Nel primo semestre del 2026 il fatturato delle aste delle principali major internazionali (Christie’s, Sotheby’s e Phillips) ha raggiunto circa 6,7 miliardi di dollari (+71% rispetto al primo semestre 2025 a fronte di un incremento del numero di aste del 10,3%). Sono le principali evidenze emerse dalla conferenza “Il mercato dell’arte e dei beni da collezione”di Deloitte Private Art&Finance, all’Auditorium Deloitte di Roma. La crescita del valore complessivo delle vendite si deve principalmente alle aste dal vivo, nelle quali l’aggiudicazione media per lotto è quasi raddoppiata (+96,5%), raggiungendo circa 1 milione di dollari. Le aste online hanno invece generato l’8,2% del volume d’affari complessivo, per un totale di 562 milioni di dollari (+54,9% rispetto al primo semestre 2025).
Nel corso del semestre le tre major hanno rafforzato una strategia orientata alla valorizzazione di super-collezioni e capolavori, affiancata dal consolidamento del canale online per i segmenti di fascia inferiore. Un approccio vincente: Sotheby’s +73,1%, Christie’s +72,7% e Phillips +50,5%.
Bassissimi i tassi di invenduto (tra lo 0% e il 4%) nelle prime dieci vendite. In un contesto in cui i contenuti digitali sono sempre più facilmente replicabili, il valore sta nei beni unici e irriproducibili. A ciò si affianca una rinnovata vivacità delle fasce intermedie del mercato, sostenuta da una nuova generazione di collezionisti con preferenze e modalità di acquisto differenti.
Mercato dell’arte nel primo semestre 2026, i commenti degli esperti
«L’andamento positivo, che sembra confermare i segnali di ripresa del mercato secondario già emersi nella seconda parte del 2025, è riconducibile anche alla rinnovata fiducia che il mercato aveva trasmesso ai collezionisti, in particolare sul fronte dei venditori. I mesi di ottobre, novembre e dicembre sono infatti determinanti per la costruzione dei cataloghi delle vendite dei primi mesi dell’anno successivo e gli ottimi risultati registrati dalle single-owner collection nelle aste autunnali potrebbero aver favorito l’immissione sul mercato di opere di elevata qualità», commenta Ernesto Lanzillo, Deloitte Private leader.
«Anche nel primo semestre 2026 il mercato dei Passion Assets conferma il forte interesse dei collezionisti, soprattutto giovani e first-time buyer. Design (+44,3% rispetto al primo semestre 2025), beni antichi (+39,9%) e Orologi e Gioelli (+33,4%) guidano la crescita, ma si conferma forte anche l’interesse per lotti fuori dall’ordinario, come il Golden Ticket della fabbrica di Willy Wonka, venduto per oltre 200 mila dollari tra altri beni di una single-owner collection», ha concluso Roberta Ghilardi, Deloitte Private Art & Finance senior manager.
Il motore della crescita del mercato secondario sono i grandi capolavori
Il segmento Fine Art rappresenta il 71,6% del fatturato complessivo del primo semestre 2026 (+85,3% rispetto al primo semestre 2025). Il segmento Post War rappresenta il 72,5% del fatturato dal segmento Fine Art (+79,3%), mentre il Pre War incide per il 22,8%, con un valore complessivo più che raddoppiato (+157,4%). Gli Old Master generano il 4,7% del fatturato della categoria, in lieve crescita (+5,7%), pur registrando un tasso di invenduto del 26%.
Il mercato privilegia, soprattutto nelle aste, capolavori e collezioni di elevata qualità. Si contrae decisamente il comparto dell’ultra contemporaneo, pressoché assente tra le dieci principali aggiudicazioni del semestre.
Le più importanti sono le aste dal vivo. Ma l’online ha un ruolo cruciale
Le aste live continuano a intercettare capolavori e grandi collezioni, spesso di singolo proprietario, con valori medi dei lotti che, nelle vendite più prestigiose, oscillano tra 2,8 e 39,4 milioni di dollari. Il canale online consolida il proprio ruolo, con un valore medio per lotto di circa 21.500 dollari, sostenuto in particolare dalle performance di design (+44,3%) e antichità (+39,9%).
I pleasure asset diversi dalle opere d’arte crescono complessivamente del 34,8%, a 1,67 miliardi di dollari di aggiudicazioni. Le performance più positive riguardano antichità (+39,9% rispetto al primo semestre 2025), design (+44,3%) e orologi e gioielli (+33,4%), mentre fotografia (-9,5%) e vini (-13,1%) registrano un rallentamento, pur dopo un 2025 particolarmente favorevole. Per queste categorie, il canale online cresce del 93,6% rispetto al primo semestre dello scorso anno, trainato soprattutto dal design, mentre il fatturato delle aste live dedicate ai pleasure asset non arte registra una flessione del 4,8%. Una dinamica che evidenzia una progressiva specializzazione dei due canali: le live confermano il proprio ruolo privilegiato per capolavori e beni da collezione di maggiore prestigio, l’online invece amplia la platea degli acquirenti nei segmenti di “entrata”.
New York domina, Londra raddoppia, l’online emerge come “polo geografico”
New York mantiene la leadership del mercato con il 51,4% della quota globale e 3,49 miliardi di dollari di aggiudicazioni nel solo primo semestre 2026. Londra registra una crescita del 150,4%, raggiungendo 1,41 miliardi di dollari (20,8% del mercato globale), con incrementi diffusi nei principali segmenti.
Negli Stati Uniti il mercato cresce del 71,3% rispetto al primo semestre 2025, raggiungendo quasi 3,5 miliardi di dollari. La Fine Art rappresenta l’82% del mercato statunitense (2,88 miliardi, +79,2%). Christie’s New York registra un raddoppio del fatturato delle aste live dedicate alla Fine Art (+106%), mentre Sotheby’s evidenzia una crescita del 55%. Il segmento Post War aumenta del 76,5%, confermando la forte domanda per l’arte moderna e contemporanea.
Cresce anche il mercato europeo, che raggiunge 635 milioni di dollari (9% del mercato globale), sostenuto dalle performance di Parigi (358 milioni, +54,7%), Ginevra (261 milioni, +19,8%) e Milano (15,8 milioni, +22,8%), trainata in particolare dai segmenti Post War e antichità. In Asia, Hong Kong consolida la propria leadership con 654 milioni di dollari (+30%), seguita da Riyadh (19,6 milioni) e Singapore (13,1 milioni, +35,9%).
Parallelamente, il canale online si conferma sempre più come un vero e proprio “polo geografico” del mercato: rappresenta l’8,2% del volume d’affari complessivo, con 562 milioni di dollari di aggiudicazioni e una crescita del 54,9% rispetto al primo semestre 2025.

