l’intelligenza artificiale come una delle quattro principali iniziative di investimento insieme a YouTube, gli hardware e il servizio cloud. Il progetto è quello di investire quasi 400 milioni di dollari nella start-up Anthropic, che ha proprio il focus sull’AI e sta sviluppando un software che dovrebbe diventare il nuovo rivale di ChatGPT, secondo Bloomberg.

Chat GPT, i limiti

Sicuramente l’introduzione della ChatGPT, anche grazie alla sua fruibilità, sta guadagnando l’attenzione degli investitori. Ma, in realtà, si tratta di software che ha ancora dei limiti. Per prima cosa soffre spesso di mancanza di accuratezza e contesto. Il problema non è trovare una risposta alle domande che vengono poste, bensì non vi è “garanzia che le risposte generate non siano fabbricati da fonti non attendibili”, spiega Porter. Infatti, mentre Google Search impone un limite alle ricerche, ChatGPT non ha nessun tipo di limitazioni, né filtri in base all’accuratezza o alla veridicità.

ChatGPT deve ancora affrontare i problemi legati alla tempestività: gli utenti si aspettano risposte tempestive e attuali, questo software non è in grado di soddisfare entrambe le richieste. Scoperta e aggiornamento sono fondamentali, avere a disposizione i dati più recenti è spesso necessario per offrire risposte accurate: se si vogliono sapere gli orari di apertura di un negozio o come si sono chiusi i mercati ieri sera, il tempismo non può essere ignorato.

Un altro importante problema che deve ancora essere risolto è quello del costo. Ad oggi “il costo per ogni domanda di ChatGPT è circa sette volte superiore a quello di Google Search – che si attesta a 0,02 dollari – e questo renderà molto difficile la monetizzazione commerciale senza un aumento significativo della spesa per la potenza di calcolo” aggiunge l’esperta.

Nonostante i limiti e i rischi che ChatGPT deve ancora affrontare vi è una grande certezza: l’avvento dell’intelligenza artificiale è sempre più vicino e democratico, quanto manca prima di finire nel mondo di Black Mirror?


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