- Nel 2024 il fatturato globale delle grandi case d’asta è calato del -26 % rispetto al 2023
- I primi sei mesi del 2025 confermano il trend negativo dell’ultimo biennio: si è registrato un calo del -7,6% rispetto allo stesso periodo del 2024
- Tengono i pleasure asset diversi dall’arte: +1,2% rispetto al primo semestre 2024, guidati da design e fotografia
- Europa in controtendenza con un +6,7%, sulla scia della crescita del ruolo di Parigi, mentre continua la forte contrazione del mercato UK (-31,0%)
- Temporanea stasi del mercato delle aste online: il collezionismo torna in presenza
Nel 2025, il mercato dell’arte continua a frenare, memore del grande rallentamento del 2024 (iniziato nel 2023). La flessione può ravvisarsi nel protrarsi dalle tensioni internazionali, che inducono cautela nel mercato, con collezionisti meno propensi al rischio. Questi elementi hanno determinato una contrazione complessiva del fatturato annuo dei beni da collezione pari al -26,2% rispetto al 2023. Sono i numeri che emergono dall’ultimo rapporto “Il mercato dell’arte e dei beni da collezione 2025” di Deloitte Private, presentato a Roma il 10 luglio 2025.
Primo semestre 2025: in contrazione il giro d’affari di fascia alta
Il primo semestre del 2025 è stato segnato da una contrazione del 7,6% del fatturato delle principali case d’asta internazionali – Christie’s, Sotheby’s e Phillips – rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il calo è ancora più netto se paragonato al primo semestre 2023, con una flessione del 32,4%. Tra i segnali più evidenti, si evidenzia che nessuna opera ha superato la soglia dei 50 milioni di dollari nei primi sei mesi del 2025, in continuità con la drastica diminuzione del numero di top lot sopra i 100 milioni registrata nell’ultimo triennio, scesi da sei nel 2022 a uno nel 2024.
L’ulteriore flessione del giro d’affari è trainata dalla contrazione della fascia alta del mercato e da un atteggiamento più prudente da parte dei collezionisti. Se da un lato calano i top lot multimilionari, dall’altro cresce il dinamismo nei segmenti più accessibili, guidato da un forte ricambio generazionale e dal nuovo gusto delle giovani generazioni.
Mercato arte 2025: le opere più costose sono tutte di Christie’s
I top lot del primo semestre 2025 sono stati battuti tutti da Christie’s a New York e sono:
Piet Mondrian, Composition with Large Red Plane, Bluish Gray, Yellow, Black and Blue (1922) ($47,56 mln)

Claude Monet, Peupliers au bord de l’Epte, crépuscule (1891) ($42,9 mln)

Mark Rothko, No. 4 (Two Dominants) [Orange, Plum, Black] (1950) ($37,8 mln)

René Magritte, L’empire des lumières (1949) ($34,9 mln)

Pablo Picasso, Femme à la coiffe d’Arlésienne sur fond vert (Lee Miller) (1937) ($28 mln)

New York si conferma la piazza principale, Parigi e il Medio Oriente guadagnano terreno
Gli Stati Uniti confermano la proprialeadership nel mercato dell’arte, con tutti i top lot del semestre aggiudicati a New York. In Europa, Londra si mantiene al vertice, mentre Parigi continua a guadagnare terreno e Milano si distingue per il segmento Design.In Asia orientale si registra un lieve rallentamento, ma Hong Kong resta una piazza chiave subito dopo New York e Londra, soprattutto nel comparto dei vini e arte contemporanea. Il 2025 segna un punto di svolta per il Medio Oriente: l’8 febbraio si è tenuta a Diriyah “Origins”, la prima asta di Sotheby’s in Arabia Saudita.
A febbraio 2026 debutterà Art Basel Qatar a Doha. Le vendite mostrano ottimi risultati sia per artisti locali che occidentali, con un tasso di venduto medio superiore al 75%. Gli acquirenti locali mostrano un gusto sempre più autonomo, preferendo arte mediorientale.
Il nuovo profilo del collezionista e la resilienza dei collezionabili
Se la fascia alta rallenta, il mercato complessivo si mantiene vitale grazie a un aumento delle transazioni totali, specialmente in segmenti accessibili. Si conferma infatti il trend di crescita del segmento dei beni diversi dalla pittura o Passion Assets,che registra un +1,2% nel primo semestre 2025 rispetto allo stesso periodo 2024, con forte apprezzamento tra collezionisti millennial e gen Z.
Design e fotografia da collezione guidano l’andamento del comparto, registrando rispettivamente il +101,6% e il +10,3% di crescita nel primo semestre 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024. Anche i cimeli sportivi hanno registrato un tasso di white glove sales del 100%, vini e liquori un tasso di sold intorno al 92% e anche design e gioielli hanno performato in maniera eccellente, con l’anello The Marie-Thérèse pink a historic jar colored diamond ring venduto da Christie’s a New York per circa $14 mln, superando il top lot dello scorso anno.
Beni da collezione diversi dall’arte: i lotti più cari del primo semestre 2025
François-Xavier Lalanne, Grand Rhinocrétaire II: $16,4 mln (Sotheby’s)
Anello “The Marie-Thérèse Pink”: $14 mln (Christie’s)
Violino Stradivari “Joachim-Ma”: $11,2 mln (Sotheby’s)
Maglia di debutto di Kobe Bryant (1997): $7 mln (Sotheby’s)
Continua a crescere l’interesse per l’arte femminile
Le artiste donne si affermano come protagoniste. Marlene Dumas ha stabilito un nuovo record per un’artista vivente con Miss January (1997), venduta a $13 mln da Christie’s a New York. Si conferma l’entusiasmo internazionale per Yayoi Kusama, con un tasso di sold dell’86% nella fascia alta, e, tra le altre, anche Simone Leigh, Lisa Brice e Olga de Amaral hanno raggiunto nuovi record personali; Sotheby’s a New York ha inoltre dedicato aste speciali alle galleriste Daniella Luxemburg e Barbara Gladstone.
Le collezioni celebri sono tra le più dinamiche del primo semestre 2025
Nonostante le incertezze geopolitiche, le aste di collezioni celebri ottengono tassi di venduto molto elevati: tra le white glove sales, si segnalano quelle delle collezioni Karl Lagerfeld, Yves Saint Laurent, Iris Apfel e Jeff Beck. L’autenticità, l’eco mediatica e il valore simbolico rendono queste aste tra le più dinamiche del semestre.
Le grandi fiere internazionali resistono
Il mercato dell’arte si dimostra resiliente, con una forte selettività da parte dei collezionisti. Art Basel (Basilea) e TEFAF (Maastricht) hanno visto vendite solide e misurate, tra cui Hockney (Mid November Tunnel, $13-17 mln) e Klimt (Ritratto del principe William Nii Nortey Dowuona, $15 mln).
Mercato italiano: al via la nuova aliquota Iva al 5%, è la più bassa d’Europa
L’Italia prova a rafforzare il proprio posizionamento nel mercato dell’arte internazionale grazie alla nuova aliquota Iva al 5%, approvata dal Consiglio dei Ministri il 20 giugno 2025. È la più bassa d’Europa, sotto Francia (5,5%), Germania (7%) e Svizzera (8,1%). Questa misura, insieme alla possibile futura riforma su notifiche e circolazione dei beni culturali, potrebbe rilanciare strutturalmente il mercato italiano, aumentandone la competitività e provocando esternalità positive su tutto il comparto culturale.

