Fondazione Crt: portafogli resilienti contro i rischi dei mercati

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Foto in bianco e nero di Marco Casale, chief financial officer di Fondazione Crt.

Tra geopolitica, dazi e debito Usa, il chief financial officer, Marco Casale, spiega la strategia di Fondazione Crt: più diversificazione, liquidità e portafogli resilienti per affrontare i rischi di mercato

Indice

Geopolitica, dazi, debito Usa e mercati tirati: il rischio oggi non è l’assenza di rendimento, ma l’intolleranza agli imprevisti. In questo contesto, per gli investitori di lungo periodo la priorità diventa la protezione del patrimonio attraverso portafogli resilienti, capaci di reggere shock e garantire flussi stabili. È la cornice dentro cui si muove la Fondazione Crt, che chiude un 2025 positivo e guarda al 2026 mantenendo un outlook costruttivo, ma con la mitigazione del rischio come bussola principale.

A tracciare le direttrici è il chief financial officer, Marco Casale, che delinea un approccio centrato su diversificazione, revisione dell’asset allocation e rafforzamento della resilienza del portafoglio.

Geopolitica, dazi e debito Usa: come cambia la strategia di investimento

Quali scelte ha operato la Fondazione in questa fase, alla luce dei fattori che stanno caratterizzando i mercati?

Per inquadrare le scelte occorre considerare tre tipologie di rischio.
Il primo è geopolitico: l’attuale contesto appare decisamente complicato e le guerre in corso non possono che creare i presupposti per una revisione delle scelte di politica monetaria, che saranno funzione dell’incerto evolvere degli equilibri internazionali.
Il secondo riguarda le tensioni geoeconomiche, in particolare le politiche sui dazi americani e le elezioni di medio termine negli Usa.
Il terzo è legato al contesto finanziario e macroeconomico: debito americano, inflazione e mercato del lavoro da un lato; utili societari ancora solidi dall’altro trascinati dal comparto tech.

Obiettivo: preservare il patrimonio con portafogli resilienti

Quali obiettivi devono guidare oggi la gestione del patrimonio di una fondazione?

Gli obiettivi restano la conservazione del valore reale del patrimonio e la capacità di generare flussi stabili nel tempo, in grado di garantire la continuità dell’attività istituzionale. Siamo investitori di lungo termine, ma in questa fase le scelte strategiche non possono ignorare i rischi di mercato di breve termine. La mitigazione del rischio è un tema corrente e lo sarà necessariamente anche in futuro, attraverso diversificazione e costruzione di portafogli resilienti.

Asset allocation: le quattro direttrici per il 2026

Come si traduce operativamente questa impostazione nelle scelte di asset allocation?

Abbiamo chiuso un 2025 molto positivo e manteniamo un outlook altrettanto favorevole anche per il 2026, ma – come detto prima – poniamo la mitigazione del rischio come obiettivo principale nella gestione del portafoglio.
Le direttrici operative sono quattro.
Primo: revisione dell’asset allocation strategica, sfruttando la fase favorevole per ribilanciare le scelte di investimento.
Secondo: proseguimento della gestione attiva delle partecipazioni strategiche, ponendo in essere strategie di enhancement e hedging.
Terzo: incremento degli investimenti nei mercati privati, coerentemente con un orizzonte temporale di medio-lungo periodo, che presentano caratteristiche di decorrelazione e che nel contempo offrono sostegno all’economia reale.
Quarto: gestione dinamica del portafoglio di negoziazione, con particolare riferimento alla parte obbligazionaria e monetaria.

Obbligazioni, mercati emergenti e liquidità: dove investe Fondazione CRT

Su quali asset class vi state concentrando per rafforzare resilienza e flessibilità del
portafoglio?

Stiamo incrementando la parte liquida del portafoglio per garantire flessibilità, cogliere opportunità e fornire alla Fondazione un importante cuscinetto di “protezione” per far fronte a eventuali fasi negative.

Come accennato questo obiettivo viene perseguito principalmente attraverso la componente obbligazionaria: in particolare, con titoli corporate europei a elevato standing creditizio e duration media inferiore ai 5 anni.

Parallelamente, aumentiamo il posizionamento sui mercati emergenti, in particolare asiatici, sia nel comparto equity sia in quello del credito.

(Articolo tratto dal magazine n. 91 di We Wealth di giugno 2026)

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Domande frequenti su Fondazione Crt: portafogli resilienti contro i rischi dei mercati

Quali sono i principali fattori di rischio che influenzano la strategia di investimento della Fondazione Crt?

I principali fattori di rischio che caratterizzano i mercati attuali includono la geopolitica, i dazi commerciali e il debito degli Stati Uniti. Questi elementi rendono l'intolleranza agli imprevisti una sfida cruciale per gli investitori.

Qual è l'obiettivo primario della Fondazione Crt per la gestione del patrimonio in questo contesto di mercato?

L'obiettivo primario è la protezione del patrimonio, perseguita attraverso la costruzione di portafogli resilienti. Questi portafogli sono progettati per resistere agli shock e garantire flussi stabili nel lungo periodo.

Come si è concluso il 2025 per la Fondazione Crt e quale outlook è previsto per il 2026?

La Fondazione Crt ha chiuso il 2025 con un risultato positivo. Per il 2026, mantiene un outlook costruttivo, pur adottando la mitigazione del rischio come bussola principale per le proprie scelte.

Qual è il principio guida che orienta le scelte di investimento della Fondazione Crt per il prossimo periodo?

Il principio guida che orienta le scelte di investimento per il prossimo periodo è la mitigazione del rischio. Questo approccio è fondamentale per navigare in un contesto di mercato caratterizzato da incertezze e imprevisti.

Cosa si intende per 'portafogli resilienti' nel contesto della strategia della Fondazione Crt?

I 'portafogli resilienti' sono definiti come quelli capaci di reggere shock di mercato e di garantire flussi stabili nel tempo. La loro costruzione è la priorità per gli investitori di lungo periodo, come la Fondazione Crt, per proteggere il patrimonio.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Stefania Pescarmona

Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Giornalista professionista, è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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